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L’Academy of Interactive Arts & Sciences premia oltre trent’anni di carriera del maestro giapponese in occasione dei D.I.C.E. Awards: un tributo storico che affianca il papà del survival horror a miti come Shigeru Miyamoto e Hideo Kojima, mentre all’orizzonte c’è già il suo nuovo studio Kamuy.
Ci sono riconoscimenti che possiedono un sapore speciale, persino per chi ha dedicato più di tre decenni a ridefinire il linguaggio interattivo moderno.
Il padre di Resident Evil si appresta a ricevere una delle onorificenze più ambite e prestigiose dell’intera industria videoludica: l’ingresso ufficiale nella Hall of Fame dell’Academy of Interactive Arts & Sciences (AIAS).
Un traguardo che proietta Shinji Mikami in un circolo ristrettissimo di pionieri, le cui intuizioni hanno tracciato la rotta dell’intrattenimento digitale dagli anni Novanta a oggi.
Oltre trent’anni di capolavori: dal survival horror alla rivoluzione della telecamera
Per gli appassionati di videogiochi, il nome di Shinji Mikami non ha bisogno di presentazioni. Approdato in Capcom all’inizio degli anni Novanta, il game director giapponese ha legato a doppio filo il proprio percorso artistico alla saga di Resident Evil.
Diretto nel 1996, il primo capitolo della villa Spencer ha sdoganato il genere survival horror su scala globale, trasformando paure ancestrali, gestione millimetrica delle risorse e inquadrature fisse cinematografiche in un fenomeno pop planetario.
Quasi un decennio dopo, nel 2005, Mikami ha firmato un’altra autentica pietra miliare: Resident Evil 4 ha rivoluzionato per sempre i giochi d’azione grazie all’introduzione della visuale sopra la spalla.
Quella specifica angolazione della telecamera ha riscritto i canoni dell’inquadratura in terza persona, fungendo da modello imprescindibile per intere generazioni di produzioni occidentali e orientali negli anni a venire.
Limitare la sua influenza a una sola proprietà intellettuale sarebbe però riduttivo. Nel corso della sua lunga carriera, Mikami ha esplorato il game design a trecentosessanta gradi: dai dinosauri di Dino Crisis alla frenesia stilosa e dissacrante di God Hand, fino allo sparatutto ipercinetico Vanquish sviluppato durante la parentesi con PlatinumGames.
Successivamente, con la fondazione di Tango Gameworks nel 2010, ha rinnovato la sua dichiarazione d’amore all’horror psicologico dirigendo l’apprezzatissimo The Evil Within.
L’omaggio dell’AIAS e l’abbraccio dell’amico Suda51
L’annuncio dell’AIAS celebra un percorso professionale che ha saputo ispirare colleghi sviluppatori e intere generazioni di videogiocatori. Meggan Scavio, Presidente dell’Academy, ha descritto Mikami come una figura monumentale, lodando la sua straordinaria originalità e una visione d’autore capace di lasciare un’impronta indelebile ben oltre i confini del genere horror.
La cerimonia di premiazione avrà inoltre un risvolto umano particolarmente significativo. A consegnare il premio sul palco sarà infatti un suo grande amico e storico compagno di scorribande creative: Goichi Suda, meglio noto come Suda51.
I due autori hanno firmato insieme collaborazioni memorabili e fuori dagli schemi, dall’enigmatico thriller d’azione Killer7 fino alle bizzarre atmosfere grindhouse di Shadows of the Damned.
L’Olimpo dei grandi: accanto a Miyamoto, Kojima e Carmack
Il peso specifico di questo ingresso emerge con chiarezza scorrendo i nomi incisi nell’albo d’oro della Hall of Fame dell’AIAS.
La medesima onorificenza è stata tributata nel corso del tempo a giganti assoluti del settore: da Shigeru Miyamoto (mente dietro Super Mario e The Legend of Zelda) a Hideo Kojima (creatore di Metal Gear), passando per John Carmack, pioniere della grafica 3D e padre di Doom.
La cerimonia coinciderà con il trentesimo anniversario dei D.I.C.E. Awards, la kermesse annuale che raduna l’élite dello sviluppo mondiale a Las Vegas. Una cornice simbolica perfetta per consacrare un autore che ha saputo rinnovarsi costantemente senza mai perdere la propria impronta artigianale.
Nessun ritiro all’orizzonte: il futuro si chiama Kamuy
Nonostante la solennità del premio, questo traguardo non ha affatto il sapore di un congedo dalle scene o di un premio alla carriera di fine percorso.
Dopo aver salutato Tango Gameworks all’inizio del 2023, Shinji Mikami ha inaugurato una nuova fase professionale fondando lo studio indipendente Kamuy. La nuova struttura di sviluppo nasce con l’obiettivo dichiarato di dare vita a progetti inediti, preservando la totale libertà concettuale che ha sempre contraddistinto la sua filosofia.
All’età di 61 anni, colui che ha gettato le fondamenta del terrore interattivo continua a guardare avanti con intatta curiosità: il maestro giapponese non ha alcuna intenzione di accomodarsi sugli allori, pronto a dimostrare ancora una volta come l’esperienza e l’estro autoriale possano fare la differenza nell’industria contemporanea.
