Indice
- Cos’è il True RGB e perché non è la stessa cosa dell’OLED
- Qualità d’immagine: il local dimming più preciso mai visto su un Sony
- Audio integrato: sorprendentemente buono, ma non un sostituto
- BRAVIA Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9: il sistema audio da quasi 3.700 euro
- Menu e smart TV: la stabilità di Google TV con Gemini
- Design: bellissimo su piedistallo, perfetto a parete
- Porte e connessioni: qui Sony ha fatto una scelta discutibile
- Gaming: buono, non eccezionale
- Domande frequenti su Sony BRAVIA 9 II, Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9
- Verdetto: che faccio, lo compro?
Nel 2005 Sony fu la prima azienda a portare sul mercato un TV LCD con retroilluminazione RGB. Vent’anni dopo ci riprova, questa volta con la potenza di calcolo e la miniaturizzazione dei LED che allora nemmeno si immaginavano.
Sony BRAVIA 9 II è il risultato di quel secondo tentativo, ed è probabilmente il televisore più importante uscito dalla casa giapponese negli ultimi anni.
Non tanto per quello che rappresenta oggi, quanto per quello che segna: potrebbe essere l’ultimo vero BRAVIA della vecchia scuola prima che il marchio passi sotto l’ombrello della joint venture BRAVIA Inc., l’accordo tra Sony e TCL che unisce la qualità d’immagine e l’expertise sul software di Sony alla scala produttiva e alla filiera di TCL. Il primo TV True RGB e, forse, l’ultimo di un’epoca che conosciamo da vent’anni.
Qualche giorno fa abbiamo raccontato il Sony BRAVIA 3 II [in un’altra recensione su MisterGadget], un televisore pensato per convincere con l’affidabilità del marchio a un prezzo abbordabile. Qui il discorso cambia completamente categoria.
Il BRAVIA 9 II non deve convincere nessuno sul rapporto qualità prezzo: deve dimostrare che la tecnologia True RGB è davvero un passo avanti rispetto al Mini LED tradizionale, e magari anche rispetto all’OLED che ha dominato la fascia alta per un decennio.
Sony BRAVIA 9 II (modello K-65XR95M2, diagonale 65 pollici) è disponibile anche nei formati da 75, 85 e 115 pollici, ma non in un 98 pollici, sorprendentemente assente dalla gamma. Il listino della versione da 65 pollici è di 3.499 euro.
Lo abbiamo provato insieme al sistema audio top di gamma di Sony: la soundbar a tre elementi BRAVIA Theatre Trio(1.999 euro), il subwoofer BRAVIA Theatre Sub 9 (899 euro) e i diffusori posteriori BRAVIA Theatre Rear 9 (799 euro). Un ecosistema audio che, da solo, costa 3.697 euro, quasi quanto il televisore stesso.
Per anticipare la sintesi: il pannello True RGB è tecnicamente impressionante e il local dimming è il migliore mai visto su un LCD Sony, ma dire che supera l’OLED sarebbe prematuro. E a questi prezzi, la concorrenza non aspetta nessuno.
+ Luminosità di picco impressionante
+ Audio integrato di ottimo livello
+ Design elegante con piedistallo premium
– In alcuni contenuti il True RGB dà una sensazione di minore profondità rispetto all’OLED
Cos’è il True RGB e perché non è la stessa cosa dell’OLED
Vale la pena fermarsi un momento a spiegare la tecnologia, perché il marketing rischia di confondere più che chiarire. Un normale TV LED o Mini LED illumina il pannello con LED blu ricoperti da uno strato di fosfori o quantum dot che trasformano quella luce in bianco.
Quel bianco passa poi attraverso i filtri colorati dei singoli pixel (rosso, verde, blu) per ottenere l’immagine finale. È un processo che funziona, ma che spreca parte della luce nel filtraggio e limita quanto colore saturo si può ottenere alle luminosità più alte.
