Indice
- Design e costruzione: lo stile prende il sopravvento sulla praticità
- Adaptive Open-ear Listening: la risposta alla domanda del titolo
- Chiamate: il pregiudizio che resiste ancora
- Autonomia: un altro mito che qui non serve nemmeno sfatare
- Connettività e gesti: nulla di rivoluzionario, tutto molto pratico
- Domande frequenti su HUAWEI FreeClip 2 S
- Che faccio, lo compro?
Chi ha detto che gli auricolari open-ear non possono suonare bene? Noi, per esempio. In tutte le prove fatte negli ultimi anni su questa categoria non abbiamo mai nascosto di apprezzarne la forma e il comfort, quella libertà di indossarli per ore senza avvertire il minimo fastidio al canale uditivo.
Ma sulla qualità del suono le nostre riserve sono sempre state piuttosto nette. Un driver che lavora senza sigillare l’orecchio parte in salita rispetto a un auricolare in-ear tradizionale, ed è una legge fisica difficile da ignorare.
HUAWEI FreeClip 2 S ci ha messo davanti a questa convinzione per due settimane di utilizzo quotidiano, e buona parte delle nostre certezze ne è uscita piuttosto malconcia.
HUAWEI FreeClip 2 S è l’ultimo nato della famiglia di auricolari open-ear a clip di Huawei, disponibile sul mercato italiano dal 14 luglio 2026 nelle colorazioni Deepsea Blue e Space Silver al prezzo di 229 euro. Non è un prodotto entry level: si rivolge a chi cerca un accessorio che sia prima di tutto un oggetto di stile.
Attenzione a non confondere questo modello con HUAWEI FreeClip 2, di cui abbiamo già parlato in passato. La sigla “S” non è un vezzo: la differenza rispetto al modello standard è sostanziale soprattutto lato design, mentre l’anima acustica resta la stessa.
+ Autonomia reale eccellente
+ Costruzione e materiali di livello superiore
+ Adaptive Open-ear Listening funziona bene
+ Comfort di lunga durata
– Custodia sferica poco pratica
– Prezzo importante
Design e costruzione: lo stile prende il sopravvento sulla praticità
Chi si aspettava una semplice riedizione cromatica di HUAWEI FreeClip 2 deve rivedere le proprie aspettative. La custodia passa da una forma squadrata a un guscio sferico, ispirato secondo Huawei a una goccia di rugiada.
Il rivestimento è un trattamento di metallizzazione sottovuoto non conduttiva (NCVM), che regala un effetto lucido e materico, quasi da scrigno di gioielleria. Lo spazio interno utilizzabile cresce del 20% rispetto al modello precedente, tanto da poterci infilare comodamente un paio di orecchini o un piccolo accessorio.
È qui che emerge con chiarezza il posizionamento del prodotto. La nuova forma è indubbiamente più scenografica, ma è anche meno pratica quando la custodia finisce in una tasca dei jeans piuttosto che in una borsa.
Il “sospetto”, guardando colori, finiture e ingombri, è che il pubblico di riferimento di questo modello sia più femminile rispetto al FreeClip 2 standard: non è un giudizio, è un’osservazione sulla scelta progettuale.
Stiamo parlando di un dettaglio comunque, con scarsa influenza rispetto all’esperienza complessiva di utilizzo, che è oltremodo positiva.
Gli auricolari pesano 5,1 grammi ciascuno, la stessa cifra della generazione precedente. Mantengono l’archetto Airy C-bridge in silicone liquido dermocompatibile, ora il 25% più morbido grazie a 28 cicli di lavorazione a 130°C e a 22 passaggi di verniciatura a spruzzo per la finitura lucida.
Dopo due settimane di utilizzo quotidiano, compresi allenamenti e camminate lunghe, la sensazione di leggerezza resta intatta. Non c’è pressione sul padiglione auricolare, e la certificazione IP57 contro acqua e polvere permette di non preoccuparsi troppo di pioggia o sudore.
Adaptive Open-ear Listening: la risposta alla domanda del titolo
Torniamo alla domanda con cui abbiamo aperto questa recensione: chi ha detto che gli auricolari open-ear non possono suonare bene? A quanto pare nessuno lo ha detto a chi ha progettato HUAWEI FreeClip 2 S.
