Indice
- Design e comfort degli OPPO Enco Clip 2
- Qualità audio e bassi: il vero motivo per cui questi open-ear sono diversi
- Chiamate, app HeyMelody e funzioni smart
- Autonomia e ricarica
- OPPO Enco Clip 2 contro Enco X4 e gli altri open-ear a clip
- Verdetto: che faccio, li compro?
- Domande frequenti su OPPO Enco Clip2
Gli auricolari open-ear hanno sempre avuto un patto non scritto con chi li compra: ti regaliamo comfort e orecchie libere, tu rinunci ai bassi.
Li metti la mattina, ti dimentichi di averli addosso, senti il collega che ti chiama dalla scrivania accanto, e intanto la musica arriva con la sostanza di una radiolina dimenticata in un cassetto. Per anni è stato il prezzo da pagare, e quasi tutti l’hanno pagato senza protestare troppo.
Gli OPPO Enco Clip 2 non rispettano il patto. Non fanno miracoli, e lo diciamo subito, perché la fisica non si lascia corrompere nemmeno da un doppio driver. Ma il lavoro fatto sulla gamma bassa è tale da trasformare un acquisto di compromesso in una scelta fatta con convinzione.
Gli OPPO Enco Clip 2 sono auricolari open-ear a clip di fascia medio-alta, già disponibili in Italia nelle colorazioni Slate Grey e Luminous Gold, con prezzo di listino di 179,99 euro e un prezzo di vendita di poco superiore ai 110 euro.
Si rivolgono a chi vuole ascoltare musica, podcast e chiamate per ore senza fastidio e senza isolarsi dall’ambiente, ma non vuole accontentarsi di un suono sottile. Il nostro giudizio è netto: sono tra i migliori della categoria.
Le due criticità vere le mettiamo subito sul tavolo: niente bassi profondi da in-ear e niente ricarica wireless.
+ Fino a 40 ore di autonomia
+ Comodi per ore
– Niente ricarica wireless
– Niente cancellazione rumore
– Hi-Res LHDC non disponibile su iPhone
Design e comfort degli OPPO Enco Clip 2
La forma è quella dell’ear cuff: un corpo unibody con finitura lucida NCVM che, soprattutto nella versione Luminous Gold, somiglia più a un gioiello che a un accessorio tecnologico.
La Slate Grey è più sobria. Il peso è di circa 5,2 grammi per auricolare, e a colpire non è il numero ma la sensazione: dopo un po’ ci si dimentica di averli addosso.
L’archetto è realizzato in lega nitinol a memoria di forma, che OPPO dichiara testata per oltre 30.000 piegature, e la forma è stata disegnata studiando più di 3.500 orecchie.
Il comfort è il motivo per cui si sceglie un clip invece di un in-ear, e qui regge: si possono indossare a lungo senza quel fastidio che arriva puntuale con i gommini. La certificazione TÜV Rheinland “Comfortable Fit” è un bollino, ma in questo caso trova riscontro nell’uso.
Sul resto la dotazione è pratica. Non esiste un lato destro e uno sinistro, perché gli auricolari si riconoscono da soli. Se uno scivola dall’orecchio, l’altro emette un avviso sonoro.
La resistenza è IP55, ma c’è una nota che vale la pena leggere: OPPO stessa sconsiglia l’uso durante attività fisica intensa per via del sudore, e la custodia non è resistente all’acqua.
Per una corsa leggera sotto la pioggia vanno bene, per allenamenti da maratoneta conviene guardare altrove.
Qualità audio e bassi: il vero motivo per cui questi open-ear sono diversi
La configurazione è fuori dall’ordinario per la categoria: doppio driver dinamico da 11 e 9 mm, doppio DAC, risposta in frequenza dichiarata da 20 Hz a 40 kHz e ottimizzazione del suono affidata a Dynaudio. È la ricetta di un prodotto che vuole suonare, non solo restare in orecchio.
Qui arriviamo al punto che conta. Gli open-ear sono comodi, e di solito completamente privi di bassi. Con gli Enco Clip 2 il lavoro è stato fatto in modo davvero notevole. Chiariamo però le proporzioni: non sono i bassi profondi, rotondi e ultra presenti degli OPPO Enco X4, e non potrebbero esserlo.
Gli X4 hanno i gommini, l’isolamento passivo e un’aderenza che chiude il condotto uditivo, ed è così che si ottiene una gamma bassa piena. Un clip che lascia l’orecchio libero quella fisica non può replicarla.
Quello che conta è il confronto giusto. Per un paio di auricolari che si indossano a lungo senza fastidio, con una batteria che dura moltissimo, la quantità di bassi è comunque eccellente rispetto a tutti gli altri prodotti lanciati in questa categoria.
Non è un’impressione da scheda tecnica: è la differenza tra ascoltare musica e ascoltare un suggerimento di musica.
Due precisazioni da buon senso. In ambienti rumorosi, metropolitana e strada trafficata in testa, la musica compete con quello che c’è intorno, ed è inevitabile in un open-ear. OPPO ha previsto un correttivo: sopra il livello 14 del volume l’equalizzazione enfatizza automaticamente le voci.
