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Recensione Marvel Tōkon: Fighting Souls, il miglior picchiaduro a squadre degli ultimi anni

Illustrazione in stile fumetto manga con i protagonisti di Marvel Tōkon: Fighting Souls, tra cui Capitan America, Iron Man, Tempesta, Ghost Rider, Spider-Man e Dottor Destino in pose dinamiche.

Arc System Works confeziona un’opera che unisce l’anima classica dei tag fighter a un design moderno e accessibile, capace di conquistare sia i veterani che i neofiti del genere.


Marvel Tōkon: Fighting Souls
Marvel Tōkon: Fighting Souls rappresenta un vero e proprio trionfo di design moderno applicato a un’impalcatura classica. Sebbene i puristi storici possano inizialmente avvertire la mancanza dell’estrema complessità tecnica che ha definito pietre miliari come Marvel vs Capcom 2, il titolo targato Arc System Works compie una scelta di compromesso coraggiosa e assolutamente vincente.
Abbassando le barriere all’ingresso, il gioco spalanca le porte del genere a una nuova generazione di appassionati, offrendo un sistema di controllo elegante che premia l’intuito senza mai rinunciare all’incredibile spettacolo visivo. Supportato da una direzione artistica ispirata e coloratissima, questo picchiaduro a squadre è un’esperienza esplosiva e appagante che si guadagnerà rapidamente un posto fisso nelle vostre serate di gioco, sia online che sul divano con gli amici.

Pro

+ Estetica nipponica eccezionale e design rinfrescante.
+ Gameplay accessibile a tutti e controlli universali.
+ Caos dei match 4 contro 4 ben gestito.
+ Personaggi sbloccabili giocando le varie modalità offline.

Contro

– Manca la profondità tecnica dei titoli storici.
– Le modalità per giocatore singolo durano poco.
– Problemi di prestazioni evidenti sulla versione PC.

Ogni volta che leggo le parole “successore spirituale” associate a un nuovo videogioco, un brivido di preoccupazione mi corre lungo la schiena. È un’etichetta che fissa un’asticella altissima nella mente dei fan storici, un traguardo spesso impossibile da raggiungere. E mettiamo subito le cose in chiaro: questo non è il nuovo capitolo di Marvel vs Capcom.

Tuttavia, dopo averci speso svariate ore su PS5, posso affermarlo con certezza: si tratta del miglior picchiaduro a squadre (o tag fighter, per i puristi del genere) che io abbia giocato negli ultimi anni. Sviluppato da Arc System Works e pubblicato da PlayStation, il titolo è disponibile su PC (tramite Steam ed Epic Games Store) e su PlayStation 5.

Ma cosa c’è esattamente in questo pacchetto?

Le basi: eroi e cattivi pronti alla rissa

Marvel Tōkon: Fighting Souls è, alla base, un picchiaduro 2D a squadre in formato quattro contro quattro. Questo significa che avrete la possibilità di selezionare il vostro dream team di eroi e cattivi attingendo da un roster di 20 personaggi, per poi lanciarli in epici scontri online contro altri giocatori o nelle diverse modalità per giocatore singolo.

Inquadratura corale dal basso verso l'alto di due squadre Marvel in procinto di scontrarsi a mezz'aria. Da una parte vediamo Capitan America e Ms. Marvel, dall'altra spiccano l'enorme armatura Hulkbuster di Iron Man e Tempesta.
Marvel Tōkon: Fighting Souls si impone non solo come un tributo d’amore alla libertà dei classici tag fighter del passato, ma come un titolo moderno e accessibile, pronto a conquistare le serate tra amici e la scena competitiva online. (MisterGadget.Tech)

L’offerta iniziale propone opzioni di allenamento e una personalizzazione di base dell’account: insomma, un pacchetto piuttosto standard ma estremamente solido.

Un’estetica nipponica che rigenera l’universo Marvel

Dove il titolo spicca in maniera dirompente è nella sua formidabile direzione artistica. Negli anni abbiamo visto innumerevoli giochi dedicati alla Casa delle Idee, dai tie-in cinematografici un po’ scialbi agli adattamenti più fedeli all’estetica dei comic americani.

