Indice
- Controllare cosa occupa spazio sul disco
- File temporanei, Cestino e cartella Download
- Sensore memoria: la pulizia automatica
- Windows.old può occupare molto spazio
- Anche il browser può pesare sulle prestazioni
- Se è un portatile, controlla il profilo energetico
- Disinstallare i programmi che non utilizzi più
- Ridurre i programmi che partono automaticamente
- Non serve installare un “cleaner” per forza
PC Windows lento o con poco spazio? Ecco cosa eliminare tra file temporanei, applicazioni inutilizzate, Windows.old e programmi all’avvio.
Con il passare dei mesi, anche un PC Windows perfettamente funzionante può iniziare a sembrare più lento. L’apertura delle applicazioni diventa meno immediata, l’avvio del sistema richiede più tempo e il disco può arrivare rapidamente a saturazione. Non significa necessariamente che ci sia un problema hardware: spesso il rallentamento è legato semplicemente all’accumulo di file temporanei, applicazioni inutilizzate e programmi che continuano ad avviarsi automaticamente.
Prima di pensare a cambiare SSD o aumentare la RAM, quindi, vale la pena fare una pulizia del sistema. Windows integra già diversi strumenti che permettono di recuperare spazio e ridurre il numero di processi inutili, senza installare programmi di dubbia provenienza.
Controllare cosa occupa spazio sul disco
Il primo passo consiste nel capire quanto spazio è rimasto sull’unità principale. Quando il disco si avvicina alla saturazione, Windows può diventare meno reattivo e possono emergere anche problemi durante l’installazione degli aggiornamenti.
Per controllare la situazione basta aprire Impostazioni > Sistema > Archiviazione. Windows mostra le principali categorie responsabili dell’utilizzo dello spazio, tra cui applicazioni, documenti, immagini, video e file di sistema. Se le categorie visualizzate non sono sufficienti, è possibile selezionare Mostra altre categorie per ottenere un quadro più completo.
Questa schermata è particolarmente utile perché permette di capire subito dove intervenire. Se il problema sono decine di gigabyte di video, per esempio, eliminare piccoli file temporanei produrrà un effetto minimo. Se invece lo spazio è occupato da cache, file temporanei o contenuti presenti nel Cestino, la pulizia può essere molto più rapida.
File temporanei, Cestino e cartella Download
Windows mette a disposizione una funzione chiamata Consigli per la pulizia, che individua automaticamente diversi elementi che possono essere rimossi. Tra questi ci sono file temporanei, contenuti del Cestino, anteprime generate per immagini e video, file di ottimizzazione recapito e alcuni file temporanei legati alla navigazione.
È però importante prestare attenzione alla cartella Download. A differenza dei file temporanei, infatti, al suo interno possono esserci documenti che servono ancora. Prima di selezionarla per la cancellazione automatica è quindi opportuno controllarne il contenuto.
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare la classica Pulizia disco, che può essere cercata direttamente dalla barra delle applicazioni. Anche in questo caso Windows permette di selezionare le categorie di file da eliminare prima di procedere.
Sono operazioni semplici, ma possono fare una differenza concreta soprattutto sui PC utilizzati da molto tempo senza una manutenzione periodica.
Sensore memoria: la pulizia automatica
Se il problema è che il disco tende a riempirsi nuovamente dopo poche settimane, Windows offre una soluzione più comoda: il Sensore memoria.
La funzione permette al sistema di occuparsi automaticamente della rimozione di alcuni file quando lo spazio disponibile diventa insufficiente. È possibile configurare anche la gestione del Cestino e della cartella Download, scegliendo dopo quanto tempo gli elementi presenti al loro interno possano essere eliminati.
Questa impostazione è particolarmente utile per chi non vuole ricordarsi periodicamente di effettuare la pulizia manualmente. Bisogna però configurarla con attenzione, soprattutto per quanto riguarda Download: impostare una cancellazione automatica senza controllare cosa viene conservato nella cartella potrebbe portare alla perdita di file che si volevano mantenere.
Windows.old può occupare molto spazio
Dopo un importante aggiornamento del sistema operativo, Windows può conservare la precedente installazione all’interno della cartella Windows.old. Si tratta di una copia che può occupare parecchio spazio, ma che ha una funzione precisa: permette di tornare alla versione precedente di Windows nel caso in cui l’aggiornamento provochi problemi.
Per questo motivo eliminarla non dovrebbe essere una scelta automatica. Una volta rimossa, infatti, non sarà più possibile utilizzare quei file per effettuare il rollback.
Windows elimina comunque questi dati automaticamente dopo un determinato periodo dall’aggiornamento. Se invece si è certi che il nuovo sistema funziona correttamente e serve immediatamente spazio sul disco, la rimozione può consentire di recuperare una quantità significativa di memoria.
