Indice
- Design e dimensioni: tascabile davvero, non per modo di dire
- Display ePaper da 300 PPI: la lettura è il suo mestiere
- Prestazioni e Android 11: la scelta che pesa di più
- Penna InkSense Plus e appunti: il cuore del dispositivo
- Software BOOX: NeoReader, Google Play e il resto
- Autonomia: la batteria da 1.500 mAh
- Alternative: Go 7, Go 10.3 e reMarkable Paper Pro Move
- Verdetto: che faccio, lo compro?
- Domande frequenti su Boox Go 6 Gen II
Il momento è sempre quello sbagliato. Una riunione che parte con dieci minuti di anticipo, un incontro in piedi, un’idea da fissare mentre sei per strada e lo zaino pesa già abbastanza. Il portatile è sproporzionato, il tablet grande è un ingombro, e scrivere con i pollici sul telefono finisce sempre con un refuso.
Io lo ammetto senza ironia: il BOOX Go 6 Gen II l’ho amato in modo viscerale. Il motivo è semplice. È piccolo come un taccuino tascabile, e in un paio di occasioni di lavoro mi ha risolto la giornata.
Con la penna InkSense Plus ho preso appunti a mano senza portarmi dietro nulla di voluminoso. Il senso di questo dispositivo, per quanto mi riguarda, sta tutto lì.
Il BOOX Go 6 Gen II è un e-reader Android con display ePaper monocromatico da 6 pollici, disponibile in Italia da giugno 2026 al prezzo di listino di 199,99 euro, con penna e cover da acquistare a parte. Si rivolge a chi vuole un lettore tascabile con la libertà di Android e la possibilità di scrivere a mano.
Il giudizio è quello di un innamoramento lucido: sul formato e sull’idea non ho dubbi. L’hardware è modesto, però, Android 11 comincia a pesare e la penna è un extra da mettere in conto.
Entra in tasca, installa le app da Google Play e supporta la penna InkSense Plus per gli appunti. Il limite è Android 11, ormai datato, e la penna va comprata a parte. A 199,99 euro è un prezzo onesto per chi usa davvero la parte da taccuino.
+ Appunti a mano convertibili in testo modificabile
+ Android con Google Play e slot microSD
– Penna InkSense Plus da circa 50 euro, senza alloggiamento
– Nessun tasto fisico per girare pagina
Design e dimensioni: tascabile davvero, non per modo di dire
Le misure sono 149 x 109 x 6,8 mm per 160 grammi. Il BOOX Go 6 Gen II è più piccolo di un iPad mini e si infila senza fatica nella tasca di un giubbotto o di una felpa. Quella dei jeans è un’altra storia: se ci convivono già telefono e portafoglio, il discorso si complica. Rispetto al Go 6 originale da 146 grammi ci sono 14 grammi in più, che nessuno noterà.
Il confronto con il BOOX Go 10.3 Gen II Lumi, che pesa 364 grammi, è quello tra un taccuino da reporter e un quaderno A5. Il retro ha una texture a onde ispirata alle valigie da viaggio, e funziona.
La plastica ha un effetto setoso, gli angoli sono tutti arrotondati e la presa a una mano è sicura, aiutata da una cornice inferiore leggermente più larga. I colori sono quattro: Plum, Stone, Shell e Custard, tutti sommessi.
I comandi si riducono a un solo tasto di accensione sul bordo superiore. Non ci sono tasti per girare pagina, né rotazione automatica dello schermo, né altoparlante. Per l’audio restano il Bluetooth 5.0 o la porta USB-C con adattatore. Per un e-reader i tasti laterali mancano davvero.
Chi li vuole può affiancargli il telecomando Bluetooth BOOX Tappy, ma è un altro oggetto da comprare e da portare. In compenso c’è lo slot microSD, che oggi è quasi un lusso.
La cover magnetica ufficiale fa da supporto e mette il dispositivo in stop alla chiusura, ma pesa 90 grammi. Con lei si sale a circa 250 grammi, e il vantaggio del peso piuma si ridimensiona parecchio.