Il team di Tōkon ha invece scelto di presentare l’universo Marvel attraverso una particolarissima lente giapponese, ridisegnando i personaggi con uno stile e un dinamismo che solo i maestri di Arc System Works potevano concepire. È stata una decisione brillante, capace di spazzare via del tutto quella “stanchezza da supereroi” che iniziavo a provare anche per i volti più noti.

Prendiamo Capitan America. Di base è un bravo ragazzo con uno scudo fantastico, ma qui sfoggia un look fedele e al contempo rinfrescato da piccoli dettagli, come le ali sull’elmetto o i pesanti stivali da battaglia abbinati a una giacca tattica. Tuttavia, è sui personaggi che vediamo meno spesso che questo approccio paga maggiormente. Goblin ne è l’esempio lampante: un concentrato di follia che striscia inquietantemente a terra per poi librarsi in modo minaccioso sul suo aliante.

Schermata di pre-partita di Marvel Tōkon: Fighting Souls che mostra una squadra composta da Capitan America, Ms. Marvel, Dottor Destino e Star-Lord pronti al combattimento su uno sfondo spaziale blu con una griglia luminosa
Il caotico ma calcolato formato quattro contro quattro permette di creare squadre ibride, mescolando supereroi e cattivi storici per trovare le sinergie e gli assist perfetti per il proprio stile di combattimento. (MisterGadget.Tech)

Inoltre, l’estetica da fumetto retrò permea ogni angolo dell’interfaccia, con riquadri dinamici che circondano i menù e texture a puntini che richiamano la classica stampa a mezzatinta. Sono dettagli da veri nerd, ma rendono l’esperienza a schermo incredibilmente gioiosa e colorata.

Gameplay: accessibilità senza sacrificare lo spettacolo

È pad alla mano, però, che Tōkon si rivela una vera chicca. Il gioco fonde magnificamente gli elementi classici dei tag fighter vecchi di decenni con le tendenze più moderne del genere, abbassando la barriera d’ingresso senza mai sacrificare l’effetto “wow”.

C’è un prezzo da pagare per questa accessibilità? Sì. Il gioco non è frenetico o caotico come i classici alla Marvel vs Capcom 2. I movimenti possono sembrare a tratti più lenti, e il sistema di combattimento è stato chiaramente studiato per seguire una determinata filosofia. All’inizio, le combo base funzionano in modo simile per quasi tutto il cast, rischiando di far sembrare i personaggi un po’ troppo simili tra loro.

Fortunatamente, questa sensazione svanisce in fretta. I punti di forza individuali di ogni combattente aprono la strada a combo uniche e sorprendenti che, seppur meno libere e complesse rispetto ai titoli del passato, riescono a dare enormi soddisfazioni.

Nelle affollate strade di New York, Capitan America si ripara dietro il suo iconico scudo generando una barriera energetica per bloccare un potente attacco esplosivo dell'armatura Hulkbuster di Iron Man. In basso a destra compare la scritta "Counter!!"
Il vero spettacolo visivo esplode verso i round finali: man mano che la partita avanza, l’intero team si sblocca, permettendo di incatenare attacchi combinati a schermo e di sfruttare complesse meccaniche di contrattacco. (MisterGadget.Tech)

Il risultato è un gioco facilissimo da prendere in mano. Iniziate premendo pulsanti a caso per capire le basi, poi aggiungete il tasto dedicato agli assist per integrare gli attacchi di squadra, e in breve tempo vi ritroverete a concatenare mosse e abilità finali in modo naturale. A differenza di titoli come Street Fighter 6 o 2XKO, Marvel Tōkon offre un unico sistema di controllo universale che supporta in egual modo chi è alle prime armi e chi cerca la tecnica sopraffina. Tutti scalano la stessa, elegante gradinata.

Il caos calcolato dei match 4 contro 4

Un picchiaduro 4 contro 4 dovrebbe essere un disastro visivo illeggibile. E a volte lo è. Ma c’è un trucco: il caos non vi viene gettato addosso fin dal primo secondo.

La vostra squadra si sblocca gradualmente durante l’incontro (magari sfondando un muro con un avversario o perdendo un round), permettendovi di abituarvi all’azione. Di conseguenza, ogni partita costruisce un crescendo naturale verso il round finale, culminando in una spettacolare rissa totale.

