Come si fa

Smartphone in carica e in uso: la batteria si rovina davvero? La verità

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Il sospetto che usare il telefono mentre è in carica possa danneggiarne la batteria è uno dei miti tecnologici più radicati, al pari della convinzione che caricare il cellulare tutta la notte sia dannoso. Come spesso accade con le leggende sulla tecnologia, la realtà è più sfumata e molto meno allarmante.

È vero che tenere in mano lo smartphone mentre carica può rallentare i tempi di ricarica: il caricatore deve infatti dividere la potenza disponibile tra il riempimento della batteria e l’alimentazione delle app che si stanno usando in quel momento.

Ma questo non equivale a un danno permanente. L’unico vero rischio per la salute della batteria al litio nel lungo periodo è che l’uso combinato con la ricarica generi un accumulo di calore eccessivo, condizione che si verifica solo in scenari particolari, non durante la normale navigazione o la lettura delle email.

Cosa succede davvero quando si usa il telefono mentre carica

Quando si collega il caricatore a uno smartphone ancora in uso, il dispositivo divide l’energia disponibile: una parte va alla batteria, un’altra alimenta direttamente le funzioni attive. È un meccanismo di gestione dell’energia piuttosto elementare, pensato per non far scaricare il telefono mentre lo si utilizza.

Molti modelli recenti, però, integrano una funzione chiamata bypass charging, o ricarica by-pass. In questa modalità il dispositivo smette temporaneamente di caricare la batteria e convoglia tutta l’energia disponibile verso il funzionamento delle app, senza farla passare dalla cella.

Il vantaggio è duplice: le prestazioni migliorano, perché non c’è competizione per l’energia, e si riduce l’accumulo di calore, perché la batteria non lavora su due fronti contemporaneamente. Il rovescio della medaglia è che, mentre il bypass charging è attivo, la percentuale di carica non sale.

Per attività leggere come navigazione web o gestione della posta, il calore prodotto resta comunque trascurabile, con o senza bypass charging.

Il discorso cambia per i carichi di lavoro pesanti: sessioni di gaming prolungate o editing videomentre il telefono è collegato alla presa possono generare una quantità di calore sufficiente a stressare la cella al litio, e in casi estremi anche a far scattare il throttling della CPU, il meccanismo che riduce le prestazioni del processore proprio per contenere le temperature interne.

I falsi miti più diffusi sulla ricarica dello smartphone

Attorno alla batteria dei telefoni si è costruita negli anni una mitologia fatta più di sentito dire che di chimica. Vale la pena sfatarne i più comuni, perché alcuni continuano a influenzare le abitudini quotidiane di milioni di persone.

Il primo riguarda proprio la ricarica notturna: l’idea che lasciare il telefono collegato per ore dopo il raggiungimento del 100% lo danneggi è largamente superata.

Gli smartphone moderni integrano sistemi di gestione della batteria che interrompono il flusso di corrente una volta raggiunta la carica massima, ricorrendo poi a piccole ricariche di mantenimento (le cosiddette trickle charge) solo quando la percentuale scende di qualche punto durante la notte. Non si tratta di un flusso costante di energia che “sovraccarica” la cella.

Un secondo mito riguarda il caricatore più potente: usare un alimentatore con potenza superiore a quella supportata dal telefono non lo brucia e non ne accelera il degrado. Il chip di gestione integrato accetta solo la corrente che il dispositivo è progettato per ricevere, indipendentemente dalla potenza nominale del caricatore collegato.

L’unico accorgimento reale riguarda la qualità dell’accessorio: caricatori di scarsa qualità, con protezioni insufficienti, possono generare instabilità di tensione e quindi calore in eccesso.

C’è poi il retaggio delle vecchie batterie al nichel-cadmio, quelle affette dal cosiddetto effetto memoria, che perdevano capacità se non venivano scaricate completamente prima di ogni ricarica.

Le celle al litio dei telefoni attuali funzionano in modo completamente diverso e non risentono di questo fenomeno: anzi, è la scarica completa e frequente fino allo 0% a rappresentare uno stress reale per la cella, non il contrario.

Infine, il mito del “ciclo di rodaggio” per i telefoni nuovi, quello che vorrebbe una prima carica di dodici ore prima del primo utilizzo, è semplicemente superato dalla tecnologia attuale. Le batterie al litio arrivano dalla fabbrica già precondizionate e calibrate: si possono usare da subito, senza rituali particolari.

Il vero nemico della batteria: il range di carica e la temperatura

Se l’uso durante la ricarica non è il problema, cosa incide davvero sulla longevità della batteria? Gli esperti concordano su due fattori principali: il range di carica e la temperatura.

Mantenere la batteria costantemente tra il 20% e l’80% riduce lo stress chimico sulle celle e ne allunga la vita utile nel tempo, motivo per cui diversi produttori, tra cui Apple e Samsung, offrono impostazioni software che limitano di default la ricarica intorno all’80%.

