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Chi segue Android da un po’ lo sa: il Play Store non è mai stato l’unico modo per installare app sul proprio smartphone. Store come Aptoide, Amazon Appstore o Aurora Store esistono da anni e permettono di scaricare applicazioni senza passare dal negozio ufficiale di Google.
Il problema, finora, era che per usarli bisognava fare qualche passaggio extra, quello che tecnicamente si chiama sideload. Ecco perché la notizia di questi giorni, con Google che apre le porte del Play Store agli store di terze parti, cambia davvero le regole, anche se al momento riguarda solo gli Stati Uniti.
Vediamo prima come si installa uno store alternativo con il metodo che funziona già oggi, ovunque, incluso in Italia. Poi capiamo cosa cambierà davvero e dove.
Come installare oggi uno store Android alternativo
Il primo passaggio è abilitare l’installazione da fonti diverse dal Play Store. Su Android questa opzione si trova in Impostazioni, alla voce App o Sicurezza, sotto il nome Installa app sconosciute.
Da qui si sceglie l’app che si vuole autorizzare a installare altri APK, tipicamente il browser o il gestore file che si userà per scaricare lo store alternativo.
Il secondo passaggio è scaricare il file APK dello store scelto, sempre dal sito ufficiale del produttore e non da link di terze parti poco chiari: è qui che si concentra la maggior parte dei rischi legati al malware.
Una volta scaricato, basta aprire il file dal gestore notifiche o dalla cartella download per avviare l’installazione, seguendo la procedura guidata come per qualsiasi altra app.
Il terzo passaggio, spesso sottovalutato, è verificare gli aggiornamenti automatici. A differenza del Play Store, molti store alternativi non si aggiornano da soli finché non li si apre manualmente: vale la pena controllarli con una certa regolarità, soprattutto per motivi di sicurezza.
Cosa cambia con la novità di Google
A partire dal 22 luglio 2026, negli Stati Uniti, tutto questo diventerà molto più semplice. Google ha lanciato il Play Catalog Access Program, un sistema che permette agli store di terze parti di comparire e scaricarsi direttamente dal Play Store, senza passare dal sideload.
Non solo: questi store potranno anche mostrare le schede prodotto delle app già presenti su Google Play, comprese icone, descrizioni e screenshot, mentre il download effettivo continuerà a passare dai server di Google, che manterrà la propria commissione sulle transazioni.
La novità nasce dalla causa legale tra Google ed Epic Games, che si è conclusa con un’ingiunzione del tribunale rimasta valida dopo che le due aziende hanno ritirato la proposta di accordo alternativo.
Per entrare nel programma, uno store di terze parti dovrà pagare una quota annuale di 5.000 dollari per le verifiche di sicurezza, rivolgersi esclusivamente a utenti statunitensi e mantenere sotto l’1% la percentuale di tentativi di installazione infetti da malware.
Perché in Italia (per ora) si continua con il sideload
Qui va fatta chiarezza, perché la tentazione di semplificare troppo è alta. Il Play Catalog Access Program nasce da un’ingiunzione di un tribunale statunitense e per il momento resta limitato agli Stati Uniti.
In Italia, come nel resto d’Europa, per installare uno store alternativo continuerà a essere necessario il metodo classico appena descritto, quello con abilitazione delle fonti sconosciute e download manuale dell’APK.
Va detto che l’Unione Europea, con il Digital Markets Act, ha già imposto ad Apple e Google un’apertura verso store e sistemi di pagamento alternativi, ma con regole diverse da quelle della causa Epic negli USA.
Non è escluso che Google decida in futuro di estendere anche in Europa un sistema simile al Play Catalog Access Program, ma al momento non ci sono annunci ufficiali in questa direzione.
Quali store alternativi vale davvero la pena provare
Aptoide resta uno dei nomi più conosciuti a livello globale, con un catalogo ampio e una community che gestisce store personalizzati all’interno della piattaforma.
Amazon Appstore è la scelta più naturale per chi ha già un ecosistema Amazon, con integrazione diretta su Fire TV e dispositivi Kindle Fire, anche se il catalogo resta più ridotto rispetto al Play Store.
Aurora Store merita una menzione a parte: non è un negozio con un proprio catalogo, ma un client alternativo che permette di scaricare le app pubblicate sul Play Store senza dover accedere con un account Google, opzione preziosa per chi ha attenzione alla privacy.
F-Droid, invece, si rivolge a un pubblico più tecnico e resta il punto di riferimento per le applicazioni open source, con un processo di verifica del codice più rigoroso rispetto agli store commerciali.
Sul fronte gaming, l’Epic Games Store per Android è quello che ha innescato tutta la vicenda legale con Google, e con il nuovo programma statunitense potrebbe diventare il primo grande banco di prova del sistema.
Anche il Samsung Galaxy Store, preinstallato sui dispositivi del produttore coreano, resta un’alternativa solida e già integrata, spesso sottovalutata da chi si limita al Play Store per abitudine.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo
Cosa sappiamo:
- Dal 22 luglio 2026 gli store di terze parti saranno scaricabili direttamente dal Play Store, ma solo per gli utenti statunitensi
- Il programma si chiama Play Catalog Access Program e richiede una quota annuale di 5.000 dollari per gli store partecipanti
- In Italia e in Europa resta valido il metodo classico basato su sideload e abilitazione delle fonti sconosciute
- La novità nasce dall’ingiunzione del tribunale nella causa Google contro Epic Games
Cosa non sappiamo:
- Se e quando Google estenderà un programma simile al mercato europeo
- Come verrà gestita la protezione Play Protect per le app scaricate tramite store di terze parti all’interno del Play Store
- Quali store parteciperanno effettivamente al lancio del 22 luglio
Domande frequenti su store Android alternativi
Posso installare uno store Android alternativo dall’Italia?
Sì, con il metodo del sideload: abilitando l’installazione da fonti sconosciute e scaricando l’APK dal sito ufficiale dello store scelto.
La novità di Google riguarda anche l’Italia?
No, per ora il Play Catalog Access Program è limitato agli Stati Uniti, per effetto di un’ingiunizione di un tribunale statunitense.
Installare uno store alternativo è sicuro?
Lo è se si scarica il file APK dal sito ufficiale del produttore. I rischi maggiori arrivano da link di terze parti non verificati.
Qual è lo store alternativo più adatto a chi vuole solo più privacy?
Aurora Store, perché permette di scaricare le app del Play Store senza dover collegare un account Google.