Display ePaper da 300 PPI: la lettura è il suo mestiere
Il pannello è un ePaper monocromatico da 6 pollici con risoluzione 1448 x 1072 pixel e densità di 300 PPI, protetto da un vetro a filo con la scocca. Il testo è nitido come una stampa laser e il contrasto è alto. Alla luce diretta la leggibilità non peggiora, anzi: il solo nemico è il riflesso, se la superficie prende il sole di taglio.
La luce frontale si regola in intensità e in temperatura colore, con valori indicativi tra circa 5.800 K (bianco freddo) e 3.700 K (bianco caldo). Al freddo il bianco vira leggermente al verdognolo. Al massimo del caldo diventa decisamente giallo.
Il fondo non è bianco carta, e di sera il pannello appare più scuro di una pagina stampata, quindi la luce serve davvero. Per leggere a letto senza disturbare nessuno è perfetta.
Le modalità di aggiornamento EinkWise permettono di scegliere tra la resa migliore per il testo (HD e Regal) e la modalità Speed, più veloce ma più sgranata. Solo con Speed i video diventano guardabili, nel senso più caritatevole del termine. Il ghosting si tiene a bada senza fatica.
Il limite è fisico: 6 pollici sono pochi per fumetti e PDF complessi. Una pagina A4 piena di tabelle e note a margine diventa un esercizio di zoom. Per romanzi, articoli e documenti con testo adattabile il formato è ideale.
Prestazioni e Android 11: la scelta che pesa di più
Sotto la scocca c’è un Qualcomm Snapdragon 665 octa-core a 2,0 GHz, con 3 GB di RAM (erano 2 GB nella prima generazione) e 32 GB di memoria interna. Sono numeri da fascia bassa: il punteggio PassMark di circa 5.987 punti di sistema e 2.887 per la CPU lo colloca vicino a un telefono del 2019.
Per un e-reader con penna basta e avanza. Le pagine girano senza esitazioni, scaricare un libro non è una pena e Kindle parte senza protestare.
Il fronte dolente è il software. Il BOOX Go 6 Gen II gira su Android 11, una versione del 2020 che Google ha smesso di aggiornare nel 2024. Il fratello da 10,3 pollici è passato ad Android 15, con Snapdragon 750G e 4 GB di RAM. Qui BOOX ha lasciato indietro il più piccolo, e una ragione convincente non si trova.
Oggi l’impatto è contenuto, perché la maggior parte delle app di lettura e di note è ancora compatibile. Ma alcune app più esigenti, quelle bancarie in testa, richiedono Android 12 o successivi, e il tempo non gioca a favore.
BOOX promette aggiornamenti firmware per oltre tre anni dal lancio. È una buona notizia, ma non la promessa di un Android più recente.
Non è un tablet Android in miniatura e non va trattato come tale. Le app pesanti rallentano e lo schermo ePaper ha i suoi tempi: video, giochi e social sono la strada sbagliata.
Penna InkSense Plus e appunti: il cuore del dispositivo
È qui che il BOOX Go 6 Gen II smette di essere un lettore e diventa un blocco note. Il dispositivo è compatibile soltanto con la BOOX InkSense Plus, una penna attiva con 4.096 livelli di pressione, rilevamento dell’inclinazione e batteria da 80 mAh, ricaricabile via USB-C.
Costa circa 50 euro e non è inclusa nella confezione, un dettaglio che il prezzo di 199,99 euro tende a lasciare sullo sfondo.
Come tutta la nuova generazione BOOX, abbandona il vecchio Wacom EMR, che non richiedeva batterie. Chi arriva da un reMarkable o da un altro BOOX con Wacom si accorge del cambio.
Per chi parte da zero non è un problema. La risposta è pronta e la latenza bassa: la penna perde colpi solo sotto i 1-2 millimetri di altezza del carattere o con tratti paralleli a meno di un millimetro. È un territorio in cui la matita su carta resta imbattuta.
