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OpenClaw sbarca su iPhone e Android: l’agente IA più discusso del 2026 ora è un’app

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OpenClaw, uno dei progetti più chiacchierati nel mondo dell’intelligenza artificiale agentica, ha appena fatto il salto che mancava: da oggi esistono app native per iOS e Android, pubblicate da App Store e Play Store.

Fino a ieri, per parlare con il proprio agente OpenClaw bisognava passare da app di messaggistica come Telegram o WhatsApp, soprattutto su iPhone. Ora basta scaricare l’app ufficiale e concedergli accesso a fotocamera, schermo, posizione, foto, contatti, calendario e promemoria.

Cosa fa davvero OpenClaw

Per chi non l’avesse mai sentito nominare: OpenClaw non è un semplice chatbot. È un agente autonomo, pensato per funzionare come un assistente digitale sempre attivo, capace di gestire email, navigare sul web, eseguire comandi, organizzare file e portare a termine compiti articolati senza bisogno di un comando per ogni singolo passaggio.

La differenza con un’app come ChatGPT è proprio questa: non risponde solo quando interpellato, ma può continuare a lavorare in background, controllare la posta o il calendario in autonomia, e agire sulla base di obiettivi generali piuttosto che di istruzioni puntuali.

Una storia partita da un sviluppatore solo, finita dentro OpenAI

La parabola di OpenClaw merita di essere raccontata, perché spiega molto del perché questo progetto faccia così discutere. È nato a novembre 2025 dal lavoro dello sviluppatore austriaco Peter Steinberger, già fondatore di PSPDFKit, azienda che per oltre un decennio ha realizzato strumenti di gestione PDF arrivati su oltre un miliardo di dispositivi.

Steinberger ha raccontato di aver costruito il prototipo in una notte, mosso semplicemente dalla frustrazione di non trovare uno strumento del genere già pronto.

Il progetto, inizialmente chiamato Clawdbot in omaggio a Claude di Anthropic, è stato costretto a cambiare nome due volte in pochi giorni dopo una contestazione legata al marchio: prima Moltbot, poi definitivamente OpenClaw.

La crescita, da lì, è stata fuori scala: oltre 300mila stelle su GitHub in pochi mesi, un ritmo più veloce di progetti come React o Kubernetes, e una community che a Vienna ha già organizzato una propria conferenza dedicata, la Claw Con.

A febbraio 2026 Steinberger è stato assunto da OpenAI, che ha definito “geniali” le sue idee sul futuro multi-agente dell’IA. Il codice, però, è rimasto open source: la governance del progetto è passata a una fondazione no profit, la OpenClaw Foundation, con OpenAI nel ruolo di principale sponsor finanziario e tecnico.

Perché un’app del genere preoccupa chi si occupa di sicurezza

Qui arriva la parte che vale la pena leggere con attenzione prima di concedere a un agente l’accesso a fotocamera, contatti e calendario del proprio telefono. OpenClaw richiede permessi molto ampi per funzionare davvero come “assistente digitale”, e questo lo rende un bersaglio interessante per chi vuole sfruttarlo in modo malevolo.

Il team di ricerca sulla sicurezza IA di Cisco ha testato uno strumento di terze parti realizzato per OpenClaw e ha scoperto che era in grado di eseguire esfiltrazione di dati e attacchi di prompt injection (istruzioni malevole nascoste nei contenuti che l’IA elabora, capaci di farle eseguire azioni non volute dall’utente) senza che la vittima se ne accorgesse.

Uno degli stessi sviluppatori che mantiene il progetto ha avvertito pubblicamente, senza troppi giri di parole, che chi non sa muoversi con la riga di comando dovrebbe stare alla larga da uno strumento così potenzialmente pericoloso.

Anche le autorità cinesi si sono mosse: a marzo 2026 il governo ha vietato l’uso di OpenClaw a enti statali, aziende pubbliche e banche, citando rischi legati a cancellazioni o fughe di dati non autorizzate e consumi energetici eccessivi, pur lasciando spazio a iniziative locali che incentivano lo sviluppo di un’industria privata costruita attorno al progetto.

Apple, il nodo agentico ancora irrisolto

Proprio su iOS si gioca la parte più interessante di questa notizia, perché Apple negli scorsi mesi ha tenuto un atteggiamento molto più cauto rispetto a Google sul fronte dell’IA agentica.

