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Lenovo lancia l’allarme: la RAM non tornerà mai più economica

L’effetto AI colpisce tutti: perché i dispositivi costeranno sempre di più

Lenovo avverte: i prezzi di DRAM e NAND potrebbero restare alti fino al 2030 a causa della domanda AI globale.

Il boom dell’intelligenza artificiale continua a produrre effetti collaterali che vanno ben oltre il mondo dei software e dei servizi cloud. A lanciare un nuovo allarme è Lenovo, uno dei principali produttori globali di PC, che mette in discussione l’idea stessa di un ritorno ai prezzi “bassi” delle memorie.

Secondo l’azienda, l’aumento dei costi di componenti fondamentali come DRAM e NAND flash non sarebbe una fase temporanea legata al ciclo del mercato, ma l’inizio di una nuova stabilità strutturale dei prezzi su livelli più alti.

L’allarme arriva dall’ISC 2026

Il warning è stato condiviso durante l’ISC 2026 in Germania, uno degli eventi più importanti dedicati al calcolo ad alte prestazioni. In quell’occasione Lenovo ha descritto un quadro piuttosto chiaro: la domanda di memoria legata ai sistemi di intelligenza artificiale sta crescendo a un ritmo tale da alterare in modo permanente gli equilibri del settore.

Il risultato è una pressione costante sulla produzione di chip di memoria, con conseguente aumento dei prezzi che non sembra destinato a rientrare nel breve periodo.

DRAM e NAND: la crescita dei prezzi non è più un’eccezione

I dati citati da Lenovo mostrano un’accelerazione significativa dei prezzi tra la fine del terzo trimestre e l’inizio del quarto trimestre del 2025. Un aumento improvviso che, secondo l’azienda, non rappresenta più un’anomalia, ma un cambio di fase.

La dinamica è semplice ma difficile da invertire: la domanda cresce più velocemente della capacità produttiva. I produttori stanno investendo in nuove fabbriche e linee produttive, ma i tempi industriali sono lunghi. Servono anni prima che queste nuove capacità si traducano in un’offerta sufficiente a riequilibrare il mercato. Nel frattempo, i prezzi restano elevati.

Server e data center assorbono la produzione

Il fattore chiave è l’esplosione dei carichi di lavoro legati all’AI generativa e ai modelli linguistici di nuova generazione. Questi sistemi richiedono enormi quantità di memoria ad alte prestazioni, in particolare HBM e DRAM avanzata, che vengono progressivamente allocate ai data center.

Questo spostamento della produzione ha un effetto diretto sulla disponibilità di memoria consumer. Meno capacità per PC, laptop, smartphone e SSD significa inevitabilmente prezzi più alti per il mercato tradizionale.

Lenovo non è sola in questa valutazione. Anche altri attori del settore, tra cui Micron, Samsung e SK Hynix, hanno segnalato difficoltà nel soddisfare tutta la domanda dei clienti, soprattutto quelli di fascia enterprise.

Investimenti in aumento, ma il gap resta

SK Hynix, uno dei principali fornitori di memoria HBM per applicazioni AI, ha già annunciato un piano di espansione molto aggressivo. L’obiettivo è quasi raddoppiare la capacità produttiva DRAM entro il 2030–2031 e triplicare la produzione complessiva entro il 2034.

Numeri importanti, che però evidenziano anche un altro problema: la domanda cresce così rapidamente che anche piani industriali su scala decennale rischiano di inseguire il mercato invece di anticiparlo. Il risultato è un sistema che tende a stabilizzarsi su prezzi più alti rispetto al passato, invece di tornare ai livelli pre-AI boom.

L’impatto diretto sui consumatori

Le conseguenze di questo scenario non restano confinate ai data center. La memoria è un componente centrale in praticamente ogni dispositivo moderno, dai computer ai telefoni, passando per console e infrastrutture cloud.

Secondo Lenovo, questo significa che l’epoca dei forti ribassi sui prezzi delle memorie potrebbe essere finita. In altre parole, aggiornare un PC o acquistare un nuovo dispositivo potrebbe rimanere più costoso rispetto agli anni precedenti, anche quando la produzione globale aumenterà. Non si tratta necessariamente di aumenti improvvisi, ma di una nuova base di prezzo strutturale più alta.

Un cambio di paradigma per l’intero settore tecnologico

La lettura più interessante del report non riguarda solo i prezzi, ma il cambiamento strutturale del mercato. Storicamente, il settore delle memorie ha sempre seguito un ciclo di boom e crolli, con fasi di forte crescita seguite da periodi di sovrapproduzione e calo dei prezzi.

Lenovo suggerisce che questo schema potrebbe non essere più valido. L’ingresso massiccio dell’AI come consumatore dominante di risorse di calcolo e memoria sta trasformando la domanda in qualcosa di più stabile e prevedibile, ma anche molto più elevata. In questo contesto, la parola chiave non è più “ciclicità”, ma “plateau”: un livello alto che diventa la nuova normalità.

E il futuro?

Nel breve periodo non sono previste inversioni di tendenza significative. L’aumento della capacità produttiva richiederà anni, mentre la domanda AI continua a crescere in modo aggressivo.

Solo nel medio-lungo periodo, probabilmente oltre il 2027–2028, eventuali innovazioni nei processi produttivi o nuove tecnologie di memoria potrebbero riequilibrare il mercato. Fino ad allora, il messaggio di Lenovo è piuttosto chiaro: la memoria non tornerà economica come prima.

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