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Cosa è il Digital Markets Act: guida completa a obiettivi, gatekeeper e obblighi

Mister gadget Digital Markets Act

Capita spesso di leggere frasi come “lo impone il Digital Markets Act” a proposito di store alternativi, sistemi di pagamento diversi da quelli ufficiali o obblighi di interoperabilità tra app di messaggistica.

Ma cosa è davvero questa normativa, e perché sta cambiando il modo in cui usiamo smartphone, browser e social network?

Cosa è il Digital Markets Act

Il Digital Markets Act, spesso abbreviato in DMA, è il Regolamento (UE) 2022/1925 sui mercati digitali equi e contendibili. È stato approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio nel settembre 2022, è entrato in vigore il 1° novembre 2022 ed è diventato pienamente applicabile a partire dal 2 maggio 2023. Fa parte, insieme al Digital Services Act, del più ampio Digital Services Package con cui l’Unione Europea ha deciso di riscrivere le regole del mercato digitale.

L’obiettivo dichiarato è semplice da riassumere: impedire che poche grandi piattaforme, definite gatekeeper, usino la propria posizione dominante per soffocare la concorrenza, imporre condizioni ingiuste alle aziende che dipendono da loro e limitare le scelte degli utenti finali.

Chi sono i gatekeeper

Il termine gatekeeper (“controllore dell’accesso”) indica le aziende che offrono uno o più servizi di piattaforma di base, come motori di ricerca, app store, social network, browser, sistemi operativi o servizi di messaggistica, e che soddisfano contemporaneamente tre criteri.

Il primo riguarda le dimensioni economiche: un fatturato annuo di almeno 7,5 miliardi di euro nello Spazio Economico Europeo negli ultimi tre esercizi, oppure una capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro.

Il secondo riguarda il controllo di un punto di accesso importante: più di 45 milioni di utenti finali attivi al mese e almeno 10.000 utenti commerciali attivi ogni anno nell’Unione Europea. Il terzo riguarda la stabilità nel tempo: il rispetto del secondo criterio per almeno tre esercizi finanziari consecutivi.

Le aziende che soddisfano queste soglie vengono formalmente designate come gatekeeper dalla Commissione Europea. Tra i nomi già designati figurano Alphabet (Google), AppleMetaAmazonMicrosoftByteDance(TikTok) e Booking.com.

Cosa prevede davvero il DMA

Il regolamento funziona attraverso due liste complementari: una serie di divieti e una serie di obblighi che si applicano esclusivamente ai gatekeeper, non a tutte le aziende digitali.

Tra i divieti, i gatekeeper non possono classificare i propri prodotti e servizi in modo più favorevole rispetto a quelli dei concorrenti sulla stessa piattaforma, pratica nota come self-preferencing.

Non possono impedire agli sviluppatori di usare sistemi di pagamento alternativi ai propri per la vendita di app. Non possono usare i dati degli utenti commerciali per competere direttamente contro di loro, e non possono trattare i dati personali per pubblicità mirata senza un consenso specifico.

Tra gli obblighi, i gatekeeper devono permettere agli utenti di disinstallare facilmente le app preinstallate e di scegliere software diversi da quelli di default, come un browser o un motore di ricerca alternativo.

Devono garantire l’interoperabilità delle funzioni di base dei servizi di messaggistica istantanea, come l’invio di testi, immagini e messaggi vocali tra piattaforme diverse. Devono inoltre fornire agli inserzionisti e agli editori i dati necessari per verificare autonomamente le performance delle proprie campagne pubblicitarie.

Come funziona il processo di designazione

A differenza delle normative antitrust tradizionali, che intervengono dopo che un abuso di posizione dominante è stato dimostrato attraverso indagini lunghe e complesse, il DMA agisce in via preventiva.

Una volta designata come gatekeeper, un’azienda ha sei mesi di tempo per adeguarsi agli obblighi previsti e presentare una relazione di conformità alla Commissione.

Questo approccio “ex ante” è probabilmente l’elemento più innovativo del regolamento: le regole sono già scritte e valgono dal momento della designazione, senza bisogno di dimostrare caso per caso che si è verificato un danno concorrenziale.

Le sanzioni previste

Le violazioni del DMA comportano sanzioni severe. La Commissione può imporre multe fino al 10% del fatturato globale annuo dell’azienda per una prima violazione, percentuale che sale al 20% in caso di violazioni ripetute. In caso di inadempienza sistematica, la Commissione può imporre rimedi ulteriori, comportamentali o strutturali, che nei casi più estremi possono arrivare fino alla cessione forzata di rami d’azienda.

Non si tratta di ipotesi teoriche. Nel 2025 la Commissione ha sanzionato Apple con una multa da 500 milioni di euro per aver violato l’obbligo cosiddetto “anti-steering”, che impone di lasciare agli sviluppatori la libertà di comunicare agli utenti offerte e prezzi anche fuori dall’App Store.

Nello stesso anno Meta ha ricevuto una multa da 200 milioni di euro per il modello “pay or consent”, ritenuto in contrasto con l’obbligo di offrire agli utenti un’alternativa realmente equivalente all’uso dei dati personali per la pubblicità.


Cosa sappiamo e cosa resta da chiarire

Cosa sappiamo:

  • Il DMA è il Regolamento UE 2022/1925, in vigore dal novembre 2022 e applicabile dal maggio 2023
  • Si applica solo alle aziende designate gatekeeper dalla Commissione Europea, non a tutte le piattaforme digitali
  • Prevede una lista di divieti e una lista di obblighi, con sanzioni fino al 20% del fatturato globale in caso di violazioni ripetute
  • Apple e Meta sono già state sanzionate nel 2025 per violazioni specifiche del regolamento

Cosa resta da chiarire:

  • Se e come il DMA verrà esteso ai sistemi di intelligenza artificiale integrati nelle piattaforme dei gatekeeper, tema attualmente in discussione a Bruxelles
  • Se il cloud computing, già elencato come possibile servizio di piattaforma di base, porterà a nuove designazioni di gatekeeper
  • Come si evolverà nella pratica l’obbligo di interoperabilità tra servizi di messaggistica, ancora in fase di applicazione graduale

Domande frequenti su Digital Markets Act

Cosa è in sintesi il Digital Markets Act?
È il regolamento europeo che impone regole di concorrenza preventive alle grandi piattaforme digitali, chiamate gatekeeper, per garantire un mercato più equo e aperto.

Chi deve rispettare il DMA?
Solo le aziende formalmente designate come gatekeeper dalla Commissione Europea, non tutte le aziende che operano online.

Cosa succede se un gatekeeper non rispetta il DMA?
Rischia multe fino al 10% del fatturato globale annuo, che possono salire al 20% in caso di violazioni ripetute, oltre a possibili rimedi strutturali.

Il DMA riguarda anche l’intelligenza artificiale?
Non ancora in modo esplicito, ma è oggetto di discussione a livello europeo l’estensione degli obblighi anche ai sistemi di AI integrati nelle piattaforme dei gatekeeper.


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