In USA nuove regole per Instagram e post a pagamento: la fine di un’era?

Luca Viscardi10 Maggio 2017
instagram

quelle che tutti vedono, perché la percentuale di chi clicca su “mostra altro” è limitatissima e questo riduce la trasparenza della comunicazione

Cerchiamo, se possibile, di non divagare con temi del tipo “sì, ma poi tirano le bombe…” o le solite dinamiche per cui si butta tutto in vacca. Qui parliamo della capacità di intercettare nuovi fenomeni e di regolamentarli, qualcosa su cui noi dovremmo crescere molto e imparare

Come sempre gli americani ci mostrano come si fa: non è un elogio incondizionato alla cultura stelle e strisce, ma solo alla capacità di intercettare nuovi fenomeni e mettere dei freni: la Federal Trade Commission, l’ente che si occupa del commercio e delle regole che lo controllano ha scritto una lettera a 90 celebrità statunitensi chiedendo informazioni sui loro post a pagamento su Instagram.

La richiesta della commissione è molto chiara: i post a pagamento vanno chiaramente contrassegnati nella parte in cui il testo è visibile a tutti gli utenti.

Era già stato inviato un richiamo tempo fa, ma le società che si occupano di social marketing avevano aggirato l’ostacolo mettendo l’hashtag #ad in fondo alla lunga serie di tags inseriti in ogni articolo.

instagram post a pagamento

Ma come si dice negli uffici di Washington della FTC, ca nisciun’è’ffess. La lettera spedita ieri dà un’indicazione molto netta: il disclaimer che indica che un post è a pagamento va messo nelle prime tre righe.Cerchiamo, se possibile, di non divagare con temi del tipo “sì, ma poi tirano le bombe…” o le solite dinamiche per cui si butta tutto in vacca. Qui parliamo della capacità di intercettare nuovi fenomeni e di regolamentarli, qualcosa su cui noi dovremmo crescere molto e imparare.

instagram post a pagamento

Se ci pensate, negli USA esiste già una legge sui Google Glasses, che non verranno distribuiti a livello commerciale e forse saranno un prodotto professionale, anche se non è ancora sicuro che succeda.

Secondo voi qualcuno nei nostri uffici governativi si è mai posto il problema di far sapere ad un utente se il suo personaggio preferito prende soldi per consigliargli un prodotto?

L’altra domanda riguarda gli effetti: la piena consapevolezza che un post di un nostro beniamino è lì solo perché lo pagano, ci farà seguire i consigli con la stessa attenzione? Il tema è aperto, la risposta però è ancora sconosciuta. E non è scontata.


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