La scrittura non ha l’attrito della carta: il vetro è liscio. Tra la punta e il tratto che compare sotto c’è inoltre un lieve distacco, dovuto al vetro a filo sopra il pannello.
Si nota, ma non rovina l’esperienza. Il difetto vero è un altro: non esiste un alloggiamento per la penna, né sul dispositivo né sulla cover, dove agganciarla magneticamente non è agevole. Il rischio concreto è lasciarla a casa proprio il giorno in cui servirebbe.
La parte che trasforma il Go 6 in uno strumento di lavoro è il riconoscimento della scrittura a mano. L’app Notenativa converte gli appunti in testo strutturato, che si può copiare, condividere e rielaborare in qualunque editor, comprese le app di scrittura e produttività installate da Google Play.
È la differenza tra un quaderno che resta un’immagine e un appunto che diventa un documento.
Per appunti veloci, liste, schemi e annotazioni durante la lettura è il formato giusto. Per pagine intere di scrittura o per disegnare con precisione 6 pollici sono una cella, e lì ha più senso il fratello da 10,3.
Software BOOX: NeoReader, Google Play e il resto
L’interfaccia è quella tipica dei dispositivi BOOX, che chi ha già provato il BOOX Go Color 7 Gen II riconoscerà subito: barra di navigazione in basso, gesture per notifiche e impostazioni rapide, curva di apprendimento contenuta e una montagna di opzioni.
NeoReader, l’app di lettura integrata, gestisce 26 formati tra cui PDF, EPUB, MOBI, DOCX, CBZ e DJVU, con evidenziazioni, note a margine e dizionario.
Con il Google Play Store si installano app di lettura e servizi di terze parti, e la configurazione iniziale non richiede un account Google. Ci sono anche lo store BOOX (libri quasi tutti in inglese, pochissimi in italiano), BOOXDrop per scambiare file con il computer, un assistente IA (serve un account Onyx) e 10 GB di cloud gratuito per gli appunti.
Con le app di lettura più diffuse, Kindle compreso, non emergono problemi. Con le app pesanti le prestazioni calano.
Autonomia: la batteria da 1.500 mAh
La batteria è da 1.500 mAh, meno della metà dei 3.700 mAh del Go 10.3 Gen II. La tecnologia ePaper consuma però quasi nulla quando mostra una pagina ferma.
In uso misto (lettura, qualche appunto con la penna, Wi-Fi e app attive) la ricarica arriva dopo circa una settimana. Con la sola lettura si arriva a due settimane. Con app pesanti, penna in uso intenso e luce al massimo si scende a pochi giorni.
Il dato conta più di quanto sembri. Un dispositivo che si porta sempre con sé deve essere carico quando serve, e qui quasi sempre lo è.
Alternative: Go 7, Go 10.3 e reMarkable Paper Pro Move
In casa BOOX c’è il Go 7: 7 pollici, Android 13, 4 GB di RAM, 64 GB, batteria da 2.300 mAh, rotazione automatica dello schermo e circa 195 grammi. Sul listino ufficiale costa 249,99 dollari contro i 189,99 del Go 6 Gen II.
Sono 60 dollari per un hardware più giovane e uno schermo più grande, e per molti è l’acquisto più logico. Il Go 6 Gen II vince solo sul formato: 35 grammi in meno e una tasca che chiude. Il Go 10.3 Gen II Lumi è un’altra categoria, con penna inclusa, per chi scrive davvero molto.
Fuori da BOOX, il rivale naturale per gli appunti in tasca è il reMarkable Paper Pro Move: schermo a colori da 7,3 pollici, 230 grammi, penna che si aggancia magneticamente al bordo e una scrittura più curata.
Costa 479 euro con la penna base, quasi il doppio del Go 6 Gen II con la sua penna, e non ha Android: niente Google Play, niente app di terze parti. Per scrivere meglio è la scelta migliore, per fare di più con meno soldi no. I Kindle e i Kobo di fascia base costano meno, ma non scrivono e non offrono un Android aperto.
