Google abbandona lo sviluppo di Hangouts

Luca Viscardi10 Gennaio 2017
Google abbandona lo sviluppo di Hangouts

Google abbandona lo sviluppo di Hangouts, con una mossa che ha lasciato perplessi gli sviluppatori che avevano investito tempo e risorse usando le API.

Sappiamo come funziona: Google lancia tantissimi servizi , come se buttasse esche nel grande mare dei servizi on line. A volte i pesci abboccano, altre (le più numerose…) invece rimangono abbastanza indifferenti.

Quando questo accade, con la scusa che tanto i servizi sono gratis, Big G smonta, chiude, sposta, senza tanti complimenti.

La storia si ripete con Hangouts, la piattaforma di messaggistica lanciata come la soluzione dei problemi del mondo e finita in una bolla di sapone, pur avendo un potenziale molto interessante.

Ottime le funzioni legate alla videoconferenza in gruppo, bella anche l’integrazione con YouTube per i live, ma evidentemente c’è qualche cosa che non è riuscito a fare breccia nel cuore degli utenti e che l’ha rilegata ad un ruolo secondario, anche quando sono stati integrati gli sms.

Ciò che ha fatto infuriare gli sviluppatori è il fatto che Google non si sia presa la briga di comunicare con un post ufficiale la decisione di abbandonare lo sviluppo delle API, mettendo solo una risposta nelle FAQ di assistenza sull’argomento.

E’ stata spedita una mail a coloro che hanno uno sviluppo attivo nelle API in cui si mostra di capire il possibile disappunto.

We understand this will impact developers who have invested in our platform. We have carefully considered this change and believe that it allows us to give our users a more targeted Hangouts desktop video experience going forward

In effetti, era solo questione di tempo, perché  non si capisce bene quale sia la strategia nel campo della messaggistica con tutte le app in circolazione. Non solo Hangouts, ma anche Duo e Allo, di cui continuo a non capire lo sdoppiamento: perché una app per il video e l’altra per le chat, quando tutti vanno verso l’integrazione dei diversi servizi?

Non lo ha capito nemmeno il pubblico, che continua a preferire Whatsapp.


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