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Gli smartphone costeranno ancora di più: ecco perché

La crisi dei chip colpisce ancora: Qualcomm alza i prezzi

Qualcomm aumenterà i prezzi dei processori dal 1° settembre. Il rincaro potrebbe tradursi in smartphone più costosi nei prossimi mesi, mentre la crisi dei chip continua a pesare sul settore.

Gli smartphone potrebbero diventare ancora più costosi nei prossimi mesi. Dopo il forte aumento dei prezzi delle memorie, che ha già inciso sui costi di produzione di computer, console e dispositivi elettronici, arriva un’altra notizia destinata a influenzare il mercato. Qualcomm, uno dei principali produttori mondiali di processori per smartphone Android, ha annunciato un aumento dei prezzi dei propri chip che entrerà in vigore dal 1° settembre.

La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per l’intera industria. I produttori devono infatti fare i conti con componenti sempre più costosi e margini in diminuzione, una situazione che rende difficile assorbire gli aumenti senza trasferirne almeno una parte sul prezzo finale dei dispositivi.

I rincari scatteranno dal primo settembre

L’annuncio è arrivato nel corso della presentazione dei risultati finanziari trimestrali dell’azienda. Qualcomm ha confermato che tutti i processori destinati agli smartphone subiranno un aumento di prezzo a partire dal primo settembre.

L’azienda non ha comunicato ufficialmente l’entità dei rincari, ma secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane gli aumenti potrebbero raggiungere percentuali a due cifre. Se queste previsioni dovessero essere confermate, i produttori di smartphone si troverebbero a sostenere costi sensibilmente più elevati proprio mentre il settore sta già affrontando una fase particolarmente complessa.

Perché Qualcomm ha deciso di aumentare i prezzi

Alla base della decisione ci sono soprattutto il forte aumento del costo delle memorie e le difficoltà che continuano a interessare la catena di approvvigionamento dei componenti elettronici.

I moderni processori per smartphone integrano al loro interno CPU, GPU, modem 5G e numerose altre funzioni fondamentali per il funzionamento del dispositivo. Si tratta quindi di uno dei componenti più costosi dell’intero telefono e qualsiasi variazione del suo prezzo si riflette inevitabilmente sull’intera filiera produttiva.

Secondo Qualcomm, proprio l’incremento dei costi sostenuti negli ultimi mesi ha ridotto i margini della divisione dedicata agli smartphone, rendendo necessario un adeguamento dei listini.

Il mercato degli smartphone continua a rallentare

I risultati finanziari mostrano anche un’altra tendenza che riguarda direttamente Qualcomm. I ricavi derivanti dal settore smartphone sono diminuiti del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo il livello più basso dal 2021.

Si tratta di un dato che riflette le difficoltà di un mercato ormai maturo, dove i consumatori tendono a sostituire il proprio dispositivo meno frequentemente rispetto al passato e dove l’aumento dei prezzi rende ancora più difficile stimolare la domanda.

In questo contesto, i produttori si trovano a dover affrontare una doppia sfida: da un lato l’aumento dei costi dei componenti, dall’altro una crescita delle vendite sempre più contenuta.

Qualcomm guarda oltre gli smartphone

La strategia dell’azienda dimostra che il futuro non passerà esclusivamente dai telefoni. Qualcomm ha infatti confermato di voler ridurre progressivamente la dipendenza dal mercato smartphone, aumentando gli investimenti nei settori che stanno registrando la crescita più sostenuta, come i data center, l’intelligenza artificiale e il comparto automotive.

L’obiettivo dichiarato è particolarmente significativo: entro il 2029 solo un terzo del fatturato dovrebbe provenire dal business degli smartphone, mentre il resto sarà generato da mercati ritenuti più redditizi e con maggiori prospettive di sviluppo.

Anche la prevista riduzione delle forniture di modem destinati ai futuri smartphone si inserisce in questa strategia di diversificazione.

I produttori cercano già alternative

Di fronte all’aumento dei costi, alcune aziende stanno iniziando a modificare le proprie strategie. Una delle soluzioni più immediate consiste nell’utilizzare processori Qualcomm della generazione precedente invece degli ultimi modelli disponibili. Questa scelta permette di contenere i costi senza compromettere eccessivamente le prestazioni, soprattutto nella fascia media del mercato, dove il prezzo rappresenta uno degli elementi più importanti nella decisione d’acquisto.

Se la pressione sui componenti dovesse continuare anche nei prossimi trimestri, questa strategia potrebbe diventare sempre più diffusa, contribuendo ad allungare il ciclo di vita delle piattaforme hardware.

Prezzi sempre più alti per gli smartphone?

L’aumento annunciato da Qualcomm rappresenta un ulteriore tassello di una situazione che coinvolge l’intera industria tecnologica. Negli ultimi mesi il rincaro delle memorie ha già inciso pesantemente sui costi di produzione, mentre la crescente domanda di componenti destinati ai sistemi di intelligenza artificiale continua a esercitare una forte pressione sulla disponibilità delle risorse.

In questo scenario, è difficile immaginare che tutti gli aumenti possano essere assorbiti dai produttori. Una parte dei rincari potrebbe inevitabilmente riflettersi sui consumatori, soprattutto nei modelli di fascia alta che utilizzano i processori più recenti. Resta da vedere se la situazione dei componenti migliorerà nei prossimi mesi oppure se il mercato dovrà prepararsi a una nuova stagione di smartphone sempre più costosi.

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