Il True RGB di Sony, basato sulla tecnologia RGB Backlight Master Drive Pro, elimina il passaggio intermedio: i LED rosso, verde e blu della retroilluminazione vengono controllati singolarmente e generano il colore direttamente alla fonte, senza bisogno di filtrarlo da una luce bianca.
Il risultato è un volume di colore più ampio anche a luminosità elevate, senza che le tinte si scoloriscano quando l’immagine diventa molto luminosa.
È comunque un pannello LCD con retroilluminazione, quindi diverso dall’OLED, dove ogni singolo pixel è un diodo organico che produce luce e colore contemporaneamente e può quindi spegnersi completamente pixel per pixel, ottenendo un nero assoluto.
Il True RGB non arriva a quel livello di controllo puntuale, ma raggruppando i LED RGB in migliaia di zone di dimming indipendenti si avvicina parecchio al contrasto dell’OLED, mantenendo il vantaggio tipico dell’LCD sulla luminosità di picco e l’assenza di rischio di burn-in.
Qualità d’immagine: il local dimming più preciso mai visto su un Sony
Sul pannello da 65 pollici, il BRAVIA 9 II conta 1.530 zone di dimming indipendenti, ciascuna delle quali controlla quattro LED RGB, per un totale di oltre 4.500 zone RGB effettive. È un numero che spiega da solo perché la precisione del controllo della luce sia semplicemente strepitosa: le transizioni tra aree chiare e scure dello stesso fotogramma avvengono con un livello di dettaglio che sui Mini LED tradizionali semplicemente non si vede.
La luminosità è impressionante: nei nostri test rapidi il televisore ha superato senza sforzo i 3.600 nit in modalità Professionale su una finestra HDR al 10%, con alcune misurazioni indipendenti che parlano di picchi vicini ai 4.000 nit in modalità non calibrata.
La copertura dello spazio colore BT.2020 si attesta intorno al 91% quando il pannello lavora in modalità RGB completa, mentre scende sensibilmente se si passa alla modalità di retroilluminazione bianca tradizionale, un’opzione pensata più per i professionisti che vogliono verificare la resa su TV non RGB che per l’uso quotidiano.
Ecco il punto su cui vale la pena essere onesti: dire che il True RGB supera l’OLED è ancora prematuro. Molto dipende dal contenuto di partenza. In alcuni casi, soprattutto su scene molto scure con dettagli fini nelle ombre, si percepisce una leggera mancanza di profondità rispetto a quello che un pannello OLED di fascia alta restituisce.
Quello che sorprende, invece, è la qualità dei neri nonostante la luminosità molto più elevata rispetto a un OLED tradizionale: i neri restano compatti, senza quell’effetto grigiastro che affliggeva i Mini LED di qualche anno fa.
Il nuovo trattamento antiriflesso Immersive Black Screen Pro aiuta parecchio in questo senso, perché riduce i riflessi ambientali senza il classico effetto lavato tipico di certi schermi opachi meno riusciti.
Audio integrato: sorprendentemente buono, ma non un sostituto
Il comparto audio del televisore, da solo, merita una menzione speciale. Il sistema Acoustic Multi-Audio+ è passato da una configurazione 5.1.2 a una 5.1.4 canali tramite elaborazione ed emulazione del segnale, con i driver principali riposizionati più in alto nel telaio rispetto alla generazione precedente.
Il risultato è un audio integrato tra i migliori mai sentiti su un televisore: i dialoghi restano ancorati all’azione sullo schermo, e le scene con effetti dall’alto grazie a Dolby Atmos aggiungono una dimensione che raramente si trova negli speaker di un TV.
Detto questo, non bisogna aspettarsi miracoli. In alcuni contenuti, soprattutto quelli con colonne sonore dense, l’audio dà una sensazione di compressione, ed è comunque privo dell’impatto sui bassi che solo un subwoofer dedicato può offrire.
Per chi acquista solo il televisore, senza sistema esterno, il risultato resta comunque già buono e ampiamente sufficiente per l’uso quotidiano.
