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Nuance Audio Plus: come funzionano gli occhiali acustici e come sceglierli

Nuance Audio Plus

La tecnologia di tutti i giorni come supporto medicale nascosto: questa appare essere la nuova frontiera che stiamo attraversando grazie a molti dei dispositivi che vengono presentati in questo periodo sul mercato.

Basti pensare allo smart Watch in grado di misurare la pressione arteriosa al polso e di monitorare la pressione stessa per un lungo periodo senza che l’utente faccia nulla.

In quest solco arrivano Nuance Audio Plus, gli occhiali realizzati da Essilor Luxottica, che hanno caratteristiche uniche nel loro genere.

Cosa sono i Nuance Audio Plus

I Nuance Audio Plus sono la seconda generazione degli occhiali acustici di EssilorLuxottica, dopo i primi Nuance Audio Glasses. Sono occhiali con apparecchio acustico integrato, classificati come dispositivo medico, e non cuffie travestite o un accessorio smart qualsiasi.

Sono destinati ad adulti con una perdita uditiva percepita da lieve a moderata. Quel “percepita” conta: nessuno ti chiede un audiogramma per vendertegli. Basta accorgerti di fare più fatica a seguire le conversazioni.

La prima generazione, che resta in catalogo, si vende senza prescrizione e senza test dell’udito; per la Plus il comunicato non dice nulla di diverso.

Come sono fatti

L’idea di fondo è la stessa della prima generazione: l’orecchio resta libero. Niente auricolari, tubicini o gommini nel condotto, perché l’elettronica sta tutta nella montatura.

Se hai presente gli auricolari open-ear a clip, come i Soundcore AeroClip 2 che abbiamo recensito, il principio è simile: il canale uditivo non viene chiuso. La differenza è che lì si ascolta musica, qui si amplifica la voce di chi ti parla.

Nella parte anteriore ci sono i microfoni direzionali. Sulle aste trovano posto gli altoparlanti open-ear, leggeri, che portano il suono amplificato vicino all’orecchio. La prima generazione usa sei microfoni; per la Plus il produttore non dichiara il numero.

Le novità della seconda generazione si vedono soprattutto nell’uso. Ci sono comandi fisici sulle aste, cioè un interruttore dedicato per accendere e spegnere e i pulsanti del volume.

La gamma di taglie è più ampia, la calzata è pensata per essere universale e su alcuni modelli i naselli sono regolabili. I modelli sono tre, Square 53, Panthos 48 e Upturn 52, in cinque colori: Nero lucido, Bordeaux brillante, Blu intenso, Ambra e Verde oliva.

In confezione ci sono una base di ricarica e un cavo USB-C. Il telecomando si compra a parte. Le lenti possono essere di qualsiasi tipo oftalmico: neutre, graduate, progressive o Transitions.

Come funzionano

Il principio è semplice. I microfoni raccolgono i suoni davanti a te, un software li elabora e gli altoparlanti li restituiscono più forti e più chiari. La parte furba si chiama beamforming: più microfoni lavorano insieme per privilegiare la voce di chi stai guardando e attenuare il resto. Guardi chi parla e lo senti meglio; giri la testa e cambia il bersaglio.

Dall’app Nuance Audio si sceglie la modalità audio: frontale, per le conversazioni faccia a faccia, oppure a 360°, che amplifica tutti i suoni attorno a te. Poi ci sono i quattro preset di amplificazione (A, B, C e D), il volume su una scala da 1 a 5 e la riduzione del rumore di fondo su tre livelli.

I preset sono il cuore della personalizzazione. Nella prima generazione corrispondono a profili di perdita precisi: A lieve “piatta”, B lieve “in discesa” (più difficoltà sugli acuti), C moderata in discesa, D moderata piatta.

La Plus mantiene la stessa struttura A-D, ma il comunicato non ne descrive i profili, quindi è ragionevole aspettarsi una logica analoga senza darla per certa. In ogni caso la taratura non avviene sul tuo audiogramma: scegli il profilo che si avvicina di più al tuo.

Rispetto al modello precedente, EssilorLuxottica dichiara miglioramenti nell’amplificazione, nella chiarezza del parlato in ambienti rumorosi e nella percezione della propria voce, quest’ultima un punto delicato per chi usa un apparecchio acustico. L’autonomia sale a circa 10 ore in uso medio, contro le circa 8 della prima generazione.

Per quale livello di perdita uditiva sono adatti

Il produttore parla di perdita da lieve a moderata e non indica soglie in decibel. Il confine dipende dalla scala usata.

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità la perdita è lieve tra circa 20 e 34 dB, moderata tra 35 e 49 dB e moderatamente grave tra 50 e 64 dB. Scale più vecchie allargano la fascia moderata fino a 55 o 60 dB. Chi ha circa 45 dB può quindi risultare “moderato” in una classificazione e al limite in un’altra.

La mia lettura, da prendere come orientamento e non come regola, è questa. Se in ambiente tranquillo senti bene ma ti perdi pezzi di frase al ristorante, in riunione o a cena con più persone, sei nel territorio per cui i Nuance Audio Plus sono nati.

Se invece fai fatica anche nel faccia a faccia in silenzio, o alzi la TV molto più degli altri, sei probabilmente verso il limite alto o oltre, e un apparecchio tradizionale regolato da un professionista è la scelta più prudente. Con una perdita grave o profonda questi occhiali non sono lo strumento giusto.

