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Recensione Elden Ring: Tarnished Edition, il capolavoro di FromSoftware è un miracolo anche su Nintendo Switch 2

Custodia promozionale del gioco Elden Ring Tarnished Edition per Nintendo Switch 2 con copertina dedicata al Generale Radahn e logo ufficiale della console.

Abbiamo provato in anteprima la monumentale conversione dell’opera di Hidetaka Miyazaki per la nuova console ibrida di Nintendo: un pacchetto completo con l’espansione Shadow of the Erdtree, nuovi contenuti esclusivi e prestazioni sorprendentemente solide.


Elden Ring: Tarnished Edition
L’arrivo di Elden Ring: Tarnished Edition su Nintendo Switch 2 rappresenta una vera e propria dimostrazione di forza per la nuova piattaforma ibrida della casa di Kyoto. Riuscire a trasporre l’immensità dell’Interregno e la complessità di una monumentale espansione come Shadow of the Erdtree nel palmo della mano, senza snaturare l’esperienza originale né comprometterne la fluidità, è un traguardo tecnico di primissimo piano.
I compromessi visivi, come un aliasing visibile sul televisore e qualche fisiologico calo di framerate nelle battaglie più caotiche, passano rapidamente in secondo piano di fronte alla maestosità dell’opera. L’incredibile profondità del sistema di combattimento, la direzione artistica impareggiabile e il senso di scoperta perenne rimangono intatti, rendendo questa edizione definitiva un acquisto imprescindibile sia per chi desidera vivere il viaggio del Senzaluce per la prima volta, sia per i veterani in cerca del piacere assoluto di giocarlo ovunque.

Pro

+ Include il DLC monumentale Shadow of the Erdtree.
+ Prestazioni solide e reattive tra 30-40 FPS.
+ Resa visiva splendida valorizzata dall’HDR portatile.
+ Mondo aperto monumentale e libertà d’approccio totale.
+ Buona autonomia della batteria in modalità portatile.

Contro

– Aliasing marcato durante il gioco su TV.
– Sporadici cali di framerate nelle aree dense.
– Levette Joy-Con scomode nei duelli concitati.
– Nessun trasferimento dei salvataggi dalle altre piattaforme.

C’è voluto un po’ più di tempo del previsto, ma finalmente l’attesa è giunta al termine. A partire dal 28 agosto 2026, Elden Ring sbarca ufficialmente su Nintendo Switch 2, portando con sé tutto il fascino oscuro dell’Interregno in una veste inedita e pronta per il gioco in mobilità. Abbiamo passato gli ultimi giorni a setacciare ogni singolo anfratto della mappa per capire se la nuova ammiraglia della casa di Kyoto sia davvero in grado di reggere l’impatto tecnico di uno dei videogiochi più premiati e complessi della storia recente.

Un pacchetto completo per il debutto sulla nuova ammiraglia Nintendo

Per il suo esordio su Switch 2, l’opera magna di FromSoftware si presenta al pubblico nell’inedita Tarnished Edition, proposta sul Nintendo eShop al prezzo di 79,99 euro. Si tratta di un’edizione definitiva a tutti gli effetti, che include al suo interno non solo l’esperienza base originale, ma anche la mastodontica espansione Shadow of the Erdtree.

Primo piano di Messmer l'Impalatore dall'espansione Shadow of the Erdtree con elmo alato dorato, lunghi capelli rossi e una sfera di fiamme ardenti nel palmo della mano.
La Tarnished Edition include direttamente la mastodontica espansione Shadow of the Erdtree, permettendo ai giocatori di affrontare fin da subito la temibile sfida di boss iconici come Messmer l’Impalatore. (MisterGadget.Tech)

A completare l’offerta troviamo quattro nuovi set di armature, due classi iniziali inedite (il Cavaliere di Idus e il Cavaliere Pesante) e la gradita possibilità di personalizzare l’aspetto estetico di Torrente, il fedele destriero spettrale. Per chi possiede già il titolo su PC, PlayStation o Xbox, questi contenuti estetici e di classe sono stati resi disponibili separatamente tramite il Tarnished Pack al costo di 4,99 euro.

L’edizione fisica per Switch 2 si presenta come una scheda chiave di gioco che richiede l’installazione di circa 40,9 GB di spazio di archiviazione. Ricordiamo inoltre che per sfruttare i messaggi a terra, le macchie di sangue e le funzionalità cooperative o competitive multigiocatore è necessario un abbonamento attivo al servizio Nintendo Switch Online, mentre non è purtroppo supportato il trasferimento dei dati di salvataggio dalle altre piattaforme.

