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Il mercato globale degli smartwatch rallenta nel Q2 2026. Huawei sale al primo posto davanti ad Apple, mentre Xiaomi crolla del 38%.
Il mercato degli smartwatch rallenta e, nel frattempo, la classifica dei produttori cambia in modo piuttosto significativo. Dopo la crescita registrata nel primo trimestre dell’anno, nel Q2 2026 le spedizioni globali hanno infatti subito una flessione del 4% su base annua. A fotografare la situazione sono i dati di Counterpoint Research, che mostrano anche una distanza sempre più evidente tra i produttori che riescono a crescere e quelli che invece stanno perdendo terreno.
A sorpresa, almeno guardando alla dinamica del mercato, a conquistare il primo posto è Huawei, mentre Apple si ferma al secondo. Ancora più evidente è invece il risultato di Xiaomi, che nel giro di un anno ha visto crollare le proprie spedizioni del 38%.
Huawei conquista il primo posto nel mercato globale
Nel secondo trimestre del 2026 Huawei è diventata il primo produttore mondiale di smartwatch, raggiungendo una quota di mercato del 22%.
Il dato è superiore al 20,8% registrato nello stesso periodo del 2025 e assume ancora più rilevanza considerando che l’aumento delle spedizioni dell’azienda è stato relativamente contenuto, appena l’1%.
A sostenere il risultato è soprattutto il mercato cinese, che rappresenta circa l’80% delle spedizioni complessive di Huawei. La Cina continua quindi ad avere un peso determinante nelle performance dell’azienda, che ha beneficiato anche degli incentivi all’acquisto disponibili sul mercato locale.
Tra i prodotti che hanno contribuito alla crescita viene indicato anche Watch GT 7 Pro, mentre un ruolo sempre più importante sembra essere ricoperto dalle funzioni dedicate al monitoraggio della salute.
È proprio questo uno degli elementi sui quali i produttori stanno concentrando maggiormente i propri sforzi: trasformare lo smartwatch da semplice accessorio collegato allo smartphone a dispositivo capace di fornire informazioni sempre più articolate sullo stato di salute dell’utente.
Apple è seconda, ma cresce molto più di Huawei
Alle spalle di Huawei troviamo Apple, che nel Q2 2026 ha conquistato una quota del 20,1% del mercato globale.
La distanza dal primo posto è quindi ridotta, ma il dato più interessante riguarda soprattutto l’andamento delle spedizioni. Apple ha infatti registrato una crescita del 14% su base annua, la migliore tra i primi cinque produttori analizzati da Counterpoint. È un risultato particolarmente significativo considerando che il mercato complessivo è invece arretrato del 4%.
Apple potrebbe inoltre beneficiare ulteriormente del rinnovamento della propria gamma nei prossimi mesi, con l’arrivo dei nuovi Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 3. La presentazione dei nuovi modelli potrebbe quindi contribuire a mantenere alta l’attenzione sul segmento premium.
Il quadro che emerge è dunque piuttosto particolare: Huawei è davanti grazie soprattutto alla forza del mercato cinese, mentre Apple sta crescendo più rapidamente e potrebbe ridurre ulteriormente la distanza nel corso dei prossimi trimestri.
Xiaomi crolla del 38% e perde terreno
Se Huawei e Apple possono guardare ai dati con una certa soddisfazione, per Xiaomi il trimestre racconta una storia completamente diversa.
L’azienda ha registrato un calo delle spedizioni del 38% su base annua, con la quota di mercato che è passata dal 9,5% al 6,1%.
Una contrazione molto più pesante rispetto a quella registrata dall’intero mercato e che porta Xiaomi a perdere il terzo posto occupato nella precedente classifica.
Secondo Counterpoint, a pesare sarebbe soprattutto la riduzione della domanda per gli smartwatch più economici.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dei dati del trimestre. Il problema non sembra essere semplicemente una minore voglia di acquistare smartwatch. A cambiare è anche ciò che gli utenti cercano quando decidono di comprarne uno.
La classifica dei primi cinque produttori
Dietro Huawei, Apple e Xiaomi troviamo Imoo, che mantiene il terzo posto con una quota del 7,8%, leggermente superiore al 7,7% dello stesso trimestre del 2025. La top five si completa con Garmin, che raggiunge una quota del 5,6% e registra una crescita delle spedizioni dell’11%.
Nel caso di Garmin, il risultato viene sostenuto soprattutto dall’interesse verso i dispositivi di fascia alta destinati agli sport outdoor e alla navigazione.
La classifica mostra quindi strategie molto diverse. Huawei punta fortemente sul mercato cinese e sulle funzioni legate alla salute, Apple cresce nel segmento premium, Garmin mantiene il proprio posizionamento sportivo mentre Xiaomi sembra pagare maggiormente la debolezza della fascia economica.
Perché le persone comprano meno smartwatch?
Il rallentamento del mercato non sembra essere legato esclusivamente alla situazione economica. Secondo l’analisi di Counterpoint, sta cambiando anche il comportamento degli utenti. Gli smartwatch base, soprattutto quelli privi di sensori biometrici più avanzati, stanno attirando meno interesse.
Contemporaneamente, chi possiede già uno smartwatch di fascia alta tende a rimandare la sostituzione del proprio dispositivo.
Il problema, in sostanza, è che molti prodotti recenti non sembrano offrire un motivo abbastanza forte per convincere chi possiede già un modello relativamente recente a comprarne uno nuovo.
Gli utenti sembrano quindi aspettare funzionalità capaci di rappresentare un vero salto generazionale.
Tra quelle considerate più interessanti ci sono il monitoraggio non invasivo della glicemia, il rilevamento automatico della pressione sanguigna e nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Non è un caso che proprio salute e AI siano diventate due delle principali aree di sviluppo per il settore.
Il 2026 potrebbe chiudersi con una crescita minima
Il rallentamento del secondo trimestre modifica anche le prospettive per l’intero anno. Per il 2026 Counterpoint prevede una crescita complessiva delle spedizioni degli smartwatch di appena l’1%. Un dato che descrive un mercato sostanzialmente stabile, ma molto lontano dai ritmi di crescita che avevano caratterizzato alcune fasi precedenti del settore.
Nel periodo più lungo, invece, le prospettive rimangono positive. Tra il 2026 e il 2030 il mercato dovrebbe mantenere un CAGR del 3%, cioè un tasso annuo di crescita composto del 3%.
Il problema, quindi, non sembra essere la fine degli smartwatch, quanto piuttosto una fase di maturazione.
Dopo anni nei quali è stato sufficiente aggiungere qualche funzione o migliorare autonomia e sensori per convincere gli utenti a cambiare dispositivo, il mercato sembra essere arrivato a un punto nel quale serve qualcosa di più.
E i prossimi anni potrebbero essere decisivi proprio per questo motivo: Huawei e Apple si contendono la parte alta del mercato, Xiaomi deve recuperare terreno, mentre tutti i produttori cercano quella funzione capace di rendere davvero indispensabile il prossimo smartwatch.
