Videogiochi

Come Il Signore degli Anelli ha stravolto per sempre la saga di Final Fantasy 25 anni fa

Immagine divisa a metà: a sinistra il gruppo di protagonisti di Final Fantasy X in un tempio, tra cui Tidus e Yuna, e a destra Gandalf e Gimli immersi nelle fiamme, tratti dai film de Il Signore degli Anelli.

Il decimo, leggendario capitolo della celebre serie Square Enix ha abbandonato le atmosfere cyberpunk per abbracciare un nuovo fantasy, anticipando strategicamente l’onda d’urto cinematografica di Peter Jackson. Una scommessa vinta che continuiamo a celebrare ancora oggi.

Quest’estate, il leggendario Final Fantasy X spegne ben 25 candeline. Per celebrare questo importante quarto di secolo, Square Enix ha rilasciato un nuovo trailer nostalgico e ha rilanciato il titolo nella sua versione remastered sulla nuovissima Nintendo Switch 2, accompagnato dal suo immancabile sequel, Final Fantasy X-2.

Chiunque abbia vissuto l’era d’oro della PlayStation 2 ricorda perfettamente l’impatto di questo gioco. Tuttavia, tra i tanti elementi che hanno reso questo JRPG (Gioco di Ruolo Giapponese) una pietra miliare assoluta, c’è un retroscena affascinante legato alla sua genesi.

I videogiocatori dell’epoca percepirono chiaramente che gli sviluppatori stavano cercando una fonte d’ispirazione radicalmente nuova per giustificare il salto generazionale verso l’allora potentissima architettura a 128-bit di PS2. Per creare un universo visivo e narrativo memorabile, Square Enix andò a pescare spunti direttamente da Hollywood, e più precisamente da una delle saghe cinematografiche più amate di tutti i tempi: Il Signore degli Anelli.

L’inaspettata influenza della Terra di Mezzo su Final Fantasy

Facciamo un salto indietro nel tempo. Prima dell’arrivo di FFX, i fan del franchise si erano ormai abituati ad ambientazioni estremamente moderne, cupe e industrializzate.

Il successo commerciale planetario di capolavori come Final Fantasy VII e Final Fantasy VIII poggiava su mondi dominati da reattori Mako, metropoli cyberpunk, treni corazzati e macchinari complessi, strizzando l’occhio alla pura fantascienza e allo steampunk.

Dopo una parentesi squisitamente nostalgica e fiabesca con Final Fantasy IX, il team di sviluppo originario del settimo e ottavo capitolo aveva il compito titanico di trovare una direzione artistica dirompente per il decimo episodio.

Tidus, il protagonista biondo di Final Fantasy X, osserva di spalle un vasto paesaggio in rovina punteggiato da rottami e antiche strutture sotto un cielo drammatico al tramonto.
L’abbandono delle metropoli iper-tecnologiche e cyberpunk in favore di un’ambientazione più mistica, legata alla natura e al ciclo della vita, si rivelò una scommessa vincente per il trionfale salto generazionale su PlayStation 2. (mistergadget.tech)

Recentemente, il co-direttore del gioco, Motomu Toriyama, ha svelato i dietro le quinte di questo processo creativo durante un’intervista ufficiale sul portale di Final Fantasy. Tutto è nato quando gli artisti di Square Enix sono venuti a conoscenza di un progetto colossale che stava per prendere vita a Hollywood.

Anticipare le tendenze della cultura pop

All’inizio degli anni 2000, il regista neozelandese Peter Jackson era nel pieno della faraonica produzione dell’adattamento cinematografico de Il Signore degli Anelli.

Questa notizia ebbe l’effetto di un vero e proprio terremoto creativo negli uffici dello studio nipponico. Toriyama ha spiegato che il team percepì immediatamente un imminente e massiccio cambiamento nei gusti e nelle aspettative del grande pubblico.

Le parole dello sviluppatore non lasciano spazio a dubbi: “Sapevamo che la produzione dei film de Il Signore degli Anelli era iniziata e abbiamo subito anticipato che ci sarebbe stata un’immensa ondata di popolarità per il genere fantasy in tutto il mondo”.

Questa brillante intuizione commerciale e culturale spinse i creatori ad abbandonare definitivamente i toni cupi della fantascienza per tornare a tematiche legate alla natura, alla spiritualità e al viaggio mistico.

La nascita di Spira: un mix tropicale per non copiare Tolkien

Nonostante la folgorazione per l’opera di J.R.R. Tolkien, l’azienda giapponese decise di giocare d’astuzia. I designer e gli art director (tra cui l’iconico Tetsuya Nomura) sapevano che ricalcare pedissequamente l’estetica medievale europea avrebbe reso il gioco una semplice copia.

Per questo motivo, il mondo di Spira fu costruito mescolando la matrice fantasy con fortissime influenze asiatiche, tropicali e legate alla cultura di Okinawa.

Elementi acquatici (basti pensare al Blitzball), vestiari esotici, architetture ispirate al sud-est asiatico e una forte riflessione sul ciclo della vita e della morte hanno garantito a Final Fantasy X un’identità visiva unica e inimitabile.

L'invocatrice Yuna, ripresa di spalle con il suo tipico bastone, si erge in acque poco profonde durante un suggestivo tramonto, circondata da rovine sommerse e palme tropicali.
Per evitare di ricalcare pedissequamente l’estetica medievale europea di Tolkien, Square Enix optò per la creazione di Spira, un mondo permeato da vibranti e inedite influenze asiatiche e tropicali. (mistergadget.tech)

Questa scelta di world-building ha permesso al gioco di distaccarsi totalmente dalla concorrenza, pur cavalcando l’incredibile entusiasmo globale per la rinascita della high fantasy.

Un trionfo strategico per la PlayStation 2

La strategia a tavolino di Square Enix si è rivelata di un’efficacia disarmante.

Final Fantasy X e il primo film della trilogia di Peter Jackson, La Compagnia dell’Anello, sono arrivati sul mercato quasi in contemporanea, dominando l’anno 2001. Il risultato? Le vendite del gioco sono letteralmente esplose, consacrando questo decimo capitolo come uno dei pilastri fondamentali dell’intera generazione PlayStation 2 (e portando per la prima volta nella serie l’uso del doppiaggio vocale e delle espressioni facciali mosse in tempo reale).

La scommessa di Motomu Toriyama e soci ha pagato nel migliore dei modi immaginabili. E oggi, a 25 anni di distanza, il successo colossale di FFX ci ricorda che l’osservazione attenta della cultura pop globale può essere la scintilla decisiva per forgiare capolavori immortali.

Banner di Mistergadget con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google

Change privacy settings
×