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Il mercato degli smartphone continua a rallentare nel 2026. Secondo Counterpoint calano le spedizioni dei chip Qualcomm e MediaTek, mentre Apple, Samsung e Unisoc crescono.
La crisi che sta colpendo il mercato degli smartphone continua a produrre effetti lungo tutta la filiera. Dopo mesi di rincari delle memorie e costi di produzione sempre più elevati, arrivano nuovi dati che confermano un rallentamento significativo anche per i produttori di processori mobili. Secondo le ultime analisi di Counterpoint Research, il primo semestre del 2026 si è chiuso con una netta contrazione delle spedizioni di chipset destinati agli smartphone, un segnale che riflette le difficoltà di un settore ancora alle prese con la crescente domanda di componenti per l’intelligenza artificiale.
I più penalizzati sono Qualcomm e MediaTek, leader storici del mercato Android, mentre alcuni concorrenti, tra cui Apple, Samsung e Unisoc, stanno riuscendo a guadagnare terreno grazie a strategie differenti e a una diversa distribuzione dei propri prodotti.
La crisi delle memorie continua a pesare
Alla base della frenata c’è ancora una volta la forte richiesta di memorie DRAM e NAND da parte dei grandi operatori dell’intelligenza artificiale.
I principali produttori di chip, come Samsung, Micron e SK Hynix, stanno concentrando gran parte della produzione sulle infrastrutture destinate ai data center AI, dove la domanda continua a crescere rapidamente. Di conseguenza, il mercato consumer deve fare i conti con una disponibilità ridotta di componenti e con prezzi che, in alcuni casi, sono arrivati a essere tre o quattro volte superiori rispetto ai livelli abituali.
Questo aumento dei costi si riflette inevitabilmente anche sui produttori di smartphone e sui fornitori di processori, che vedono diminuire i volumi di vendita soprattutto nelle fasce di prezzo più accessibili.
Qualcomm e MediaTek registrano il calo più pesante
Secondo Counterpoint Research, nel primo semestre del 2026 le spedizioni globali di system-on-chip destinati agli smartphone sono diminuite del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La situazione è ancora più difficile per Qualcomm e MediaTek, che registrano entrambe una contrazione di circa il 25% nelle consegne dei propri chipset.
Si tratta di un risultato che conferma le difficoltà già emerse negli ultimi mesi. Qualcomm, proprio di recente, ha annunciato un aumento dei prezzi dei propri processori a partire da settembre, una scelta motivata dall’incremento dei costi dei componenti e dalla riduzione dei margini nel settore smartphone.
La fascia economica è quella che soffre di più
Il rallentamento non interessa tutte le categorie di prodotto allo stesso modo. Le maggiori difficoltà riguardano infatti gli smartphone di fascia economica e medio-bassa, dove i margini di profitto sono più contenuti e gli aumenti dei costi risultano più difficili da assorbire senza incidere sul prezzo finale.
Diversa è invece la situazione nel segmento premium. I chipset di fascia alta, come lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 e il MediaTek Dimensity 9500, continuano a registrare una domanda sostenuta, segno che il mercato dei dispositivi più costosi resta relativamente stabile nonostante il contesto economico.
Apple, Samsung e Unisoc vanno in controtendenza
Se Qualcomm e MediaTek attraversano una fase complicata, altri produttori stanno beneficiando di circostanze differenti. Apple continua a registrare una domanda elevata per la gamma iPhone 17, che sostiene la produzione dei processori A19 e A19 Pro e contribuisce alla crescita delle spedizioni.
Anche Samsung migliora la propria posizione grazie al ritorno della doppia strategia che combina processori Snapdragon ed Exynos nella gamma Galaxy S26. Lo scorso anno molti modelli della serie Galaxy S25 utilizzavano esclusivamente chip Qualcomm, mentre oggi una parte della produzione è tornata ad affidarsi alle soluzioni sviluppate internamente.
Un andamento positivo interessa anche Unisoc, che continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli smartphone più economici. I suoi processori, spesso limitati al supporto delle reti 4G, consentono ai produttori di mantenere prezzi competitivi in una fase in cui il costo dei componenti continua a salire.
Marchi come Redmi e POCO, ad esempio, stanno scegliendo in alcuni casi di rinunciare al 5G pur di evitare ulteriori aumenti di prezzo sui modelli entry level.
Il 2026 potrebbe chiudersi con un altro calo
Le prospettive per i prossimi mesi non sembrano particolarmente incoraggianti. Counterpoint Research prevede che le spedizioni globali di chipset per smartphone registreranno una contrazione del 14% nell’intero 2026. Ancora più marcato potrebbe essere il calo nella fascia economica, dove le consegne rischiano di diminuire fino al 30%.
Le difficoltà sono destinate a proseguire almeno nel breve periodo. Secondo le stime più recenti, il mercato delle memorie non dovrebbe tornare a condizioni di normalità prima della seconda metà del 2027, lasciando presagire un altro anno caratterizzato da componenti costosi e margini ridotti.
L’intelligenza artificiale continua a cambiare il mercato
Il rallentamento del settore smartphone rappresenta uno degli effetti indiretti della crescente diffusione dell’intelligenza artificiale.
La domanda di hardware destinato ai data center sta assorbendo una quota sempre maggiore della produzione mondiale di memorie, modificando gli equilibri di un’intera industria. Chi produce componenti per le infrastrutture AI continua a beneficiare di una domanda record, mentre il comparto consumer deve fare i conti con costi più elevati e una disponibilità inferiore di risorse.
Per Qualcomm e MediaTek la sfida dei prossimi mesi sarà trovare nuove strategie per difendere i margini e mantenere competitivi i propri prodotti. Nel frattempo, produttori come Apple, Samsung e Unisoc sembrano aver individuato percorsi alternativi per affrontare una delle fasi più complesse vissute dal mercato degli smartphone negli ultimi anni.
