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Fibra ottica: la Cina stabilisce nuovo record mondiale a 3,2 Petabit/s con cavo a 24 core

Fibra ottica: nuovo record mondiale a 3,2 Petabit/s su cavo a 24 core in Cina

Se pensate che la vostra connessione in fibra da 1 Gbit/s sia veloce, preparatevi a cambiare completamente prospettiva. Il 28 ottobre 2026, un consorzio cinese ha annunciato di aver stabilito un nuovo primato assoluto di fibra ottica velocità record: 3,2 Petabit al secondo, trasmessi in tempo reale su un cavo a 24 core. Per dare un’idea concreta di cosa significhi, parliamo di una velocità teoricamente sufficiente a trasferire oltre 20.000 film in 4K ogni singolo secondo. Non in un’ora, non in un minuto: in un secondo.

Chi c’è dietro il record e come è stato ottenuto

Il risultato non è opera di un singolo ente, ma di un consorzio che unisce tre realtà di primo piano nel panorama tecnologico cinese: il National Key Laboratory of Optical Communication Technology and Network del China Information and Communication Technologies Group (CICT), il Pengcheng Laboratory e Fiberhome Fujikura Fiber Optic Technology Co., Ltd.. Tre nomi che, nel settore delle telecomunicazioni avanzate, pesano parecchio.

Il test si è svolto su un collegamento di 10,3 km, una distanza che può sembrare modesta — e in effetti lo è, rispetto alle migliaia di chilometri di un cavo sottomarino — ma che serve a validare la tecnologia in condizioni controllate e realistiche. L’aspetto forse più significativo, però, è un altro: la trasmissione è avvenuta in real-time, utilizzando ricetrasmettitori di tipo commerciale, senza ricorrere all’elaborazione offline tipica dei laboratori di ricerca pura. Questo dettaglio non è trascurabile, perché avvicina il risultato al mondo reale molto più di quanto facciano certi primati ottenuti in condizioni esclusivamente sperimentali.

Il salto rispetto al record precedente

La stessa squadra, sempre nel corso del 2026, aveva già stabilito un primato con 2,5 Petabit al secondo sulla medesima tipologia di fibra a 24 core. Ora quel risultato è già storia: il nuovo record rappresenta un incremento del 30% in un solo anno, un ritmo di progresso che nel settore delle infrastrutture di rete è tutt’altro che scontato.

Per contestualizzare meglio: un Petabit equivale a mille Terabit, e un Terabit equivale a mille Gigabit. La fibra domestica più veloce disponibile oggi in Italia si attesta su valori compresi tra 1 e 10 Gigabit al secondo per gli utenti più fortunati. Stiamo quindi parlando di un divario di centinaia di migliaia di volte rispetto a ciò che arriva nelle nostre case, il che rende evidente come questa tecnologia non sia destinata alle abitazioni, almeno non nel breve periodo.

La tecnologia multi-core: perché cambia tutto

Il cuore di questo primato è la fibra multi-core, un approccio che supera il limite fisico della fibra monomodale tradizionale moltiplicando i canali di trasmissione all’interno dello stesso cavo. In una fibra convenzionale c’è un unico nucleo di vetro che trasporta la luce; in una fibra a 24 core, ci sono ventiquattro di questi nuclei che lavorano in parallelo, ognuno capace di trasportare dati indipendentemente dagli altri.

Il vantaggio è intuitivo: anziché spingere sempre più dati attraverso un unico canale — con tutti i problemi fisici che ne derivano — si moltiplicano i canali stessi. È un po’ come costruire un’autostrada a ventiquattro corsie invece di cercare di far andare più veloce le auto su una strada a due corsie. Il risultato è una capacità aggregata che, combinata con trasmettitori ad alte prestazioni, permette di raggiungere velocità fino a poco fa impensabili.

L’utilizzo di ricetrasmettitori di tipo commerciale durante il test è un segnale interessante: suggerisce che il consorzio non stia lavorando solo per battere record su carta, ma stia costruendo una base tecnologica che potrebbe — in prospettiva — trovare applicazione nei datacenter di nuova generazione e nei backbone delle reti globali, dove la domanda di banda cresce in modo esponenziale spinta dall’intelligenza artificiale e dallo streaming ad alta risoluzione.

Cosa manca ancora per arrivare al mercato

Essere onesti con i lettori è importante: 10,3 km non sono sufficienti per immaginare un’applicazione immediata su scala globale. I cavi sottomarini che collegano i continenti si estendono per decine di migliaia di chilometri, e mantenere integrità del segnale e velocità su tali distanze è una sfida completamente diversa. La tecnologia rimane, al momento, in fase di ricerca e sviluppo, senza una tempistica definita e verificata per la commercializzazione.

Detto questo, il fatto che il test sia avvenuto in tempo reale con hardware di tipo commerciale — e non in condizioni di laboratorio estremamente artificiali — è un passo avanti concreto rispetto a molti altri primati annunciati negli anni passati. Per approfondire i dettagli tecnici del risultato, Tom’s Hardware ha pubblicato un’analisi approfondita che vale la pena leggere.

Il punto è che ogni volta che un consorzio come quello guidato da CICT, Pengcheng Laboratory e Fiberhome Fujikura riesce a migliorare del 30% in un anno le prestazioni della fibra ottica velocità record, la distanza tra il laboratorio e l’infrastruttura reale si accorcia un po’. Non è un prodotto che troverete su Amazon domani mattina, ma è la ricerca che tra cinque o dieci anni ridisegnerà le fondamenta su cui viaggiano i dati di mezzo mondo — e questo, in fondo, è esattamente il motivo per cui vale la pena tenerla d’occhio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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