Google vuole mettere un ad-blocker in Chrome e attivarlo di default

Luca Viscardi20 Aprile 2017
Google vuole mettere un ad-blocker in Chrome e attivarlo di default

Il mondo è bello perché è vario, ma a volte alcune stranezze vanno oltre l’umana capacità di comprendere: è il caso dell’ultima indiscrezione su google, che vuole mettere un ad-blocker in Chrome e attivarlo di default.

Ma come?!? Il più grande operatore pubblicitario della rete che si blocca da solo?!? E’ come se domani Mc Donald’s mettesse un cartello sulla porta indicando che i suoi prodotti fanno schifo, oppure che Volkswagen bloccasse da sola i suoi motori perché inquinano, o non mi viene in mente un altro esempio, se non quello dell’autolesionismo spinto.

Ma una logica c’è… Google in realtà vuole evitare che voi decidiate di installare un diverso ad-blocker, di cui non può gestire le funzioni, che rischierebbe di tagliare fuori completamente la sua comunicazione pubblicitaria.

Quello dentro Chrome, invece, avrebbe funzioni più limitate volte a bloccare i pop-up e le pubblicità più invasive e fastidiose, lasciando però visibili i normali banner, evitando quindi il peggio.

Google Chrome è usato per più del 50% della navigazione internet sul pianeta: inserire una soluzione nativa per il blocco della pubblicità ridurrebbe la volontà degli utenti di cercarne una esterna.

Se poi questa strategia sia davvero funzionale è tutto da vedere, ma in realtà sarebbe una mossa micidiale, perchè oltre a contenere un problema, metterebbe Google nella condizione di silenziare i concorrenti in campo pubblicitario, quelli che usano tecniche più aggressive, oggi considerate molto più efficaci dei banner tradizionali.

Insomma, quello che sembra un atto di autolesionismo, in realtà è un piano micidiale in grado di mettere fuori gioco molti concorrenti e di controllare allo stesso tempo fino a che livello gli utenti potranno bloccare la visualizzazione della pubblicità sul web.

Quasi diabolico, ma siamo sicuri che il resto degli operatori di mercato abbia voglia di stare a guardare e, soprattutto, che gli organi antitrust nel mondo siano d’accordo con questa pratica? Ho qualche dubbio a riguardo.


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