WhatsApp, attenzione o scatta il ban dell'account (mistergadget.tech)
WhatsApp sta introducendo delle novità molto interessanti per gli account, in particolar modo per quelli che riguardano i controlli mirati.
Una stretta decisiva che sicuramente è stata implementata per migliorare la sicurezza di tutti coloro che lo utilizzano ogni giorno, dopotutto è risaputo ormai che parliamo di milioni di utenti in tutto il mondo e soprattutto per lo scambio di messaggi sia privati che professionali, con una portata che rischia di essere sempre maggiore, non soltanto per quello che riguarda le chat ma anche gli audio o le fotografie condivise, i dati, i documenti personali e molto altro.
La Policy di WhatsApp di conseguenza si è fatta sempre più dettagliata proprio per eliminare ogni margine di errore. Da qualche anno gli utenti che vengono colpiti dal ban sostanzialmente possono richiedere una revisione all’interno dell’applicazione: si tratta di un blocco vero e proprio che prevede poi praticamente la valutazione da parte di un essere umano che controlla che quello che è avvenuto in maniera automatica sia stato effettivamente corretto. Laddove chiaramente ci sia un feedback positivo, quindi lo strumento abbia fatto correttamente il lavoro, il ban non viene ritirato.
Arriva il ban su WhatsApp, sempre maggiore la stretta
L’utente riceve la comunicazione dell’esito dell’indagine e da quel momento non potrà più inviare alcuna richiesta di revisione. La piattaforma ovviamente ha una serie di elementi evolutivi che sono da considerare come fondamentali, perché ha preso provvedimenti proprio per migliorare sia la procedura ma anche la sicurezza. Con l’ultima versione beta di Android, WhatsApp sta introducendo una funzione che indica agli utenti anche quali sono praticamente le pratiche utili per scongiurare il ban che rischia poi di essere definitivo.
Sono delle linee guida che compariranno durante le procedure di revisione e che hanno il compito sostanzialmente di chiarire bene tutti i dettagli, quindi far comprendere quali sono i termini di servizio che sono presenti per tutti nell’applicazione ma vengono totalmente ignorati: nessuno si è preso mai la briga di leggerli e quindi di capire magari cosa può portare una segnalazione e cosa può portare un blocco, quali parole non vanno mai utilizzate e così via. Durante la guida viene specificato in poche parole cosa non bisogna fare, dal momento che appunto un documento lungo non verrebbe letto.
Si possono anche riassumere alcuni punti, ovvero: non inviare messaggi in blocco, quindi inoltrare molti messaggi, perché è chiaro che l’applicazione in quel momento fa scattare il blocco perché percepisce quell’invio come se fosse della pubblicità occulta o magari una truffa; non bisogna utilizzare la messaggistica automatica, quindi né per i messaggi, né per le chiamate, né per alcun altro tipo di movimentazione all’interno dell’app, perché chiaramente non è prevista; e non bisogna inviare messaggi indesiderati, quindi non mandare messaggi a persone che non si conoscono o messaggi inopportuni.
Ci sono anche tutta una serie di parole che non si possono utilizzare ma in sostanza questi tre punti sono fondamentali e servono per evitare le truffe, quindi limitare lo spam e evitare che vengano utilizzati Bot, script o app di altre piattaforme e per evitare chiaramente i messaggi pericolosi o comunque non adeguati. WhatsApp suggerisce ovviamente, laddove si voglia comunicare con molti utenti, di aprire un canale che praticamente si può fare con le liste broadcast, in modo da indirizzarsi verso quella che è la strada utile in questo senso.