BRAVIA Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9: il sistema audio da quasi 3.700 euro
Qui arriva la parte che separa davvero gli appassionati dagli audiofili con un budget serio. BRAVIA Theatre Trioabbandona il concetto di soundbar unica per un sistema a tre elementi: due diffusori sinistro e destro completamente wireless, più un elemento centrale collegato via HDMI, per un totale di 9 unità speaker.
Ogni diffusore frontale monta un sistema a due vie con woofer e tweeter dedicati, mentre il centro aggiunge due woofer e un tweeter per dialoghi più nitidi. I nuovi speaker orientati verso l’alto, più grandi rispetto alla generazione precedente, riflettono il suono dal soffitto, e la tecnologia 360 Spatial Sound Mapping crea fino a 24 speaker virtuali nella stanza.
A questo si aggiungono i diffusori posteriori BRAVIA Theatre Rear 9, con driver in alluminio orientati sia in avanti che verso l’alto per il canale surround e quello in altezza, e il subwoofer BRAVIA Theatre Sub 9, con doppio driver da 200 mm in configurazione opposta (un accorgimento che annulla le vibrazioni del cabinet) e un amplificatore S-Master da 600 W. Si possono collegare anche due Sub 9 in parallelo per ambienti più grandi.
Il conto, però, si fa sentire. Il Trio da solo costa 1.999 euro, il Rear 9 799 euro e il Sub 9 899 euro: un totale di 3.697 euro solo per il comparto audio, quasi quanto il televisore. Parliamo di una proposta pensata per chi vuole installare il proprio sistema in un ambiente dove può davvero sfruttare tutta questa qualità, non per chi cerca un semplice miglioramento sopra gli speaker del TV.
Menu e smart TV: la stabilità di Google TV con Gemini
Su questo fronte non cambia molto rispetto alla generazione precedente, e va bene così: Google TV resta una delle piattaforme più complete sul mercato, ora con il supporto di Gemini per il controllo vocale e una quantità pressoché infinita di app installabili, compreso un tasto dedicato a Crunchyroll sul nuovo telecomando.
Il vantaggio di questa piattaforma è proprio la sua maturità: non ci sono sorprese, solo un’esperienza fluida che si integra bene con l’ecosistema Sony Pictures Core, dal quale arrivano 10 crediti film in omaggio con l’acquisto del televisore, utilizzabili anche su contenuti IMAX Enhanced.
Design: bellissimo su piedistallo, perfetto a parete
Il piedistallo centrale Mirage Stand, che combina acciaio sottile e un pannello semitrasparente, dona sicuramente più eleganza all’insieme, creando quell’effetto di schermo fluttuante che il marketing di Sony ama tanto citare.
La gestione dei cavi è integrata nel supporto e il risultato visivo è davvero pulito. Detto questo, dal nostro punto di vista questo televisore trova la sua massima espressione se montato a parete, in un contesto super minimal dove la cornice sottile con la texture ondulata Harmonic Presence può risaltare senza distrazioni.
Porte e connessioni: qui Sony ha fatto una scelta discutibile
Peccato per la dotazione delle porte. Delle quattro porte HDMI disponibili, solo due supportano la piena banda HDMI 2.1 a 48 Gbps, e una di queste funge anche da ingresso eARC.
Secondo quanto dichiarato da Sony, la scelta dipende dalla piattaforma MediaTek Pentonic scelta per il TV, che supporta nativamente solo due ingressi HDMI 2.1 a piena banda.
È una limitazione che si sente per un televisore che ambisce a una fascia alta del mercato, soprattutto ora che diversi concorrenti sono passati a quattro porte HDMI 2.1 complete sui loro modelli di punta.
Gaming: buono, non eccezionale
Il BRAVIA 9 II gestisce bene PS5 e PS5 Pro, con Auto Mapping della Tonalità HDR e passaggio automatico alla modalità Gioco. I tempi di risposta misurati si attestano intorno ai 17 millisecondi a 60 Hz e ai 9 millisecondi a 120 Hz: buoni, ma non ai livelli dei migliori TV da gaming puro sul mercato.