Anche il browser può pesare sulle prestazioni
La pulizia del PC non riguarda soltanto il disco. Un altro elemento da tenere sotto controllo è il browser, soprattutto quando vengono lasciate aperte decine di schede per giorni.
Chrome, per esempio, può utilizzare una quantità significativa di RAM quando vengono mantenute molte pagine contemporaneamente. Per ridurre il consumo è possibile sfruttare la funzione Risparmio memoria, disponibile nella sezione Prestazioni del browser.
Le schede che non vengono utilizzate per un certo periodo possono essere messe in stand-by, liberando parte della memoria occupata. Quando l’utente torna su una di quelle pagine, Chrome può ricaricarla.
Un’altra soluzione consiste nell’utilizzare i gruppi di schede. Invece di mantenere aperte continuamente tutte le pagine relative a un progetto, una ricerca o un’attività lavorativa, è possibile organizzarle e richiamarle quando servono. Una funzione simile è disponibile anche in Edge.
Se è un portatile, controlla il profilo energetico
Sui notebook c’è poi un’altra impostazione che può incidere direttamente sulla reattività del sistema: il profilo energetico.
Windows può modificare il comportamento del computer in base alla necessità di privilegiare autonomia o prestazioni. Quando è attivo un profilo orientato al risparmio energetico, alcune attività in background possono essere limitate e il sistema può ridurre le prestazioni del processore.
Per controllare questa impostazione bisogna andare in Impostazioni > Sistema > Alimentazione e batteria. Qui Windows permette di scegliere tra modalità come Miglior efficienza energetica, Bilanciato e Prestazioni ottimali.
Non esiste una modalità migliore in assoluto. Se si sta lavorando con programmi pesanti, per esempio durante un montaggio video, può essere preferibile privilegiare le prestazioni quando il computer è collegato alla corrente. Quando invece si utilizza il notebook lontano da una presa, il risparmio energetico può diventare più importante.
È inoltre possibile impostare l’attivazione automatica del risparmio energetico quando la batteria scende al di sotto di una determinata percentuale.
Disinstallare i programmi che non utilizzi più
Una delle operazioni più semplici, ma anche più spesso trascurate, riguarda le applicazioni installate. Nel corso degli anni è normale accumulare programmi utilizzati una sola volta, vecchi giochi, software sostituiti da alternative più recenti e strumenti che non vengono più aperti. Oltre a occupare spazio, alcune applicazioni possono installare componenti che vengono eseguiti in background.
Per rimuoverle basta entrare in Impostazioni > App > App installate, individuare il programma e selezionare il menu con i tre puntini, quindi scegliere Disinstalla.
Non serve fare una pulizia indiscriminata. È meglio concentrarsi sui programmi che si riconoscono e che si è certi di non utilizzare più, evitando di rimuovere componenti di sistema o software necessari ad altre applicazioni.
Ridurre i programmi che partono automaticamente
Un controllo ancora più importante riguarda le applicazioni che vengono avviate insieme a Windows. Molti programmi chiedono di rimanere attivi in background per essere immediatamente disponibili dopo l’accesso. Singolarmente possono avere un impatto limitato, ma l’effetto cumulativo di numerose applicazioni può rendere più lento l’avvio del computer e aumentare il numero di processi attivi.
Per controllarle è sufficiente premere Ctrl + Shift + Esc per aprire Gestione attività e raggiungere la sezione App di avvio. In alternativa si può passare da Impostazioni > App > Avvio.
Windows indica, quando disponibile, anche l’impatto che ciascuna applicazione ha sull’avvio. Non bisogna però disattivare tutto: programmi per la sicurezza, sincronizzazione dei file o altri servizi che devono effettivamente essere disponibili subito possono essere lasciati attivi.
Ha invece senso valutare la disattivazione delle applicazioni non indispensabili, come alcuni servizi di messaggistica o programmi che possono essere aperti manualmente soltanto quando servono.
Non serve installare un “cleaner” per forza
La cosa più importante è che gran parte della manutenzione necessaria può essere effettuata direttamente dagli strumenti integrati in Windows. Prima di installare applicazioni di terze parti che promettono di velocizzare il PC con un clic, conviene quindi controllare quanto è già disponibile nel sistema operativo.
La procedura più efficace parte dall’analisi dello spazio occupato, passa dalla rimozione dei file temporanei e delle applicazioni inutilizzate e arriva al controllo dei programmi che vengono eseguiti automaticamente. Sui notebook va aggiunta anche una verifica del profilo energetico.
Non si tratta di trasformare un vecchio computer in una macchina nuova, ma di eliminare ciò che non serve e ridurre il carico inutile. In molti casi, soprattutto quando il disco è quasi pieno o l’avvio è appesantito da numerosi programmi, bastano pochi minuti per ottenere un sistema più ordinato e reattivo.
