Indice
Dopo le clamorose voci di corridoio su una clamorosa fusione narrativa tra le due proprietà intellettuali e un passaggio al modello free-to-play, la direttrice creativa Julia Nardin fa chiarezza sul futuro dello sparatutto.
L’idea di vedere l’universo narrativo di Destiny rinascere e integrarsi all’interno di Marathon sembrava una di quelle teorie bizzarre partorite dalla disperazione dei fan, eppure negli ultimi giorni ha monopolizzato le discussioni della community videoludica.
A far scoppiare il caso è stata una massiccia serie di indiscrezioni apparse inizialmente su 4Chan e poi rilanciate su Reddit, secondo cui Bungie avrebbe pianificato manovre radicali per salvare il proprio sparatutto a estrazione.
A spegnere definitivamente le speculazioni più fantasiose ci ha pensato direttamente Julia Nardin, veterana dello studio e direttrice creativa di Marathon, intervenuta su X per smentire senza mezzi termini la fusione dei due franchise:
“Avendo lavorato su entrambi i progetti, posso confermare che il leak su una presunta fusione tra le due proprietà intellettuali è completamente falso. Condividono gran parte del DNA tipico di Bungie, ma, proprio come due fratelli, rimangono entità del tutto indipendenti. Per favore, non credete a tutto ciò che leggete in rete.”
Le radici dell’indiscrezione e l’ombra di Destiny 2
Secondo quanto riportato dalla presunta fuga di notizie, la dirigenza avrebbe voluto usare Marathon per raccontare l’inizio della leggendaria Età dell’Oro dell’umanità, gettando le basi narrative per introdurre nuove minacce da sfruttare in un ipotetico futuro capitolo di Destiny.
Sebbene la Nardin abbia smentito categoricamente l’unione dei due universi, non ha commentato il resto dei numerosi dettagli tecnici ed economici emersi dal leak.
La voce di corridoio sosteneva infatti che diversi sviluppatori storici di Destiny 2 fossero stati riassunti per traghettare su Marathon idee, meccaniche e sistemi originariamente concepiti per le espansioni cancellate e per un terzo capitolo mai nato.
Il contesto, del resto, è delicatissimo: lo scorso giugno Bungie ha distribuito l’ultimo grande aggiornamento per Destiny 2, dichiarando concluso il supporto attivo del gioco e confermando che Destiny 3 non è nei piani. Pochi giorni dopo, l’azienda è stata travolta da una pesantissima ondata di licenziamenti che ha ridotto all’osso diversi reparti.
Tra i contenuti che Marathon avrebbe dovuto ereditare dal fratello maggiore figurano il ritorno delle fazioni storiche, la gestione dei gradi di reputazione e l’introduzione di uno spazio sociale condiviso, oltre a ricompense esclusive destinate a chi ha completato i Trionfi finali su Destiny 2.
La svolta free-to-play e la modalità “Indagini”
La parte più concreta del leak riguarda però il modello di distribuzione. Stando alle indiscrezioni, Bungie avrebbe intenzione di convertire Marathon al modello free-to-play già a partire da dicembre.
Sarebbe proprio questo cambio di rotta la vera causa dietro al rinvio del prossimo corposo aggiornamento, destinato a introdurre una modalità cooperativa PvE permanente denominata Indagini (Investigations).
La modalità viene descritta come un ibrido tra le cacce di Monster Hunter e la modalità Salmon Run di Splatoon. Le squadre, composte da uno a sei giocatori, dovrebbero farsi strada attraverso mappe complesse completando incarichi sequenziali, per poi procedere all’esfiltrazione verso l’arena successiva e affrontare giganteschi boss con meccaniche simili alle Incursioni classiche di Destiny.
Il pacchetto di novità includerebbe inoltre una revisione strutturale dei Gusci (Shells, le classi operative dei corridori) e un profondo restyling delle mappe di gioco.
Numeri impietosi e la necessità di un rilancio
Al di là delle smentite sulla trama, è evidente che lo sparatutto a estrazione di Bungie stia attraversando un momento critico.
Al lancio il titolo ha faticato a trovare trazione, fermando le vendite a una stima modesta di appena 1,2 milioni di copie complessive.
Su PC, piattaforma dove si concentra il bacino d’utenza principale, i dati registrati dai tracker di SteamDB mostrano un calo drastico, con picchi giornalieri scesi al minimo storico sotto i 3.000 giocatori contemporanei.
Che il passaggio alla gratuità e l’arrivo della cooperativa PvE si concretizzino o meno a fine anno, Bungie si trova davanti a un bivio obbligato: trovare una formula capace di invertire la rotta o rischiare che il suo audace rilancio fantascientifico venga abbandonato anzitempo.