Chi cerca il massimo assoluto in termini di reattività, soprattutto su PC con frequenze di aggiornamento molto elevate, troverà altrove proposte più mirate. Per chi gioca su console e vuole semplicemente un’immagine di riferimento, il BRAVIA 9 II resta comunque solido.
Domande frequenti su Sony BRAVIA 9 II, Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9
Cos’è la tecnologia True RGB di Sony? È un sistema di retroilluminazione che usa LED rossi, verdi e blu controllati singolarmente al posto dei LED blu con filtro bianco dei Mini LED tradizionali. Genera il colore direttamente alla fonte, ottenendo un volume cromatico più ampio alle alte luminosità.
Il True RGB supera l’OLED? Non ancora del tutto. Il local dimming del BRAVIA 9 II è il più preciso mai visto su un LCD Sony e la qualità dei neri è sorprendente, ma su alcuni contenuti scuri si percepisce ancora una leggera mancanza di profondità rispetto ai migliori pannelli OLED.
Quanto costa l’intero sistema Sony BRAVIA 9 II con Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9? Il televisore da 65 pollici ha un listino di 3.499 euro. Il sistema audio composto da Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9 costa altri 3.697 euro, per un investimento complessivo di oltre 7.100 euro.
Perché il BRAVIA 9 II ha solo due porte HDMI 2.1 a piena banda? La piattaforma MediaTek Pentonic utilizzata dal televisore supporta nativamente solo due ingressi HDMI 2.1 a 48 Gbps. Le altre due porte HDMI presenti non gestiscono la piena banda 2.1.
Serve davvero il sistema audio Theatre Trio per godersi il BRAVIA 9 II? No. L’audio integrato del televisore, con sistema Acoustic Multi-Audio+ a 5.1.4 canali, è già tra i migliori mai sentiti su un TV. Il Theatre Trio aggiunge un salto di qualità ulteriore, ma è pensato per chi ha budget e ambiente adatti a sfruttarlo appieno.
Cosa significa la joint venture Sony-TCL per il futuro dei TV BRAVIA? Sony e TCL hanno costituito BRAVIA Inc., una joint venture che unisce la qualità d’immagine e il software di Sony alla scala produttiva di TCL. Il BRAVIA 9 II potrebbe essere uno degli ultimi modelli di punta sviluppati interamente secondo la vecchia filosofia Sony.
Verdetto: che faccio, lo compro?
Partiamo dal numero che pesa più di tutti: 3.499 euro solo per il televisore, che salgono a oltre 7.100 euro se si vuole l’intero ecosistema audio con Theatre Trio, Rear 9 e Sub 9. Sono cifre che entrano in una fascia di mercato dove la concorrenza, tra OLED di fascia alta e Mini LED RGB di altri marchi, è spietata.
Il posizionamento di prezzo di Sony sarà sicuramente un ostacolo importante rispetto a quello che il mercato offre oggi a cifre simili o leggermente inferiori.
Detto questo, il BRAVIA 9 II resta un prodotto profondamente interessante, anche solo per quello che rappresenta: la dimostrazione che Sony, nonostante la joint venture con TCL all’orizzonte, ha ancora voglia e capacità di spingere la tecnologia LCD in territori che l’OLED considerava propri.
Il local dimming è il migliore mai visto su un pannello Sony, la luminosità permette di sistemare il televisore anche nella stanza più luminosa senza compromessi, e l’audio integrato regge egregiamente anche senza sistema esterno.
Il pubblico giusto per questo televisore è chi vuole il meglio assoluto dell’immagine LCD oggi disponibile, chi ha una stanza molto luminosa dove un OLED soffrirebbe di riflessi, e chi non si spaventa all’idea di completare l’esperienza con un sistema audio di pari livello.
Chi invece guarda soprattutto al buio e cerca il nero più assoluto possibile dovrebbe comunque considerare un OLED di fascia alta, magari della stessa Sony. Ci piace, ma il prezzo impone sicuramente una riflessione supplementare.