Caricare fino al 100% occasionalmente non è dannoso, ma farlo sistematicamente, specie se il telefono resta collegato per ore dopo aver raggiunto il massimo, aggiunge un piccolo stress termico e chimico alla cella.

Caldo e freddo: come le temperature estreme influenzano la batteria

Il vero nemico numero uno di ogni batteria al litio, però, resta il calore. Le celle lavorano al meglio in un intervallo di temperatura relativamente ristretto, generalmente compreso tra i 16 e i 22 °C, mentre il range di funzionamento sicuro si estende più o meno da 0 °C a 35 °C.

Superare stabilmente questo limite superiore, per esempio lasciando il telefono al sole in auto durante l’estate o usandolo intensamente mentre è in carica, può danneggiare in modo permanente la capacità della batteria. Anche le custodie troppo spesse possono peggiorare la situazione, perché trattengono il calore proprio mentre il dispositivo carica: se il telefono scotta durante la ricarica, conviene rimuoverla.

Il freddo agisce in modo diverso: non causa danni permanenti immediati, ma altera temporaneamente il modo in cui la batteria eroga energia. Alle basse temperature le reazioni chimiche interne rallentano, la batteria fornisce meno corrente e il telefono può scaricarsi più rapidamente del previsto, arrivando in certi casi a spegnersi di colpo pur mostrando ancora una percentuale di carica residua.

Ricaricare un dispositivo sotto gli 0 °C è particolarmente rischioso: si rischia un fenomeno chiamato placcatura al litio, che riduce in modo permanente la capacità della cella. La combinazione tra freddo intenso e ricarica rapida è probabilmente lo scenario peggiore per la salute della batteria nel lungo periodo.

Come caricare al meglio lo smartphone: i consigli pratici

Alla luce di tutto questo, qualche buona abitudine può fare la differenza nel tempo. Tenere la carica tendenzialmente tra il 20% e l’80%, evitando sia le scariche complete che le permanenze prolungate al 100%, è probabilmente il singolo accorgimento più efficace.

Attivare, se disponibile, la funzione software che limita la ricarica massima aiuta a rispettare questo intervallo senza doverci pensare ogni giorno.

Durante sessioni di gaming intenso o editing video, se il telefono lo consente, vale la pena valutare la ricarica by-passper contenere il calore, anche a costo di non far salire la percentuale di batteria in quel momento.

In inverno, meglio lasciare che il dispositivo torni a temperatura ambiente prima di collegarlo al caricatore, se è stato esposto al freddo per un periodo prolungato, e privilegiare una ricarica lenta rispetto a quella più rapida possibile. In estate, invece, la priorità è evitare che il telefono resti esposto direttamente al sole mentre carica, e togliere la custodia se il dispositivo si scalda visibilmente.


Cosa sappiamo e cosa resta da chiarire

Cosa sappiamo:

  • Usare il telefono mentre carica non danneggia la batteria in condizioni normali di utilizzo, come navigazione o email.
  • Il vero rischio nasce quando uso intenso e ricarica generano insieme un eccesso di calore, come durante gaming prolungato o editing video.
  • Il calore estremo, oltre i 35 °C circa, è il principale fattore di degrado permanente della batteria.
  • Il freddo riduce temporaneamente le prestazioni ma non danneggia la cella, a patto di non caricarla sotto gli 0 °C.
  • Mantenere la carica tra il 20% e l’80% riduce lo stress chimico sulla batteria nel lungo periodo.

Cosa non sappiamo:

  • Quanto esattamente vari la soglia di rischio termico da un modello di smartphone all’altro, dato che ogni produttore applica soluzioni di gestione termica diverse.
  • Se e quando la ricarica by-pass diventerà una funzione standard su tutti i telefoni di fascia media, e non solo sui modelli più recenti o di fascia alta.

Domande frequenti su come caricare il telefono

Usare il telefono mentre carica fa davvero male alla batteria?
No, non nella maggior parte dei casi. Il problema si presenta solo se l’uso intenso combinato con la ricarica genera un accumulo di calore fuori dal normale.

Cos’è la ricarica by-pass e a cosa serve?
È una modalità che alimenta direttamente le funzioni del telefono senza far passare l’energia dalla batteria, riducendo il calore generato durante l’uso intenso mentre il dispositivo è collegato.

È vero che caricare il telefono di notte danneggia la batteria?
No, è un mito. I sistemi di gestione della batteria interrompono la ricarica al 100% e gestiscono piccole ricariche di mantenimento senza sovraccaricare la cella.

Qual è la temperatura ideale per caricare lo smartphone?
Il range ideale si colloca tra i 16 e i 22 °C, mentre è meglio evitare la ricarica sotto gli 0 °C e sopra i 35 °C per non danneggiare permanentemente la batteria.


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