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Cancellare la cache non rende automaticamente più veloce smartphone o PC. Ecco a cosa serve davvero, quando conviene eliminarla e cosa cambia tra Android, iOS e browser.
Cancellare periodicamente la cache dello smartphone o del PC viene spesso considerato un modo semplice per mantenere il dispositivo veloce e reattivo. Ma questa convinzione non è del tutto corretta. La cache, infatti, non è semplicemente un insieme di file inutili da eliminare: contiene dati temporanei che possono aiutare applicazioni e browser a funzionare più rapidamente.
Per questo motivo, svuotarla senza una ragione precisa non porta necessariamente a un miglioramento delle prestazioni. In alcuni casi può addirittura rendere più lenti i caricamenti successivi, almeno temporaneamente.
Cache e dati delle applicazioni non sono la stessa cosa
Prima di cancellare qualsiasi cosa è importante distinguere tra le diverse categorie di dati presenti sul dispositivo.
Su Android, per esempio, il sistema separa la cancellazione della cache da quella dello spazio di archiviazione dell’app. La prima elimina i dati temporanei, mentre la seconda interviene sui dati dell’applicazione e può avere conseguenze molto più importanti, come la necessità di effettuare nuovamente l’accesso.
Su iPhone, invece, la gestione è differente. È possibile intervenire sulla cache e sui cookie di Safari, mentre per le singole applicazioni non esiste una funzione generale per svuotare la cache, a meno che sia lo stesso sviluppatore a prevederla.
Anche sui computer bisogna distinguere tra file temporanei, cookie e cronologia. Non sono elementi equivalenti e cancellarli produce effetti differenti.
I cookie, ad esempio, possono conservare informazioni utili a mantenere attive le sessioni e a ricordare determinate preferenze. Eliminarli può quindi costringere l’utente a effettuare nuovamente l’accesso ad alcuni siti.
La cronologia registra invece le pagine visitate, mentre i file temporanei permettono al browser di conservare localmente elementi come immagini e script.
A cosa serve davvero la cache
Per capire perché eliminarla non rende automaticamente più veloce un dispositivo bisogna partire dalla sua funzione.
La cache serve a conservare temporaneamente dati che potrebbero essere utilizzati nuovamente. In questo modo un’applicazione non deve necessariamente recuperare ogni volta le stesse informazioni dalla rete o ricostruirle da zero.
Il browser rappresenta l’esempio più semplice. Quando visitiamo un sito, alcuni elementi possono essere salvati localmente. Se torniamo successivamente sulla stessa pagina, il browser può riutilizzare parte di quei contenuti anziché scaricarli nuovamente.
Il risultato è un caricamento che può essere più rapido e meno dispendioso. Lo stesso principio viene utilizzato dalle applicazioni installate sugli smartphone, comprese quelle dedicate allo streaming e ai social network.
Ecco perché eliminare la cache non equivale a fare una sorta di “pulizia del motore” del dispositivo. Dopo la cancellazione, infatti, il software dovrà nuovamente recuperare o generare i dati necessari.
Dopo aver cancellato la cache alcune app possono essere più lente
È proprio questo il motivo per cui, subito dopo aver svuotato la cache, alcuni caricamenti possono risultare più lenti.
Il dispositivo non dispone più dei file temporanei precedentemente conservati e deve ricrearli durante il normale utilizzo.
Non significa però che la cancellazione abbia danneggiato lo smartphone o il computer. La cache viene progressivamente ricostruita e il comportamento torna normalmente alla situazione precedente.
Il punto è un altro: se il dispositivo funziona correttamente, cancellare la cache non offre automaticamente un vantaggio.
Anche quando l’obiettivo è recuperare spazio di archiviazione, l’operazione potrebbe non essere risolutiva. I dati temporanei verranno infatti ricreati dalle applicazioni durante l’utilizzo.
Se la memoria è quasi piena, è quindi molto più utile individuare quali contenuti stanno occupando realmente lo spazio. Video, fotografie, file scaricati e applicazioni inutilizzate possono incidere molto più della cache di una singola app.
Quando invece conviene cancellarla
Esistono comunque situazioni nelle quali svuotare la cache ha perfettamente senso. Il caso più comune è quello di un’applicazione che presenta comportamenti anomali. Un file temporaneo danneggiato, una risorsa non aggiornata oppure dati non più coerenti con quelli disponibili online possono causare problemi durante l’utilizzo.
In questi casi eliminare la cache permette all’applicazione di recuperare nuovamente le informazioni necessarie.
L’operazione può essere utile anche quando una pagina web continua a mostrare contenuti vecchi o elementi grafici non aggiornati. Se il browser continua a utilizzare una versione precedente di una risorsa, cancellare i dati temporanei può risolvere il problema.
La cosa importante è quindi non considerare la cancellazione della cache come una procedura di manutenzione obbligatoria.
Non esiste una cache unica da svuotare
Un’altra convinzione da sfatare riguarda l’idea che smartphone e computer abbiano una sorta di unica grande cache di sistema che, una volta eliminata, rende tutto più veloce.
In realtà, applicazioni e software possono utilizzare meccanismi di caching differenti. Per questo motivo non è necessario intervenire indiscriminatamente sui dati temporanei di tutti i programmi installati.
Se un’applicazione presenta un problema, è più sensato individuare l’origine del malfunzionamento e intervenire sulla componente interessata.
La cache, quindi, non è necessariamente qualcosa di cui liberarsi. È uno strumento utilizzato dai software proprio per migliorare l’esperienza d’uso.
Cancellarla può essere utile quando crea problemi specifici, ma farlo semplicemente nella speranza di ottenere uno smartphone più veloce non è una strategia affidabile.
