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Emergenza caldo: quali sono le console più a rischio durante i mesi estivi?

Un processore nero montato su una scheda madre verde da cui fuoriesce un denso fumo bianco, a simboleggiare un grave cortocircuito o un surriscaldamento estremo dell'hardware.

Le temperature folli di questi giorni mettono a dura prova non solo noi, ma anche i nostri amati dispositivi. Scopriamo come proteggere PS5, Xbox, Nintendo Switch e PC dai colpi di calore, per non dover rinunciare alle nostre sessioni di gaming.

In queste settimane in Italia, le temperature stanno raggiungendo livelli record, e la morsa dell’afa sembra non voler dare tregua. Quando il termometro esplode, sorge spontanea una domanda tra gli appassionati di tecnologia: è davvero ragionevole far girare a pieno regime le nostre console o il PC da gaming?

Non è un segreto: giocare in periodi di forte calore rappresenta un rischio concreto per l’hardware. Le nostre macchine da gioco, già messe sotto sforzo dai titoli più moderni, tendono a scaldarsi molto rapidamente.

Se l’ambiente circostante non aiuta a dissipare questo calore, le temperature interne possono salire fino a livelli eccessivi, portando al fenomeno del thermal throttling (il calo drastico delle prestazioni per limitare i danni) o, peggio, al danneggiamento permanente dei componenti del sistema.

Diciamoci la verità: non è impossibile giocare in estate, ma serve un po’ di buonsenso.

Dettaglio ravvicinato delle mani di un videogiocatore, con anelli e piccoli tatuaggi sulle dita, che impugna un controller nero per PlayStation (DualShock 4) mentre è seduto su un divano.
Per evitare spiacevoli cali di framerate o spegnimenti improvvisi della console causati dal troppo calore, durante le ondate di canicola è consigliabile prediligere titoli indie più leggeri o rimandare le sessioni di gioco alle ore serali più fresche. (mistergadget.tech)

La prima regola d’oro è cercare di mantenere una temperatura ragionevole all’interno della propria abitazione, magari sfruttando un condizionatore o giocando nelle ore serali più fresche.

Inoltre, è fondamentale evitare di incastrare le console all’interno di mobili TV chiusi: l’aria calda espulsa dalle ventole deve poter circolare liberamente, altrimenti verrà ripescata dalla console creando un effetto forno disastroso.

Un’altra accortezza riguarda il software. In questi giorni roventi, è meglio privilegiare giochi indie o titoli meno avidi di risorse, evitando i “tripla A” open-world dalla grafica iper-realistica che spingono al 100% l’utilizzo di CPU e GPU.

Infine, è essenziale conoscere le specifiche tecniche e i limiti fisici dei propri dispositivi. I produttori di hardware condividono quasi sempre le temperature massime operative a cui le loro macchine possono essere esposte in sicurezza. Ed è proprio qui che dobbiamo analizzare la situazione caso per caso.

La console più “bollente” del tuo salotto

Nei fatti, i grandi colossi del gaming fanno raccomandazioni molto simili tra loro, indipendentemente dall’architettura delle singole macchine.

Nintendo, ad esempio, è da sempre il produttore più trasparente al riguardo. L’azienda giapponese raccomanda ufficialmente di utilizzare la famiglia di console Switch in un ambiente con temperature comprese tra i 5°C e i 35°C.

Primo piano delle mani di una persona che tiene una console Nintendo Switch con Joy-Con viola e giallo davanti all'acqua azzurra di una piscina. Sopra lo schermo della console compaiono dei segni grafici che indicano stress e calore.
Attenzione a giocare sotto l’ombrellone o a bordo piscina! Nintendo è stata molto chiara nelle sue linee guida: la famiglia Switch non dovrebbe mai essere utilizzata in ambienti in cui la temperatura supera la soglia critica dei 35°C. (mistergadget.tech)

Microsoft e Sony non indicano un vero e proprio “range” ambientale per le loro macchine ammiraglie, ma sappiamo da test tecnici approfonditi che la PlayStation 5 è programmata per spegnersi automaticamente se la temperatura del suo processore (l’APU) raggiunge i 105°C.

Attenzione, però, a non farvi ingannare dai numeri. Potrebbe sembrare che i 105 gradi interni siano un traguardo difficile da raggiungere, ma in caso di una stanza non climatizzata e con temperature vicine ai 40 gradi, il sistema di dissipazione a metallo liquido della PS5 farà una fatica immane a raffreddare i componenti.

Il consiglio migliore è quello di affidarsi alla linea guida tracciata da Nintendo: se la stanza supera i 35°C, un utilizzo prolungato di qualsiasi console potrebbe infliggere seri danni ai circuiti a lungo termine.

Per fortuna, l’hardware moderno è intelligente. Nel caso in cui il calore diventi critico, sia le console Nintendo, sia PS5 e le macchine della famiglia Xbox Series X/S si spegneranno automaticamente per prevenire danni catastrofici. Se vi capita, non riaccendetele subito: lasciatele riposare e raffreddare.

Per quanto riguarda il PC Gaming, il discorso si fa leggermente diverso. Qui tutto dipende dalla combinazione di componenti (processori Intel o AMD, schede video NVIDIA o Radeon) e dal tipo di dissipazione montata (ad aria o a liquido).

In linea di massima, i PC desktop hanno case più ampi e sistemi di raffreddamento più efficienti rispetto alle console, ma consumano anche molta più energia, generando più calore. La logica, quindi, non cambia: in piena ondata di calore, meglio evitare estenuanti maratone di gioco con i dettagli grafici impostati su “Ultra”. Il vostro hardware (e la vostra bolletta elettrica) vi ringrazieranno.

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