Il cuore del sistema è lo stesso driver 10.8 mm a doppio diaframma già visto su FreeClip 2, con un circuito magnetico integrato che pilota entrambi i lati della membrana. Rispetto al primissimo FreeClip, Huawei parla di un incremento del 100% sia in termini di volume che di potenza sulle basse frequenze.
Nell’uso reale, con brani diversi per genere e produzione, i bassi ci sono e si sentono. Non hanno la profondità e la pressione di un auricolare in-ear di fascia alta con sigillatura completa del canale, questo va detto senza sconti, ma l’esperienza d’ascolto è tutt’altro che anemica come ci si aspetterebbe da un design totalmente aperto.
Il passaggio tra basse e alte frequenze risulta naturale, senza quei buchi a metà gamma che spesso tradiscono i limiti costruttivi di questa categoria.
A completare l’esperienza c’è l’Adaptive Open-ear Listening, la funzione che regola automaticamente il volume in base al rumore ambientale, con tre livelli di sensibilità selezionabili dall’app HUAWEI Audio Connect. Passando dal salotto di casa a una strada trafficata, il volume si adatta senza che serva intervenire manualmente.
Anche la normalizzazione del volume tra app diverse, streaming musicale, video, chiamate, funziona in modo coerente. È il tipo di funzione che non si nota quando funziona bene, e qui funziona bene.
Sul fronte più tecnico, gli auricolari supportano lo Unlimited Spatial Audio con tracciamento del movimento della testa tramite sensore a sei assi, disponibile via aggiornamento OTA e compatibile sia con iOS che con Android.
La resa con contenuti multicanale è convincente, anche se resta una funzione che apprezza soprattutto chi guarda molti contenuti video con gli auricolari.
Chiamate: il pregiudizio che resiste ancora
Se sui bassi il pregiudizio è crollato, sulle chiamate resiste, almeno in parte. Il sistema si basa su due microfoni più un microfono a conduzione ossea VPU, per un totale di un sistema a 3 microfoni.
A supporto ci sono un algoritmo DNN multicanale e il nuovo processore NPU, che Huawei dichiara 10 volte più potente rispetto al primo FreeClip.
Sulla carta l’impianto è solido, e in effetti l’auricolare riesce a isolare bene la voce dal rumore di sottofondo in ambienti moderatamente rumorosi. Il problema emerge quando si presta più attenzione.
Chi ci ascolta in chiamata percepisce un effetto innaturale sulla voce, come una sorta di compressione dinamica con un tempo di attacco un po’ lento, che rende il timbro leggermente artificiale nei passaggi più concitati della conversazione. Non è un difetto che rovina l’esperienza, ma è lontano dall’essere impeccabile, e su un prodotto posizionato in questa fascia ci aspettavamo qualcosa di più rifinito.
Durante le due settimane di test abbiamo ricevuto un paio di aggiornamenti firmware, segno che Huawei sta ancora lavorando su questo aspetto. Non ci stupiremmo se i prossimi update migliorassero sensibilmente la situazione, ma per ora il giudizio va dato sull’esperienza attuale: buona, non eccezionale.
Autonomia: un altro mito che qui non serve nemmeno sfatare
Su questo fronte non c’è nessun pregiudizio da smontare, semplicemente perché la categoria degli open-ear non ha mai avuto problemi di autonomia: la mancanza di sigillatura del canale libera spazio per batterie più generose.
Le cifre dichiarate parlano di 9 ore di ascolto con singola carica e 38 ore complessive con la custodia, con ricarica rapida che garantisce 3 ore di utilizzo dopo appena 10 minuti collegati alla presa. Nei nostri test di utilizzo misto, tra musica, podcast e alcune chiamate quotidiane, i numeri dichiarati da Huawei si sono rivelati coerenti con l’esperienza reale.
È probabilmente l’aspetto più solido di tutta la recensione: la batteria di HUAWEI FreeClip 2 S compete alla pari con il meglio della categoria, senza compromessi legati alla forma o al peso ridotto degli auricolari.
Connettività e gesti: nulla di rivoluzionario, tutto molto pratico
Il capitolo connettività non riserva grandi sorprese rispetto a HUAWEI FreeClip 2: connessione dual-device su iOS, Android e Windows, con switch automatico tra due dispositivi. Collegando l’auricolare all’ecosistema EMUI è possibile gestire più di due device contemporaneamente.
