I migliori smartphone visti al CES 202 (MisterGadget.Tech)
I migliori smartphone visti al CES 2026: dai pieghevoli estremi ai modelli con tastiera fisica, ecco cosa aspettarsi nel 2026.
Il CES 2026 non è una fiera storicamente dedicata agli smartphone, ma anche quest’anno alcuni modelli sono riusciti a ritagliarsi spazio grazie a soluzioni fuori dagli schemi e approcci molto diversi tra loro. Dai pieghevoli più ambiziosi a dispositivi pensati per produttività e comunicazione, Las Vegas ha offerto un’anteprima interessante su ciò che ci aspetta nel mercato mobile nel corso del 2026.
I pieghevoli spingono ancora più in là il concetto di smartphone
Tra i dispositivi che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è il Galaxy Z TriFold, uno smartphone a tripla piega capace di trasformarsi, una volta aperto, in un vero e proprio display da circa 10 pollici. L’obiettivo è chiaro: fondere smartphone e tablet in un unico prodotto, sacrificando compattezza e prezzo in favore della massima versatilità.
Sempre nel mondo dei pieghevoli, Motorola ha mostrato il Razr Fold, un modello “book-style” che affianca un ampio schermo interno a un display esterno generoso. La presenza del supporto allo stilo suggerisce una chiara vocazione alla produttività, segnando una distanza netta rispetto ai pieghevoli più orientati al lifestyle.
I flagship restano validi, ma senza rivoluzioni
Accanto ai concept più spettacolari, il CES 2026 ha visto anche la presenza di flagship più tradizionali. Motorola ha presentato un top di gamma pensato per chi cerca prestazioni elevate, grande display AMOLED e un comparto fotografico completo, senza stravolgimenti nel design. È il classico esempio di smartphone che non punta sull’effetto wow, ma sul consolidamento dell’esperienza: potenza, autonomia e affidabilità rimangono i pilastri centrali.
Le idee più interessanti arrivano dal segmento medio
Una delle sorprese più apprezzate della fiera arriva dal segmento mid-range. TCL ha portato al CES il NxtPaper 70 Pro, uno smartphone che punta tutto su un display opaco progettato per ridurre riflessi e affaticamento visivo. Una scelta che va in controtendenza rispetto alla corsa a pannelli sempre più luminosi e che intercetta un’esigenza reale di chi usa lo smartphone per molte ore al giorno.
Infinix, invece, ha acceso i riflettori sulla connettività con la serie Note 60, dotata di supporto alla comunicazione satellitare globale per chiamate e messaggi di emergenza. Una funzione che guarda soprattutto a chi viaggia spesso o vive in aree con copertura di rete limitata, e che potrebbe diventare sempre più centrale nei prossimi anni.
Torna la tastiera fisica, ma in chiave moderna
Tra i dispositivi più particolari del CES 2026 spicca Clicks Communicator, uno smartphone Android dotato di tastiera fisica QWERTY integrata. Un chiaro richiamo ai vecchi BlackBerry, reinterpretato però con specifiche moderne: display AMOLED compatto, fotocamera da 50 MP e ampio spazio di archiviazione.
Non è un prodotto pensato per il grande pubblico, ma dimostra come esistano ancora nicchie interessate a dispositivi focalizzati su messaggistica, scrittura e produttività, piuttosto che sul consumo passivo di contenuti.
Cosa raccontano questi smartphone sul 2026
Il messaggio che arriva dal CES 2026 è piuttosto chiaro. Non c’è una singola direzione dominante, ma una frammentazione sempre più marcata:
- i pieghevoli continuano a sperimentare form factor estremi
- i flagship tradizionali consolidano prestazioni e qualità
- il segmento medio resta il terreno più fertile per l’innovazione concreta
- esiste ancora spazio per dispositivi “di nicchia” con identità forti
Il 2026 non sembra destinato a una rivoluzione unica, ma a una somma di evoluzioni parallele che rispondono a esigenze molto diverse.