Un porting impressionante: l’Interregno nel palmo della mano

La domanda che tutti gli appassionati si pongono è semplice: il monumentale mondo aperto e la complessa direzione artistica di Elden Ring riescono a girare a dovere su Nintendo Switch 2? La risposta è un sonoro e convincente sì.

Al netto di alcune inevitabili concessioni grafiche, l’esperienza visiva, la profondità di campo e la straordinaria atmosfera dei panorami rimangono intatte. Il framerate si attesta su una media molto solida che oscilla costantemente tra i 30 e i 40 fotogrammi al secondo, garantendo un’ottima reattività nei comandi sia giocando sul televisore tramite dock, sia sfruttando lo schermo integrato della console.

Schermata di gioco di Elden Ring su Nintendo Switch 2 con un cavaliere visto di spalle che ammira l'Albero Madre dorato che svetta luminoso tra rovine e colline nebbiose di Sepolcride.
Il maestoso colpo d’occhio dell’Interregno e la grandiosità dell’Albero Madre rimangono intatti anche su Nintendo Switch 2, confermando l’ottima tenuta visiva e atmosferica della conversione. (MisterGadget.Tech)

Anche i dettagli più fini non sono stati sacrificati: i repentini cambi meteorologici, i raggi di luce volumetrica che filtrano tra le nuvole e la ricchezza cromatica dell’ambientazione risaltano magnificamente, valorizzati dal supporto all’HDR nativo della console attivo di default in modalità portatile.

Una piacevolissima sorpresa riguarda l’efficienza energetica. In modalità portatile la batteria garantisce circa due ore e mezza di gioco continuo con una ricarica completa, un risultato decisamente confortante se paragonato ai consumi più aggressivi visti su altre recenti produzioni tripla A come Resident Evil Requiem. Per ottenere la migliore resa visiva possibile su schermo portatile, vi consigliamo di entrare nelle impostazioni video di gioco e ottimizzare i cursori dedicati a luminosità e contrasto HDR.

Qualche inevitabile compromesso grafico e comandi da domare

Come prevedibile per una produzione di questa portata, il lavoro di ottimizzazione ha dovuto fare i conti con l’hardware ibrido. Sia in modalità fissa che portatile, il framerate tende a subire qualche lieve flessione nelle aree visivamente più dense, come la vasta distesa d’acqua di Liurnia Lacustre, o in corrispondenza degli attacchi ad area più spettacolari scagliati dai boss colossali.

Il personaggio giocante in armatura con scudo e spada davanti all'imponente e cupo portone d'ingresso del Castello di Grantempesta su Nintendo Switch 2.
I Legacy Dungeon, come la monumentale fortezza di Grantempesta, offrono il classico level design intricato e verticale tipico della serie Souls, perfettamente godibile sia su TV che in mobilità. (MisterGadget.Tech)

Nelle situazioni più concitate, muovere rapidamente la telecamera in presenza di numerosi nemici a schermo può generare qualche leggero micro-scatto nel rendering dei dettagli secondari. Inoltre, l’ergonomia dei levette analogiche dei Joy-Con richiede un minimo di abitudine: la pressione dei tasti L3 e R3, fondamentali per agganciare i bersagli e smontare rapidamente da cavallo, può risultare meno precisa durante i duelli più frenetici.

Sul piano visivo è presente un certo grado di aliasing, particolarmente visibile sulle diagonali quando si gioca collegati a un grande schermo TV in modalità dock, accompagnato da qualche fenomeno di comparsa ritardata degli elementi dello sfondo (il cosiddetto clipping) nelle desolate terre scarlatte di Caelid. Infine, durante le sessioni prolungate in modalità fissa, la console tende a scaldare in modo sensibile, motivo per cui è bene garantire una corretta aerazione alla base.

La rivoluzione dell’open world secondo FromSoftware

Per chi si avvicina per la prima volta al titolo, Elden Ring rappresenta la sublimazione della celebre formula soulslike perfezionata dal team di Hidetaka Miyazaki. Il gioco abbandona la struttura a livelli interconnessi dei classici Dark Souls per abbracciare un gigantesco mondo aperto, plasmato a livello di mitologia e retroscena narrativo grazie alla collaborazione con George R. R. Martin, celebre autore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Nei panni di un Senzaluce esiliato, il giocatore è chiamato a esplorare l’Interregno per sconfiggere i semidei corrotti dalla brama di potere e ricomporre l’Anello di Elden, diventando il nuovo Lord ancestrale.

