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Crisi senza precedenti per gli smartphone: non accadeva dal 2013

Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013

e vendite globali di smartphone crollano ai livelli del 2013. La crisi delle memorie DRAM e NAND, alimentata dall’intelligenza artificiale, sta cambiando il mercato.

Per il mercato degli smartphone è uno dei momenti più difficili degli ultimi tredici anni. Le spedizioni globali continuano a diminuire e il secondo trimestre del 2026 registra numeri che non si vedevano dal 2013. A fotografare la situazione è l’ultimo report di Counterpoint Research, secondo cui il settore ha subito una flessione dell’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Dietro questo rallentamento non c’è un improvviso calo dell’interesse verso gli smartphone, ma un insieme di fattori economici e industriali che stanno cambiando profondamente il mercato. Il principale riguarda la disponibilità e il costo delle memorie DRAM e NAND, diventate improvvisamente molto più preziose a causa della crescente domanda proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Il risultato è semplice: produrre uno smartphone oggi costa molto di più rispetto a pochi anni fa e questo sta costringendo molti produttori ad aumentare i prezzi oppure a ridurre i margini di guadagno.

L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il mercato degli smartphone

Negli ultimi mesi si è parlato spesso della corsa all’intelligenza artificiale come di una competizione tra OpenAI, Google, Microsoft, Meta e le altre grandi aziende del settore. In realtà gli effetti di questa trasformazione stanno investendo anche il mercato dell’elettronica di consumo.

I grandi modelli linguistici richiedono enormi quantità di memoria per essere addestrati e utilizzati. Per questo motivo i produttori di DRAM e NAND stanno destinando sempre più capacità produttiva ai server destinati all’AI, lasciando meno disponibilità per smartphone, tablet e computer.

Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013
Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013 (mistergadget.tech)

La conseguenza è un forte aumento dei prezzi delle memorie, che rappresentano una delle componenti più costose di qualsiasi dispositivo moderno. Negli ultimi mesi Samsung, SK Hynix e gli altri principali produttori hanno progressivamente ritoccato i listini all’ingrosso, trasferendo questi aumenti lungo tutta la filiera. I produttori di smartphone si trovano così a pagare molto di più RAM e memoria di archiviazione, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.

La fascia economica è quella che soffre di più

L’impatto della crisi non è uguale per tutti. Gli smartphone premium riescono infatti ad assorbire meglio gli aumenti dei costi grazie a margini più elevati. Un dispositivo da mille euro può sopportare più facilmente un incremento di qualche decina di euro rispetto a un modello venduto a 200 o 300 euro. È proprio la fascia economica quella che sta pagando il prezzo più alto.

Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013
Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013 (mistergadget.tech)

Molti produttori si trovano davanti a una scelta difficile: aumentare i prezzi rischiando di perdere clienti oppure mantenere i listini invariati sacrificando gran parte dei margini di guadagno. Secondo gli analisti è proprio questo il motivo principale del rallentamento registrato nel secondo trimestre del 2026.

Samsung resta leader del mercato

Nonostante il quadro generale sia complicato, Samsung continua a mantenere la leadership mondiale. Secondo Counterpoint Research il produttore sudcoreano controlla il 24% del mercato globale degli smartphone. Una crescita sostenuta soprattutto dalla famiglia Galaxy S26, che ha ottenuto risultati superiori rispetto alla precedente generazione.

Il Galaxy S26 Ultra continua a rappresentare il modello di punta della gamma grazie alle nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, al Privacy Display e a una disponibilità di prodotto migliore rispetto a molti concorrenti.

Samsung ha inoltre gestito gli aumenti dei prezzi in maniera relativamente contenuta, riuscendo a rimanere competitiva anche in un contesto particolarmente difficile.

Apple continua a crescere

Se Samsung mantiene la prima posizione, Apple è probabilmente l’azienda che sta sfruttando meglio questa fase del mercato. Nel secondo trimestre del 2026 la quota di mercato della società di Cupertino è salita al 20%, il valore più alto mai raggiunto dall’azienda in questo periodo dell’anno.