A marzo 2026 Apple aveva bloccato gli aggiornamenti di diverse app di “vibe coding”, quelle che permettono di generare codice e funzionalità tramite linguaggio naturale, perché violavano le regole dell’App Store che vietano alle app di eseguire codice capace di alterare il proprio funzionamento dopo l’approvazione.

Lo stesso problema riguarda potenzialmente un’app come OpenClaw, ed è il motivo per cui, fino a oggi, gli utenti iOS che volevano usare l’agente erano costretti a passare da app di chat terze come WhatsApp o Telegram, senza un’app nativa dedicata.

Apple sta lavorando da mesi a un sistema che permetta agli agenti IA di operare sull’App Store mantenendo i propri standard di sicurezza e privacy, secondo quanto riportato da più testate specializzate.

L’azienda ha citato esplicitamente casi come quello di agenti capaci di cancellare per errore l’intera casella email di un utente come esempio del rischio che vuole evitare. Resta da vedere quanto l’arrivo dell’app ufficiale di OpenClaw, ora disponibile anche su App Store, rifletta un effettivo allentamento delle regole da parte di Apple o se si tratti di una versione dell’app pensata appositamente per restare entro i confini più stretti consentiti agli sviluppatori esterni.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • OpenClaw ha pubblicato app native per iOS e Android, accessibili da App Store e Play Store
  • L’app permette di concedere all’agente accesso a fotocamera, schermo, posizione, foto, contatti, calendario e promemoria
  • Il progetto, nato a novembre 2025 dal lavoro di Peter Steinberger, è ora gestito dalla OpenClaw Foundation con il sostegno di OpenAI
  • Ricercatori di sicurezza, incluso il team Cisco, hanno documentato rischi concreti di esfiltrazione di dati e prompt injection legati a strumenti di terze parti per OpenClaw
  • La Cina ha vietato l’uso di OpenClaw a enti statali, aziende pubbliche e banche per ragioni di sicurezza

Cosa non sappiamo ancora:

  • Quali limitazioni specifiche Apple abbia imposto alla versione iOS rispetto alle capacità del progetto open source originale
  • Se e quando Apple definirà regole generali per le app di IA agentica sull’App Store
  • Quanti utenti stiano effettivamente già usando le nuove app mobile, dato che il numero complessivo di installazioni del progetto open source (circa mezzo milione, secondo stime recenti) non coincide necessariamente con gli utenti delle nuove app native

Domande frequenti su OpenClaw

Cos’è esattamente OpenClaw? È un agente di intelligenza artificiale autonomo e open source che, a differenza di un chatbot tradizionale, può eseguire compiti in autonomia: gestire email, organizzare file, navigare sul web e ora, tramite l’app mobile, interagire anche con fotocamera, contatti e calendario dello smartphone.

È sicuro installare l’app OpenClaw sul proprio telefono? Dipende molto dal livello di consapevolezza di chi lo usa. Ricercatori di sicurezza hanno documentato casi reali di esfiltrazione di dati e attacchi tramite prompt injection legati a strumenti di terze parti per OpenClaw. Concedere ampi permessi a un agente sempre attivo comporta rischi che un utente poco esperto potrebbe non saper valutare correttamente.

Perché su iPhone non era possibile usarlo prima d’ora come app nativa? Perché le regole dell’App Store di Apple vietano alle app di eseguire codice capace di modificare il proprio comportamento dopo l’approvazione, una restrizione pensata per bloccare il malware ma che si scontra direttamente con il funzionamento di strumenti di IA agentica. Fino a oggi, chi voleva usare OpenClaw su iOS doveva farlo tramite app di chat come WhatsApp o Telegram.

OpenClaw ha qualche legame con Claude di Anthropic? Solo storico, non tecnico. Il progetto si chiamava inizialmente Clawdbot, in omaggio a Claude, ma ha dovuto cambiare nome dopo una contestazione legata al marchio da parte di Anthropic. Oggi OpenClaw è un progetto indipendente, sostenuto da OpenAI, e supporta diversi modelli di intelligenza artificiale, non solo quelli di una singola azienda.

Conviene usare OpenClaw a chi non ha competenze tecniche? Va usato con molta cautela. Uno degli stessi sviluppatori che mantengono il progetto ha dichiarato pubblicamente che chi non sa muoversi con la riga di comando dovrebbe evitare di usarlo senza supervisione, proprio per la complessità di configurazione e per i permessi estesi che richiede per funzionare davvero come assistente autonomo.


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