Il Senzaluce in sella al destriero spettrale Torrente con la spada sguainata mentre osserva l'orizzonte illuminato dai raggi di luce dell'Albero Madre su Switch 2.
L’esplorazione a cavallo con Torrente si conferma rapida, precisa e fondamentale per attraversare le sterminate distese del mondo aperto, supportata da un framerate reattivo in ogni situazione. (MisterGadget.Tech)

A differenza della maggior parte delle produzioni a mondo aperto moderne, Elden Ring rifiuta categoricamente l’uso di mini-mappe invasive e indicatori di missione a schermo. L’orientamento si basa esclusivamente sull’osservazione visiva del territorio, sui rilievi montuosi e sullo studio dei frammenti di mappa recuperati sul campo, rievocando la pura libertà esplorativa vista in capolavori come The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

I Luoghi di Grazia fungono da punti di ristoro e checkpoint principali, emanando una sottile scia dorata che suggerisce a grandi linee la direzione verso le rovine più importanti, mentre le Effigi di Marika garantiscono rinascite rapide nei pressi delle arene più insidiose.

Esplorazione libera e la magia dei Legacy Dungeon

La struttura dell’Interregno premia costantemente la curiosità e l’iniziativa personale. Se un nemico o un’area si rivelano temporaneamente insormontabili, il gioco non blocca mai l’avanzamento ma invita a deviare il cammino, esplorando catacombe sotterranee, miniere, caverne e accampamenti per potenziare il personaggio, raccogliere rune e scovare armi leggendarie prima di riprovare la sfida.

Il culmine del level design si raggiunge all’interno dei cosiddetti Legacy Dungeon, imponenti fortezze e castelli sviluppati su più livelli verticali, come il celebre Castello di Grantempesta.

In queste sezioni l’esplorazione a piedi ritrova la complessità labirintica tipica della serie Souls, arricchita dall’introduzione di un salto verticale libero e da meccaniche di approccio furtivo che permettono di cogliere i nemici di sorpresa dall’alto o di aggirarli silenziosamente.

Un combat system stratificato tra Ceneri di Guerra e Spiriti

Il sistema di combattimento rappresenta il vertice della versatilità nel genere dei giochi di ruolo d’azione. Oltre a centinaia di armi con parametri, pesi e requisiti differenti, i giocatori possono personalizzare il proprio arsenale applicando le Ceneri di Guerra, speciali abilità magiche e marziali che modificano le affinità e il parco mosse di ciascun equipaggiamento.

Maliketh la Lama Nera rannicchiato sul pavimento di un tempio illuminato da candele, con armatura nera decorata in oro, una folta chioma argentea e il suo spadone infuso di fiamme rosse e nere.
Gli scontri con i boss principali mettono a dura prova riflessi e concentrazione, mantenendo intatta la consueta spettacolarità visiva e l’intensità drammatica anche sull’hardware ibrido di Nintendo. (MisterGadget.Tech)

A supporto degli scontri più brutali arrivano le Evocazioni di Spiriti, anime di guerrieri e creature che possono essere richiamate tramite punti magia durante le boss fight o negli avamposti più affollati. Questa meccanica offre un prezioso diversivo tattico per distrarre i nemici senza mai banalizzare la sfida, che continua a richiedere una lettura meticolosa dei pattern d’attacco avversari e un tempismo millimetrico nelle schivate e nei contrattacchi con lo scudo.

Elden Ring: Tarnished Edition: che faccio, lo compro?

La Tarnished Edition di Elden Ring per Nintendo Switch 2 rappresenta un traguardo tecnico e contenutistico di straordinario valore. Riuscire a racchiudere un’avventura di questa portata, impreziosita dall’eccellente espansione Shadow of the Erdtree, all’interno di un formato ibrido giocabile ovunque senza compromessi distruttivi sul framerate è una vera dimostrazione di forza per la nuova piattaforma Nintendo.

Pur dovendo convivere con qualche fisiologico calo di risoluzione e un aliasing a tratti evidente sui display casalinghi, l’incredibile spessore del gameplay, la direzione artistica senza rivali e la maestosità dell’Interregno rimangono intatti, confermando questo porting come un acquisto imprescindibile per tutti gli appassionati del genere.

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