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I nuovi vertici dello studio ammettono apertamente gli errori commessi, promettendo di riaprire le porte del Deposito dei Contenuti a tutti i giocatori e annunciando una modalità PvE permanente per ampliare il pubblico del loro sparatutto a estrazione.
Gli ultimi anni sono stati senza dubbio i più complessi e travagliati nella storia ultra-trentennale di Bungie. Tra pesanti scossoni interni, ristrutturazioni dolorose e il malcontento serpeggiante della community, lo studio di sviluppo ha deciso di rompere il silenzio con un comunicato congiunto dai toni insolitamente franchi e autocritici.
A metterci la faccia sono stati il nuovo capo dello studio Poria Torkan e il responsabile di prodotto Josh Deane.
Le loro parole non lasciano spazio a mezze verità: “Bungie crea videogiochi da oltre trent’anni e ha sempre accolto calorosamente le community nate attorno ad essi. Negli ultimi anni abbiamo perso di vista tutto questo, e le conseguenze sono state reali. Abbiamo perso la fiducia, abbiamo perso colleghi straordinari e abbiamo smesso di dare priorità alla cosa più importante: i nostri giocatori“.
La dirigenza è consapevole che le parole da sole non basteranno a ricucire il rapporto con gli appassionati, ed è per questo che ha annunciato una vera e propria inversione a U che coinvolge sia il futuro di Destiny 2, sia quello del recente reboot di Marathon.
La riapertura del Vault: il ritorno delle campagne e delle incursioni rimosse
La novità più clamorosa per l’universo dei Guardiani riguarda l’addio definitivo a una delle pratiche più contestate della storia recente del titolo: il cosiddetto Destiny Content Vault.
Nei prossimi mesi, Bungie inizierà a sbloccare e rendere nuovamente disponibili per tutti i giocatori diverse campagne classiche, pianeti e incursioni (raid) che nel corso del tempo erano stati archiviati per alleggerire il client di gioco.
Non si tratterà però di un semplice sblocco con un interruttore. Il team ha spiegato che gli sviluppatori sono attualmente al lavoro per aggiornare il comparto di illuminazione, ricalibrare gli scontri a fuoco e adattare i vecchi sistemi di gioco.
L’obiettivo dichiarato è garantire che tutti i contenuti storici reintegrati rispettino gli standard moderni di stabilità, bilanciamento e qualità grafica del Destiny 2 attuale.
Questo cambio di rotta arriva dopo mesi di profonda incertezza. All’inizio dell’anno, Bungie era stata travolta da una nuova ondata di licenziamenti che aveva colpito oltre 290 dipendenti subito dopo quello che sembrava il commiato da Destiny 2. Voci di corridoio insistenti parlavano persino di un congelamento totale di qualsiasi progetto legato a un ipotetico Destiny 3.
La nuova dirigenza ha voluto smentire categoricamente questo scenario: “Destiny è fondamentale per il futuro di Bungie. Abbiamo ancora molte storie da raccontare e nuovi mondi da costruire, ma dobbiamo prenderci il tempo necessario per fare le cose nel modo giusto. Non abbiamo affatto chiuso con Destiny.”
Marathon cambia pelle: in arrivo a dicembre una modalità PvE permanente
Se Destiny 2 cerca riscatto nel suo ricco passato, la situazione di Marathon richiede interventi altrettanto rapidi. Lo sparatutto a estrazione fantascientifico, caratterizzato da uno stile visivo audace e minimale, non è riuscito ad attrarre il bacino di utenza sperato al lancio, rivelandosi incapace di colmare il vuoto economico e d’interesse lasciato dal rallentamento del franchise principale.
La dirigenza ha ammesso con trasparenza la battuta d’arresto, sottolineando la necessità di far evolvere l’esperienza al di là dei rigidi confini del genere. L’eccessiva punitività e la tensione costante tipiche degli sparatutto a estrazione competitivi hanno infatti allontanato la fetta più ampia di pubblico.
Per correre ai ripari, Bungie ha confermato per il mese di dicembre l’introduzione di una modalità PvE permanente e di un nuovo spazio sociale interattivo.
L’aggiunta di una modalità interamente cooperativa contro nemici guidati dall’intelligenza artificiale, unita a un hub in cui incontrare altri giocatori, ha lo scopo di rendere il gioco accogliente anche per chi non cerca esclusivamente scontri PvP ad altissimo rischio, provando a dare una seconda vita al progetto.
Per lo studio si apre una fase delicata ma decisiva. Riconoscere le proprie mancanze è sempre il primo passo per ripartire: ora la palla passa al supporto post-lancio e alla capacità di Bungie di dimostrare con i fatti di aver rimesso davvero la propria community al centro della scena.