Le spedizioni di iPhone sono aumentate del 3%, trainate soprattutto dalla famiglia iPhone 17, che continua a registrare un buon successo commerciale. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la politica dei prezzi.

A differenza di molti concorrenti, Apple non ha aumentato i listini degli iPhone durante il trimestre, pur avendo già ritoccato quelli di alcuni Mac e iPad. Questa strategia ha permesso all’azienda di conquistare nuovi clienti proprio mentre altri produttori erano costretti ad alzare i prezzi.

Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013
Crisi degli smartphone mai vista così dal 2013 (mistergadget.tech)

La situazione potrebbe però cambiare entro la fine dell’anno. Diverse indiscrezioni parlano infatti di aumenti previsti per i futuri iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e soprattutto per il primo iPhone pieghevole.

Xiaomi, OPPO e vivo pagano il prezzo della fascia media

Più complicata la situazione dei principali produttori cinesi. Xiaomi, OPPO e vivo hanno registrato un calo a doppia cifra delle spedizioni, un risultato che riflette la loro forte esposizione ai segmenti di prezzo più economici.

Proprio questi dispositivi sono quelli maggiormente colpiti dall’aumento del costo delle memorie. Per mantenere prezzi competitivi diventa infatti sempre più difficile offrire configurazioni con molta RAM e ampi tagli di archiviazione senza compromettere la redditività dei prodotti.

Non sorprende quindi che diversi produttori stiano rivalutando le proprie strategie, concentrandosi maggiormente sui modelli premium, dove i margini sono più elevati.

Google e Huawei vanno in controtendenza

Tra i pochi marchi che riescono a crescere spiccano Google e Huawei. Google registra un incremento delle spedizioni del 16%, sostenuto principalmente dall’ottima accoglienza ricevuta dalla serie Pixel 10 e dalle numerose funzionalità basate sull’intelligenza artificiale sviluppate direttamente dall’azienda. Anche Huawei continua il proprio recupero nel mercato cinese, con una crescita del 6% favorita dalla famiglia Mate 80 e da una presenza sempre più forte nel mercato domestico.

Entrambe le aziende stanno puntando molto sull’AI come elemento distintivo rispetto ai concorrenti.

La crisi continuerà anche nel 2027

Le prospettive per i prossimi mesi non sono particolarmente incoraggianti. Secondo Counterpoint Research la situazione delle memorie non dovrebbe migliorare nel breve periodo. La domanda proveniente dai data center destinati all’intelligenza artificiale continuerà infatti a crescere, mantenendo elevata la pressione sulla disponibilità di DRAM e NAND. Questo significa che i costi produttivi resteranno elevati anche nel 2027.

Per i consumatori potrebbe tradursi in smartphone mediamente più costosi oppure in dispositivi che, a parità di prezzo, offriranno configurazioni hardware meno generose rispetto al passato.

Il mercato sta cambiando definitivamente

La crisi attuale rappresenta probabilmente qualcosa di più di una semplice fase negativa. Per oltre dieci anni l’industria degli smartphone ha seguito una logica abbastanza prevedibile: ogni nuova generazione offriva più memoria, prestazioni superiori e prezzi relativamente stabili. Oggi questo equilibrio si è rotto.

L’intelligenza artificiale sta assorbendo una parte sempre maggiore delle risorse produttive dell’industria dei semiconduttori e gli smartphone devono competere con i giganteschi data center che alimentano servizi come ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot.

In questo nuovo scenario i produttori saranno costretti a fare scelte sempre più difficili su componenti, prezzi e strategie commerciali. E se la situazione delle memorie non dovesse migliorare, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il mercato degli smartphone ha definitivamente chiuso l’epoca della crescita continua per entrare in una fase completamente diversa.

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