Verdetto: che faccio, lo compro?
Arriviamo al prezzo, che è il vero nodo. 199,99 euro per il BOOX Go 6 Gen II base non sono pochi per un e-reader da 6 pollici con 3 GB di RAM e Android 11. Diventano circa 290 euro se si aggiungono penna e cover magnetica ai prezzi attuali di Amazon Italia.
Non è nemmeno una cifra fuori scala, soprattutto se si guardano i 479 euro del reMarkable Paper Pro Move, che fa solo una parte di queste cose.
Il punto è che qui non si paga la potenza del processore né la finezza del display. Si paga una flessibilità rara: un lettore Android aperto, un taccuino con penna e un riconoscimento della scrittura che porta gli appunti a mano dentro qualsiasi editor.
La verità è che il Go 6 Gen II è un prodotto di compromessi dichiarati. Android 11 su un dispositivo nuovo del 2026 è difficile da giustificare, con il Go 10.3 e il Go 7 già su Android 15 e 13. La penna va comprata a parte e non ha un posto dove stare.
Mancano i tasti per girare pagina, e lo schermo è troppo piccolo per scrivere a lungo o per leggere fumetti e PDF complessi. Dall’altra parte, formato, leggerezza, display da 300 PPI, autonomia e appunti convertibili in testosono qualità che pochissimi dispositivi riescono a mettere insieme in 160 grammi.
Chi dovrebbe comprarlo? Chi si sposta molto e prende appunti in giro, chi legge ovunque e vuole le app Android senza un tablet in borsa, chi odia portarsi dietro un portatile per tre righe di appunti.
Chi scrive pagine intere dovrebbe guardare al Go 10.3 o al reMarkable. Chi vuole un Android più recente dovrebbe guardare al Go 7. Chi vuole solo leggere e spendere poco può restare su un Kindle o un Kobo.
Io lo promuovo con il cuore e con qualche riserva sul portafoglio. È uno di quegli oggetti che non pensi di volere finché non ti salva in una situazione in cui non avevi altro con te.
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Domande frequenti su Boox Go 6 Gen II
Il prezzo di listino è di 199,99 euro per il modello base, disponibile in quattro colori: Plum, Stone, Shell e Custard. La penna InkSense Plus costa circa 50 euro e la cover magnetica circa 39 euro. Con entrambe si arriva a circa 290 euro.
No. Il BOOX Go 6 Gen II supporta la penna BOOX InkSense Plus, che si acquista a parte, ed è compatibile solo con questa. La confezione contiene il dispositivo, un cavo USB-C, lo strumento per aprire il carrellino microSD, la guida rapida e il foglio di garanzia.
La batteria da 1.500 mAh dura circa una settimana in uso misto, con lettura, appunti a penna, Wi-Fi e qualche app. Con la sola lettura si arriva a circa due settimane, mentre con app pesanti e luce frontale al massimo bastano pochi giorni.
Ha Android 11 con Google Play Store integrato, una versione del 2020 non più aggiornata da Google. Le app di lettura e di note funzionano senza problemi, ma alcune app più esigenti, in particolare quelle bancarie, possono richiedere versioni successive.
Solo se interessa la penna. La seconda generazione aggiunge 1 GB di RAM, il supporto a InkSense Plus, un retro con nuova texture e colori inediti, ma mantiene Android 11 e lo stesso schermo da 300 PPI. Se si usa il dispositivo solo per leggere, il salto non è necessario.
Il Go 7 ha schermo da 7 pollici, Android 13, 4 GB di RAM, 64 GB di storage e rotazione automatica, a un listino più alto di 60 dollari. Il Go 6 Gen II è più leggero (160 contro 195 grammi) ed entra in tasca con più facilità. Se la portabilità non è il criterio principale, il Go 7 è la scelta più solida.