Modalità per giocatore singolo e il comparto Multigiocatore

Per chi preferisce giocare da solo ci sono cinque episodi per giocatore singolo, ognuno incentrato su una squadra diversa. Completarli richiederà circa un’ora ciascuno: non sono particolarmente difficili, ma offrono belle sequenze animate e, soprattutto, sbloccano nuovi personaggi come ricompensa (vi ricordate quando i giochi facevano questo invece di vendervi tutto nello store?).

Tra le altre distrazioni troviamo l’Arcadia Rumble (una sorta di caotico party game) e una dura modalità sopravvivenza da 100 round, che premia i più tenaci con schemi di colori speciali per l’intero roster.

Il letale simbionte rosso Carnage sferra un colpo di grazia al Dottor Destino in un'arena che ricorda un parco cittadino. A centro schermo campeggia la grande scritta "K.O." in classico stile picchiaduro arcade.
Gli scontri sanno essere brutali e spettacolari. Grazie a un sistema di controllo universale e intelligente, anche i giocatori meno esperti possono mettere a segno combo devastanti e mosse finali fin dalle primissime partite. (MisterGadget.Tech)

L’online resta comunque il vero cuore pulsante del gioco. Troviamo i classici match amichevoli e classificati, arricchiti dal tocco inconfondibile di Arc System Works: le lobby esplorabili, dove potrete muovere un avatar in versione “chibi” per avvicinarvi a dei veri e propri cabinati arcade virtuali e sfidare gli avversari. Molto apprezzata anche la presenza di una modalità Torneo direttamente nel menù principale, appoggiata all’infrastruttura ufficiale PlayStation, perfetta per chi vuole assaporare il lato competitivo comodamente da casa.

I problemi tecnici su PC e l’isolamento su console

Non si può ignorare che, al lancio, la versione PC abbia sofferto di gravi problemi di prestazioni, risultando a tratti ingiocabile. Giocando per questa recensione su PS5, gli scontri online contro gli utenti PC sono stati spesso disastrosi a causa dei pesanti rallentamenti.

Fortunatamente, disattivando il crossplay è stato possibile isolare la playerbase console e godere di un’esperienza online fluida e quasi impeccabile. Una recente patch sembra aver in gran parte arginato il problema su computer, ma riattivando il crossplay mi è capitato ancora di incontrare giocatori PC con grossi problemi di stabilità. È un ostacolo che, si spera, verrà limato del tutto col tempo.

Marvel Tōkon: che faccio, lo compro?

Se lo slegato dall’ingombrante eredità della serie Marvel vs Capcom, Marvel Tōkon è un videogioco formidabile. Spesso mi capita di rimpiangere l’estrema libertà e la folle complessità dei capitoli storici, ma forse questa nuova via è quella fisiologica e necessaria.

Spider-Man esegue un rapido calcio volante in allungo colpendo Ghost Rider, il quale è avvolto dalle fiamme, all'interno di una caverna oscura illuminata da misteriose incisioni rupestri di colore verde.
Il roster pesca a piene mani dall’immenso multiverso fumettistico, offrendo lottatori con abilità, pesi e mobilità uniche che garantiscono un’eccellente varietà tattica, nonostante l’apparente semplificazione dei comandi base. (MisterGadget.Tech)

È un po’ come il passaggio dalla fotografia su pellicola a quella digitale. La pellicola richiedeva fatica, sacrifici e grande abilità manuale, ma garantiva risultati purissimi. Il digitale ha automatizzato molti processi e ridotto il rischio di errori, sacrificando un po’ di quella magia cruda in favore della totale accessibilità. I veterani dei picchiaduro si troveranno probabilmente nella stessa posizione dei nostalgici della pellicola. Tuttavia, abbassare la barriera d’ingresso e alleggerire alcune difficoltà storiche era il passo giusto da compiere.

Marvel Tōkon: Fighting Souls è un’aggiunta trionfale al panorama dei tag fighter, un titolo coraggioso che unisce una direzione artistica sbalorditiva a un sistema di combattimento esplosivo e divertente. Si è già guadagnato un posto fisso nelle mie serate di gioco, e credo proprio che ci resterà a lungo.

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