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Crisi della memoria RAM: Micron punta il dito (senza nominarla) contro Apple

Mister gadget Apple vs Micron

Apple alza i prezzi di Mac e iPad e dà la colpa alla carenza di memoria. Micron, uno dei suoi fornitori storici di chip DRAM e NAND, replica con una versione diversa della storia: quella carenza, in parte, l’hanno creata proprio i clienti che anni fa hanno spremuto i prezzi all’osso.

Non fa nomi, ma il sospetto di molti osservatori del settore corre dritto verso Cupertino.

Cosa ha detto davvero Micron

Il direttore commerciale di Micron, Sumit Sadana, ha parlato al Wall Street Journal subito dopo la pubblicazione di risultati di bilancio da record: ricavi in crescita del 346% su base annua e un margine lordo che si avvicina all’85%.

Le sue parole sono dirette: “Abbiamo detto ad alcuni clienti che stavano facendo pressioni molto aggressive sui prezzi che non era un comportamento costruttivo. Molti investimenti del settore sono stati bloccati nel 2023 a causa di prezzi e margini davvero pessimi.”

Sadana non cita Apple. Ma Apple è cliente di Micron per i chip che finiscono dentro iPhone, Mac e iPad, ed è notoriamente uno dei negoziatori più duri dell’industria tech, capace di ottenere condizioni di favore dai fornitori in cambio di contratti pluriennali e volumi enormi.

Durante il calo del mercato della memoria nel 2022-2023, quando i margini di Micron erano scesi sotto zero, è proprio quel tipo di pressione sui prezzi che, secondo l’azienda, ha portato i produttori a rinunciare a nuovi investimenti in capacità produttiva. Quando la domanda è esplosa con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, non c’era più margine per assorbirla.

Apple intanto ha già alzato i prezzi

Il giorno stesso delle dichiarazioni di Sadana, Apple ha annunciato un giro di rincari che ha toccato Mac, iPad, Apple TV, HomePod e Vision Pro, lasciando invariati solo iPhone, Apple Watch e AirPods. I prezzi dei Mac sono saliti tra il 15% e il 20%, quelli degli iPad tra il 15% e il 25%.

Il titolo Apple ha chiuso quel giorno in calo del 6%, la peggiore seduta in oltre un anno, con circa 265 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in poche ore.

Il CEO Tim Cook aveva già preparato il terreno qualche settimana prima, parlando alla stessa testata di una carenza di memoria definita “un’alluvione che capita una volta ogni cento anni”, la peggiore vista in oltre quarant’anni di carriera.

Cook ha detto che Apple aveva provato a proteggere i clienti dal peso dei rincari finché possibile, ma di aver raggiunto un punto di rottura.

Non è solo un problema di Cupertino

Qui sta il punto che riguarda davvero chi compra tecnologia, e non solo chi possiede azioni Apple o Micron: la carenza di memoria sta colpendo tutta l’industria, non un singolo marchio. Nothing ha confermato che il CMF Phone 3 Pro, pensato come telefono economico, non arriverà quest’anno proprio per i costi della memoria, che ne avrebbero alzato troppo il prezzo finale rispetto al posizionamento previsto.

I numeri aiutano a capire la portata del problema. Secondo un’analisi di Morgan Stanley, i prezzi della memoria sono saliti di sei volte nel giro di un anno, e la nuova capacità produttiva richiederà anni prima di essere operativa. 

JPMorgan stima che il costo di DRAM e NAND, oggi tra il 10% e il 15% del costo totale dei componenti di un iPhone, potrebbe superare il 45% entro il 2027 se la tendenza non si inverte. In altre parole: non è un rincaro temporaneo da assorbire in un trimestre, è un cambio strutturale nei costi che chiunque venda smartphone, computer o tablet dovrà gestire per anni.

C’è una via d’uscita?

Qualche segnale di speranza esiste, ma riguarda il medio periodo, non i prossimi mesi. L’ex dirigente Samsung Kye-hyun Kyung ha previsto un possibile crollo significativo dei prezzi nella seconda metà del 2027, legato ai forti investimenti cinesi nel settore dei semiconduttori di memoria: se la produzione made in China arriverà davvero sul mercato in volumi rilevanti, potrebbe alleviare la pressione sull’offerta. Resta da vedere quanto rapidamente, e con quale qualità, quella produzione riuscirà a competere con i grandi nomi del settore.


Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Cosa sappiamo:

  • Il direttore commerciale di Micron ha collegato la carenza attuale di memoria alle pressioni sui prezzi subite da alcuni clienti nel 2023, senza nominare Apple direttamente
  • Apple ha alzato i prezzi di Mac, iPad, Apple TV, HomePod e Vision Pro, lasciando invariati iPhone, Apple Watch e AirPods
  • Il titolo Apple ha perso il 6% nello stesso giorno dell’annuncio dei rincari
  • La carenza ha già causato il rinvio del lancio del Nothing CMF Phone 3 Pro
  • Secondo stime di Morgan Stanley e JPMorgan, l’aumento dei prezzi della memoria è strutturale e rischia di pesare sui costi dei dispositivi ancora per anni

Cosa non sappiamo ancora:

  • Se Apple risponderà pubblicamente alle dichiarazioni di Sadana, che non l’ha mai citata per nome
  • Quanto incideranno davvero gli investimenti cinesi previsti per il 2027 sulla disponibilità globale di memoria
  • Se altri produttori di smartphone seguiranno Nothing nel rinviare o cancellare modelli per i costi della memoria

Domande frequenti su Micron ed Apple

Micron ha accusato apertamente Apple di aver causato la carenza di memoria? No, non l’ha nominata. Il direttore commerciale di Micron ha parlato genericamente di “alcuni clienti” che avrebbero imposto prezzi troppo aggressivi nel 2023. Il collegamento ad Apple è una lettura fatta da analisti e media, basata sulla reputazione di Apple come negoziatore durissimo con i propri fornitori.

Perché i prezzi della memoria sono saliti così tanto? La combinazione tra margini compressi negli anni passati, che hanno scoraggiato nuovi investimenti produttivi, e l’esplosione della domanda legata all’intelligenza artificiale ha creato uno squilibrio tra offerta e domanda che la nuova capacità produttiva non riuscirà a colmare prima di qualche anno.

I prezzi degli smartphone Android sono coinvolti in questa storia? Sì. La carenza riguarda tutta l’industria, non solo Apple. Nothing ha già rinviato il lancio del CMF Phone 3 Pro proprio per i costi della memoria, e altri produttori potrebbero dover affrontare scelte simili nei prossimi mesi.

Quando potrebbero scendere di nuovo i prezzi della memoria? Un ex dirigente Samsung ha previsto un possibile calo significativo nella seconda metà del 2027, legato ai grandi investimenti cinesi nel settore. Non è però una certezza: dipende da quanto rapidamente quella nuova capacità produttiva arriverà davvero sul mercato in volumi e qualità competitivi.

Conviene comprare ora un nuovo Mac, iPad o smartphone prima di ulteriori rincari? Non esiste una risposta valida per tutti. Se un acquisto era già pianificato a breve, la tendenza attuale dei prezzi rende sensato non rimandarlo troppo a lungo. Se invece non c’è urgenza, vale la pena monitorare l’evoluzione del mercato della memoria nei prossimi mesi prima di decidere.


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