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Trump Phone, la prima recensione USA lo demolisce: “è il peggior Android del 2026”

Mister gadget trump phone 1

Ci sono voluti più di dodici mesi, ma il Trump Mobile T1 è finalmente arrivato nelle mani di un utente reale. A riceverlo è stato C. Scott Brown, giornalista di Android Authority, che aveva preordinato il dispositivo pagando un acconto di 100 dollari già nel giugno 2025.

Il suo resoconto, pubblicato il 10 luglio, si intitola senza troppi giri di parole: il peggior smartphone Android utilizzato nel 2026. Una sentenza pesante, arrivata dopo mesi di attesa e polemiche.

Materiali scadenti e un colore che non è oro

Il primo problema salta all’occhio appena si tira fuori il telefono dalla confezione. Il T1 dovrebbe essere dorato, ma lo è solo sotto una luce molto intensa. Nella maggior parte delle condizioni normali, il colore vira su un giallo senape poco elegante.

La scocca posteriore è interamente in plastica cava, e sull’unità testata da Brown il pannello posteriore non risulta nemmeno allineato correttamente con la cornice in alluminio su uno dei due lati. Una lavorazione approssimativa per un dispositivo venduto a 499 dollari.

Nella confezione, in compenso, si trovano un caricabatterie da 33W e un cavo USB-C intrecciato di fattura sorprendentemente curata: un dettaglio raro nel 2026, quando quasi nessun produttore include più l’alimentatore.

Uno schermo curvo che sa di già visto

Il pannello è un OLED da 6,8 pollici con risoluzione 1080p e refresh rate a 120Hz, specifiche oneste sulla carta. Il problema sono i bordi curvi, una scelta di design che il resto del settore ha ormai abbandonato da anni a favore dei pannelli piatti.

Il sensore di impronte digitali, integrato nel display, si trova troppo in basso, vicino al bordo inferiore. Usarlo con una mano sola, secondo la recensione, dà quasi l’impressione di rischiare di far cadere il telefono.

Un processore che ha già due anni sulle spalle

Sotto la scocca batte un Qualcomm Snapdragon 7 Gen 3, chip presentato alla fine del 2023 e già posizionato all’epoca come soluzione economica. Lo stesso processore equipaggia, ad esempio, il OnePlus Nord CE4, venduto a circa 300 dollari.

A bilanciare parzialmente il quadro ci sono 12GB di RAM e ben 512GB di storage interno, espandibile ulteriormente tramite microSD. La batteria è da 5.000 mAh, con ricarica cablata fino a 30W ma senza alcun supporto alla ricarica wireless.

Truth Social preinstallata, e un’app di telemedicina quasi sconosciuta

Il sistema operativo è una versione di Android 15 sostanzialmente pulita, priva di personalizzazioni invasive. Sono però preinstallate due applicazioni: Truth Social, il social network di Donald Trump, e Doctegrity, piattaforma di telemedicina con appena 5.000 installazioni su Google Play e recensioni in gran parte negative. Entrambe possono comunque essere disinstallate senza problemi.

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Trump Phone T1 ha perso l’etichetta “Made in USA”

Il problema più serio riguarda gli aggiornamenti. Il dispositivo testato monta la patch di sicurezza di febbraio 2026, e Trump Mobile non ha fornito alcuna tabella di marcia su futuri aggiornamenti software o patch di sicurezza. Non è da escludere che il T1 non riceva mai un aggiornamento.

Fotocamere altalenanti, con un watermark scomodo

Il comparto fotografico prevede un sensore principale da 50MP, un teleobiettivo 2x sempre da 50MP e un ultra grandangolare da 8MP. Il primo e il secondo si comportano dignitosamente in condizioni di buona luce, mentre l’ultra grandangolare è definito francamente inutilizzabile.

Ogni scatto, inoltre, viene marchiato di default con un vistoso watermark nell’angolo inferiore, disattivabile solo manualmente dalle impostazioni della fotocamera.

“Made in USA” che è durato una settimana

La vicenda del Trump Phone comincia molto prima della recensione. Al momento dell’annuncio, nel giugno 2025, il sito ufficiale definiva il T1 un dispositivo “MADE IN THE USA”, promessa rilanciata pubblicamente anche da Eric Trump.

Circa una settimana dopo, quella dicitura è sparita silenziosamente dal sito, sostituita da formule più vaghe come “progettato con i valori americani in mente”. Per rivendicare la produzione statunitense secondo gli standard della Federal Trade Commission, gran parte dei componenti dovrebbe essere effettivamente prodotta o assemblata negli USA: una condizione che diversi analisti del settore avevano già messo in dubbio, ipotizzando invece un’origine cinese del dispositivo.

Un teardown completo condotto sul T1 aveva già dimostrato come il dispositivo sia, componente per componente, sostanzialmente sovrapponibile all’HTC U24 Pro del 2024.

Una storia fatta di ritardi continui

Il T1 doveva arrivare nelle mani dei clienti già nell’agosto 2025. Da lì in poi, una lunga sequenza di rinvii: prima “più avanti nel 2025”, poi l’inizio del 2026, poi un fantomatico primo trimestre, mai rispettato.

Tra le giustificazioni fornite ai clienti anche uno shutdown del governo federale durato 43 giorni tra ottobre e novembre 2025, indicato come causa di ritardi nelle certificazioni. Ad aprile 2026, il sito ha eliminato ogni data di lancio, sostituendola con un semplice link a una lista d’attesa.

Sempre ad aprile, i termini e condizioni del preordine sono stati modificati per chiarire che l’acconto di 100 dollari non garantisce affatto la consegna del dispositivo, ma solo un’“opportunità condizionata” di acquistarlo, qualora venga prodotto. Circa 590.000 persone avevano già versato il deposito, per un incasso complessivo stimato attorno ai 59 milioni di dollari.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • Il Trump Mobile T1 è arrivato ad almeno un utente reale a luglio 2026, oltre un anno dopo l’annuncio.
  • La recensione di Android Authority lo definisce il peggior Android testato nel 2026, tra materiali scadenti, chip datato e assenza di garanzie software.
  • La dicitura “Made in USA” è stata rimossa dal sito ufficiale circa una settimana dopo l’annuncio del giugno 2025.
  • Un teardown indipendente ha già dimostrato la sovrapponibilità del T1 con l’HTC U24 Pro.
  • Il lancio ha accumulato ritardi per quasi un anno intero, con l’ultima versione del sito priva di qualunque data ufficiale.

Cosa non sappiamo:

  • Se e quando la spedizione diventerà effettiva su larga scala per tutti i circa 590.000 utenti in attesa.
  • Se Trump Mobile fornirà mai una roadmap di aggiornamenti Android o patch di sicurezza.
  • Dove vengano effettivamente custoditi i depositi versati dai clienti in attesa del dispositivo.

Domande frequenti su Trump Phone

Il Trump Phone è davvero prodotto negli Stati Uniti?
Il claim “Made in USA” è stato rimosso dal sito ufficiale pochi giorni dopo l’annuncio, e diversi analisti ritengono che il dispositivo derivi da una piattaforma di origine asiatica già esistente.

Quanto costa il Trump Mobile T1?
Il prezzo annunciato è di 499 dollari, a fronte di un acconto iniziale di 100 dollari versato dai preordinanti.

Che chip monta il Trump Phone?
Uno Snapdragon 7 Gen 3, presentato da Qualcomm alla fine del 2023 e già posizionato all’epoca come soluzione di fascia economica.

Il Trump Phone riceverà aggiornamenti software?
Al momento non esiste alcuna comunicazione ufficiale su un piano di aggiornamenti Android o patch di sicurezza future.


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