I controlli gestuali restano gli stessi: slide sul Comfort Bean per il volume, doppio tap per play/pausa. La new entry di questa generazione è la pressione prolungata sul Comfort Bean per richiamare l’assistente vocale, personalizzabile via app.
Ci sono anche i controlli tramite movimento della testa per rispondere o rifiutare le chiamate con un cenno, funzione simpatica ma che resta più un accessorio che uno strumento di uso quotidiano.
Domande frequenti su HUAWEI FreeClip 2 S
È vero che gli auricolari open-ear non possono suonare bene? No, e HUAWEI FreeClip 2 S lo dimostra. Il driver a doppio diaframma da 10,8 mm restituisce bassi presenti e una gamma sonora equilibrata, un risultato non scontato per un auricolare che non sigilla il canale uditivo.
Quanto dura la batteria di HUAWEI FreeClip 2 S? Nei test reali di utilizzo misto l’autonomia si è confermata coerente con i dati dichiarati da Huawei: circa 9 ore con la singola carica e 38 ore complessive contando la custodia.
HUAWEI FreeClip 2 S è diverso da HUAWEI FreeClip 2? Sì, soprattutto per la custodia, passata da una forma squadrata a una sferica con rivestimento NCVM e più spazio interno, e per le finiture dell’archetto C-bridge. L’architettura acustica di base resta invece condivisa con FreeClip 2.
HUAWEI FreeClip 2 S è adatto per fare sport? Il fit resta stabile anche durante attività fisica intensa grazie al C-bridge in silicone e lega a memoria di forma, e la certificazione IP57 protegge da sudore e pioggia leggera. Non è però un auricolare pensato per il nuoto o l’immersione in acqua.
Le chiamate con HUAWEI FreeClip 2 S sono chiare? Sono chiare in ambienti moderatamente rumorosi, ma la qualità vocale percepita da chi ci ascolta presenta ancora un leggero artefatto di compressione. È un aspetto che Huawei sta affinando via aggiornamento firmware.
Quando arriva HUAWEI FreeClip 2 S in Italia e quanto costa? La disponibilità è fissata per il 14 luglio 2026, al prezzo di listino di 229 euro. Con il codice sconto A40GADG2S si ottengono 40 euro di riduzione sul prezzo finale.
Che faccio, lo compro?
Arriviamo al punto dolente, quello economico: 229 euro non sono una cifra qualsiasi per un accessorio audio, per quanto ricercato nei materiali. Il predecessore, HUAWEI FreeClip 2, era partito da 199 euro, e i 30 euro in più richiesti da questa versione “S” si giustificano con la custodia rinnovata e le finiture superiori, non con un salto generazionale sul fronte audio.
La verità è che HUAWEI FreeClip 2 S ci ha convinto più di quanto pensassimo alla prima accensione. Il comparto audio smentisce buona parte dei pregiudizi che chiunque abbia provato auricolari open-ear di fascia bassa si porta dietro, la batteria non delude mai e il comfort è tra i migliori che abbiamo provato in questa categoria.
Il problema è che le chiamate, che dovrebbero essere un punto fermo per un prodotto pensato anche per l’uso in ufficio e in mobilità, restano l’anello debole della catena. Quell’artefatto sulla voce, un utente attento non farà fatica a notarlo.
Il verdetto, quindi, dipende dal tipo di utilizzo che ne farete. Se cercate principalmente un auricolare per ascoltare musica e podcast restando consapevoli di ciò che accade intorno a voi, HUAWEI FreeClip 2 S è probabilmente la scelta più convincente sul mercato open-ear al momento.
Se invece le chiamate di lavoro sono la priorità assoluta della vostra giornata, meglio aspettare il prossimo aggiornamento firmware prima di convincersi definitivamente.
Chi decide di procedere all’acquisto può comunque limare un po’ la spesa: con il codice sconto A40GADG2S si ottengono 40 euro di riduzione sul prezzo di listino nel sito ufficiale Huawei, il che riporta FreeClip 2 S in una fascia più ragionevole per un prodotto di questo tipo.
E allora, chi ha detto che gli auricolari open-ear non possono suonare bene? Lo dicevamo noi, fino a due settimane fa. HUAWEI FreeClip 2 S ci ha fatto cambiare idea su tutto tranne su un punto: le chiamate. Sul resto, il pregiudizio non regge più.
