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Ho passato un mese con iPhone 18 Pro, i punti di forza vanno oltre le fotocamera

iPhone 18 Pro

Le recensioni si scrivono in fretta. Chi pubblica per primo prende il traffico, chi arriva dopo raccoglie le briciole.

È la regola del gioco e la conosco bene, ma ha un difetto: l’essenza di uno smartphone si capisce solo nel medio periodo, quando l’effetto novità svanisce e resta il telefono con cui ci si sveglia, si lavora e si va a letto.

iPhone 18 Pro è arrivato sul mercato il 18 settembre. Nella recensione pubblicata al lancio avevo raccontato le prime impressioni, compreso il verdetto: non emoziona, ma convince. Un mese dopo, quel giudizio regge.

Si sono però chiarite le gerarchie, cioè quali novità pesano davvero nella giornata di chi lo compra.

L’apertura variabile: bella, ma per pochi

Sulla carta, iPhone 18 Pro è quasi identico al modello dello scorso anno, a parte un paio di colori. Le novità vere sono due, e la prima è la fotocamera con apertura variabile.

Per gli appassionati di fotografia è un bel giocattolo, perché controllare quanta luce entra e quanto sfondo resta a fuoco esalta tecnica e occhio di chi scatta.

iPhone 18 Pro
Il blocco fotocamera di iPhone 18 Pro (MisterGadget.Tech)

Per la stragrande maggioranza degli utenti, quelli che aprono l’app, puntano e scattano, il vantaggio c’è ma è parziale. Se fotografate il cane al parco, difficilmente la vostra giornata dipenderà dal diaframma.

Processore e camera di vapore: la velocità che non si nota perché non si ferma mai

Le vere superstar sono altre due, e funzionano meglio insieme. La prima è il chip A20 Pro a 2 nanometri, potentissimo, efficiente e sorprendentemente parco nei consumi.

Si scalda poco, o forse si scalda ma la nuova camera di vapore contiene l’effetto al punto da renderlo quasi impercettibile.

In ogni momento, qualunque cosa si stia facendo, la sensazione è quella di avere tra le mani un prodotto straordinariamente rapido.

Il salto più evidente si vede con le funzioni di Apple Intelligence eseguite sul dispositivo. La rielaborazione delle foto, che prima era noiosa e a volte lunga, ora è rapidissima.

Autonomia: l’incubo dei power bank è finito

La cosa che mi ha colpito di più è la batteria. Sembra di aver attraversato un’epoca, rispetto ai tempi in cui l’autonomia era il vero problema degli iPhone e Apple, suo malgrado, aveva fatto fiorire un mercato parallelo, quello dei power bank.

Se fossi in uno di quei produttori, oggi qualche pensiero lo farei: l’utilità di quegli accessori si è ridotta parecchio.

Io uso la versione più compatta, non la Max, quindi con una batteria più contenuta. Eppure arrivo a sera con un ampio margine di sicurezza.

Se qualcuno riesce a scaricare del tutto un iPhone 18 Pro nel corso di una giornata, il problema non è il telefono e forse vale la pena parlarne con qualcuno di preparato.

Anche i video, storico tallone d’Achille, pesano meno. Girarli impatta ancora sull’autonomia, ma in modo molto meno evidente di un tempo, quando si vedeva la percentuale scendere a vista d’occhio.

Se volete i numeri sulla ricarica, trovate i dettagli nell’articolo di annuncio, compreso il 50% in circa 15 minuti via cavo.

Quale colore scegliere: il Borgogna è una calamita per le ditate

Una menzione a parte la merita il colore. Mi sono lanciato sul Borgogna, la tinta della stagione, e me ne sono pentito quasi subito: come avevo già accennato nella recensione, sembra una calamita per le impronte.

iPhone 18 Pro
Il colore Borgogna di iPhone 18 Pro (MisterGadget.Tech)

Dal mio punto di vista la scelta migliore è l’azzurro chiaro (il Ghiaccio), l’altra novità di quest’anno.

L’affidabilità: la caratteristica che resta

A un mese dall’uscita, la qualità che metterei in cima è la affidabilità. Possiamo discutere per ore di sistemi operativi aperti o chiusi, flessibili o rigidi: la discussione va avanti da vent’anni e non ha trovato un punto di sintesi.

Per chi riesce a superare questo dissidio interiore resta la certezza di uno smartphone incredibilmente affidabile e destinato a durare nel tempo. È ancora oggi la differenza fondamentale tra iPhone e gli altri.

Non è detto che sia il telefono giusto per chi legge. Se però deciderete di comprarlo, vivrete giornate serene: avrete probabilmente altri mille problemi, ma non quello dello smartphone.


Cosa sappiamo / Cosa non sappiamo

Cosa sappiamo

  • iPhone 18 Pro è in vendita dal 18 settembre 2026, con chip A20 Pro a 2 nanometri e camera di vapore di nuova generazione
  • La fotocamera con apertura variabile è la novità principale, ma incide soprattutto su chi usa i controlli manuali
  • L’autonomia della versione compatta basta ampiamente per una giornata intera, anche con un uso intenso
  • Il colore Borgogna mostra molto le impronte; l’azzurro chiaro è più pratico
  • Prezzo di listino a partire da 1.489 euro per il taglio da 256 GB

Cosa non sappiamo

  • Come si comporterà la batteria nel lungo periodo, con il degrado dopo uno o due anni di cicli di carica
  • Quanto durerà nel tempo la resa termica del chip sotto carichi pesanti prolungati
  • Quanto cambieranno le prestazioni con i prossimi aggiornamenti di iOS

Domande frequenti su iPhone 18 Pro

Com’è l’autonomia di iPhone 18 Pro nell’uso quotidiano?

Molto buona. Con la versione compatta, e non la Max, arrivo a sera con un ampio margine, anche usando il telefono parecchio.

Serve ancora un power bank con iPhone 18 Pro?

Per la maggior parte delle persone no. Può restare utile solo in viaggio o in giornate lunghe e fuori casa.

Qual è il colore migliore di iPhone 18 Pro?

L’azzurro chiaro (Ghiaccio). Il Borgogna è bello da vedere, ma tende a riempirsi di ditate.

L’apertura variabile della fotocamera è importante?

Dipende da come scattate. Chi usa i controlli manuali ne trae vantaggio; chi punta e scatta, solo in parte.


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