Per chi sono adatti e per chi no

Hanno senso soprattutto per chi porta già occhiali, perché diventano un oggetto solo invece di due. Piacciono a chi rifiuta l’idea dell’apparecchio per ragioni estetiche o di comfort e a chi ha un disagio situazionale: locali rumorosi, riunioni, cene.

EssilorLuxottica dice che due clienti su tre della prima generazione non avevano mai considerato un apparecchio tradizionale, ed è un dato (dichiarato dall’azienda) che chiarisce il bersaglio.

Sono una scelta debole se la perdita è asimmetrica, cioè molto diversa tra i due orecchi: per la prima generazione il produttore precisa che l’amplificazione è la stessa su entrambi.

Non sono pensati per il tinnito. E non sostituiscono la valutazione medica di chi ha un calo improvviso, dolore, secrezioni o capogiri: in quei casi si va dall’otorino, prima di qualunque acquisto.

I limiti da conoscere prima

I test indipendenti disponibili riguardano la prima generazione, non la Plus. Un laboratorio terzo ha dato buoni risultati sul parlato in ambiente silenzioso e sulla naturalezza della propria voce, un risultato sopra la media di categoria sul parlato con rumore (ma lontano dall’eccellenza in valore assoluto) e un punto debole sulla gestione del feedback, cioè il fischio quando muovi la mano vicino ai microfoni. Se la Plus abbia migliorato questi aspetti lo diranno solo prove dedicate.

La natura open-ear ha un costo, valido per entrambe le generazioni. Niente chiude l’orecchio, quindi i rumori forti entrano comunque e l’aiuto in ambienti molto caotici è limitato.

Conta anche la calzata: più le casse sono lontane dal condotto, più il suono arriva basso, e chi ha la testa grande può perdere un po’ di guadagno. Per questo taglia e fit non sono dettagli.

Infine l’autonomia. Circa 10 ore bastano per una giornata sociale, ma sono poche per chi vuole un apparecchio “da mattina a sera” senza pensarci.

Come si scelgono

Misura l’udito prima di comprare. Un audiogramma da un centro acustico o da un otorino costa poco e ti indica a quale preset avvicinarti. Un test online può dare un’idea, ma non lo sostituisce.

Parti dalle lenti, poi scegli la montatura. Se usi occhiali graduati, il modello deve ospitare le tue lenti. Con le progressive chiedi di provare, perché la zona utile per la lontananza può risultare ridotta. Le Transitions sono un extra sensato se stai molto all’aperto.

Prova taglia e calzata. La Plus offre più misure e, su alcuni modelli, naselli regolabili: sfruttali. Aste stabili e peso ben distribuito contano quanto l’amplificazione.

Valuta come vuoi controllarli. Con la Plus puoi usare interruttore e pulsanti sulle aste senza tirare fuori il telefono. L’app resta necessaria per modalità audio, preset e rumore di fondo, mentre il telecomando è un accessorio a pagamento.

Controlla il telefono che hai. Le chiamate in vivavoce funzionano con iPhone compatibili (iOS 16 o successivo). Con Android il comunicato non prevede nulla di analogo.

Compra dove puoi provare e rendere. Un buon negozio fa indossare gli occhiali, guida la configurazione e spiega il reso. Su un acquisto che parte da 899 euro, a seconda delle lenti, questa tutela pesa. La Plus si trova nei negozi Salmoiraghi & Viganò e Grand Vision Italia e in centri ottici e acustici indipendenti.

Nuance Audio Plus o prima generazione

La prima generazione resta a catalogo e il produttore parla di due collezioni con design, funzioni e fasce di prezzo diverse. Il vantaggio della Plus sta in autonomia maggiore, comandi sulla montatura, chiamate da iPhone, audio migliorato e scelta più ampia di taglie e colori.

Se non usi iPhone e non ti pesa gestire tutto dall’app, il modello precedente può bastare, ma il prezzo in Italia va verificato in negozio.

E gli occhiali smart di Meta?

Visto che EssilorLuxottica produce anche gli occhiali smart di Meta, la domanda è inevitabile: possono fare lo stesso lavoro? La risposta onesta è no, perché nascono per altro.

Servono per foto, assistente AI e musica, non sono certificati come dispositivo medico e non offrono la stessa taratura pensata per chi sente meno. Per aiutare l’udito, i Nuance sono lo strumento progettato apposta.


Domande frequenti su Nuance Audio Plus

Cosa sono i Nuance Audio Plus?

La seconda generazione degli occhiali acustici di EssilorLuxottica, con apparecchio acustico open-ear integrato nella montatura, destinati a perdite uditive percepite da lievi a moderate.

Quanto costano in Italia?

Il prezzo consigliato parte da 899 euro, a seconda della configurazione delle lenti.

Quale perdita uditiva possono aiutare?

Quella da lieve a moderata. Orientativamente tra circa 20 e 50 dB secondo la scala OMS, con margine variabile in base alla classificazione. Per perdite più gravi non sono la scelta adatta.

Quanto dura la batteria?

Circa 10 ore in uso medio, contro le circa 8 della prima generazione.

Si possono avere con lenti graduate?

Sì, con qualsiasi lente oftalmica, comprese progressive e Transitions.

Vanno bene per il tinnito?

Il produttore ha dichiarato che la prima generazione non è progettata per trattarlo; per la Plus non ci sono indicazioni diverse.


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