Il codec LHDC 5.0 per l’audio Hi-Res funziona solo con Android, perché su iPhone non è supportato e si ripiega su AAC. Per attivarlo servono ColorOS su smartphone OPPO oppure l’app HeyMelody sugli altri telefoni.
Chiamate, app HeyMelody e funzioni smart
Per le chiamate la dotazione è seria: tre microfoni per auricolare, un sensore a conduzione ossea (VPU) e un algoritmo AI di riduzione del rumore sostenuto da una NPU dedicata.
Il controllo del volume avviene con uno scorrimento del dito direttamente sull’auricolare, e con un tocco si richiamano Gemini, Spotify o la fotocamera del telefono.
C’è anche la doppia connessione, utile se lavori al computer e non vuoi perdere le chiamate in arrivo sul telefono, e il Bluetooth 6.1 per collegamenti più stabili.
Va detto con chiarezza che alcune funzioni sono legate all’ecosistema OPPO. La traduzione AI in 24 lingue richiede uno smartphone OPPO con ColorOS 15.0.1 o successivo, e lo scatto rapido con gli auricolari funziona solo su alcuni modelli OPPO.
Chi ha un telefono di un’altra marca compra comunque un ottimo paio di open-ear, ma una parte delle funzioni più appariscenti resta fuori portata.
Autonomia e ricarica
I dati dichiarati da OPPO, misurati in laboratorio con codec AAC e volume al 50%, sono 9,5 ore per i soli auricolari e 40 ore totali con la custodia. Con il codec LHDC si scende a 8 ore e 36 ore. In uso quotidiano la batteria è un tema che non si pone: i cicli di ricarica sono così distanziati che ci si dimentica di collegare il cavo.
Il limite è nella ricarica. La custodia si ricarica solo via USB-C, e la ricarica wireless non c’è. Per un prodotto a questo prezzo è una mancanza tollerabile, ma va messa in conto.
OPPO Enco Clip 2 contro Enco X4 e gli altri open-ear a clip
Il confronto con gli Enco X4 è più utile di quanto sembri, perché i due prodotti fanno mestieri diversi. Gli X4 sono in-ear con gommini: più isolamento, bassi più profondi, ma un orecchio chiuso. Gli Enco Clip 2 restano aperti, e i bassi che offrono sono il meglio che questo formato possa dare.
Tra i rivali diretti della categoria ci sono i Sony LinkBuds Clip e gli Huawei FreeClip 2, che in genere si muovono su prezzi di listino tra 150 e 200 euro. Su quella fascia gli Enco Clip 2 giocano con una carta in più: la gamma bassa.
Verdetto: che faccio, li compro?
Partiamo dal prezzo. Il listino ufficiale è di 179,99 euro, ma gli OPPO Enco Clip 2 si trovano a poco più di 110 euro, e a quella cifra sono un acquisto eccellente.
Per capirlo basta guardare cosa offrono: doppio driver, doppio DAC, tuning Dynaudio, LHDC 5.0, Bluetooth 6.1, IP55 e 40 ore di autonomia. In questa fascia di prezzo e in questo formato, mettere insieme tutto questo non è scontato.
La verità è che il prodotto ha due facce. Da un lato un comfort da clip, una batteria enorme e una dotazione tecnica rara per la categoria.
Dall’altro i limiti di ogni open-ear: in ambienti rumorosi la musica si perde, e i bassi, per quanto eccellenti, non sono quelli di un in-ear con gommini. A questi si aggiungono la mancanza di ricarica wireless e un Hi-Res che su iPhone non esiste.
Chi dovrebbe comprarli? Chi ascolta musica per ore in ufficio, a casa, a passeggio o in treno senza vicini rumorosi, e vuole restare in contatto con l’ambiente senza sacrificare la qualità del suono.
Gli utenti che cercano bassi profondi e isolamento dovrebbero invece guardare gli Enco X4 o un in-ear con cancellazione del rumore. Se invece il vostro problema era “i clip suonano male”, gli Enco Clip 2 sono la risposta più convincente che abbiamo trovato.
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Domande frequenti su OPPO Enco Clip2
Sì, per un open-ear a clip i bassi sono eccellenti, superiori a quelli degli altri prodotti della categoria. Non raggiungono però la profondità di un in-ear con gommini come gli Enco X4, perché l’orecchio resta aperto e manca l’isolamento passivo.
OPPO dichiara fino a 9,5 ore con i soli auricolari e 40 ore totali con la custodia usando il codec AAC. Con il codec LHDC si scende a 8 ore e 36 ore.
Sì, si collegano a iPhone e si configurano con l’app HeyMelody. Il codec LHDC 5.0 per l’audio Hi-Res non è supportato su iOS, quindi l’ascolto avviene in AAC.
Dipende da come si ascolta. Gli Enco Clip 2 sono la scelta per chi vuole comfort e orecchie libere, mentre gli Enco X4 offrono bassi più profondi, isolamento passivo e cancellazione del rumore grazie ai gommini.
Il prezzo di listino è di 179,99 euro, ma si trovano a poco più di 110 euro. Sono disponibili nelle colorazioni Slate Grey e Luminous Gold.
Hanno certificazione IP55 contro polvere e schizzi, quindi reggono pioggia e sudore leggero. OPPO sconsiglia però l’uso durante attività fisica intensa per evitare danni da sudore, e la custodia non è resistente all’acqua.
