Videogiochi

Tutti i giocatori sono morti nello stesso istante: perché questo evento ha segnato la storia dei videogiochi

Neo, Morpheus e un Agente di Matrix davanti al codice verde digitale della Matrice.

La chiusura dei server di The Matrix Online non è stata un semplice spegnimento tecnico, ma un vero e proprio evento apocalittico e geniale entrato di diritto nella leggenda del gaming.

Tra cinema e videogiochi c’è sempre stato un legame fortissimo, ma è incredibilmente raro che un videogioco diventi ufficialmente parte del “canone” di una saga cinematografica, per poi concludersi con l’eliminazione di massa di tutti i suoi utenti.

Fin dagli albori del medium, videogioco e cinema viaggiano su binari paralleli, spesso incrociandosi. Tuttavia, è merce rarissima vedere un titolo videoludico ispirato a un’opera cinematografica diventarne ufficialmente il seguito canonico, per poi concludere il suo ciclo vitale con un evento tanto tragico quanto memorabile. Eppure, questo è esattamente ciò che è successo negli anni 2000 con un gioco la cui fine ha lasciato un segno indelebile nella community.

Facciamo un salto indietro. Nel 1999 esce nelle sale Matrix, e il successo è a dir poco monumentale. Neo (o forse dovremmo dire Thomas Anderson) conquista gli schermi di tutto il mondo. La saga creata dalle sorelle Wachowski viene talmente osannata che, quattro anni dopo, nel 2003, non esce uno, ma ben due film (Matrix Reloaded e Matrix Revolutions) per chiudere in bellezza la trilogia originale. Certo, per onor di cronaca va ricordato anche il quarto capitolo, Matrix Resurrections, uscito nel 2021, ma per molti fan è arrivato con oltre un decennio di ritardo.

Ma restiamo nel 2003, un anno d’oro per la Matrice. Oltre ai film, vengono rilasciati i magnifici cortometraggi animati Animatrix e arriva sul mercato Enter the Matrix, il primo videogioco action ambientato in questo futuro distopico. Ma l’opera che ci interessa oggi, quella che ha davvero cambiato le regole del gioco, sbarca sui nostri PC due anni più tardi: stiamo parlando di The Matrix Online, il MMORPG (gioco di ruolo online multigiocatore di massa) che ha fatto la storia.

Non un semplice gioco su licenza, ma il vero seguito di Matrix

Prima di svelarvi il tragico finale di questa storia, c’è un dettaglio fondamentale da tenere a mente: TUTTE le opere citate finora sono “canoniche”. Questo significa che condividono lo stesso universo narrativo, la stessa linea temporale e sono profondamente legate l’una all’altra.

Nel 2005, due colossi come SEGA e Warner Bros. si uniscono allo studio di sviluppo Monolith Productions per lanciare un MMORPG ambiziosissimo. E qui arriva il colpo di genio, benedetto dalle stesse Wachowski: prima ancora che i giocatori creassero il loro avatar, veniva chiarito esplicitamente che The Matrix Online era il seguito ufficiale dei film. Tutto ciò che accadeva nel gioco faceva parte della storia ufficiale (è proprio in questo gioco, ad esempio, che il personaggio di Morpheus viene clamorosamente assassinato!).

Due personaggi di The Matrix Online in posa davanti al codice verde della Matrice e a un’interfaccia di gioco.
The Matrix Online non fu un semplice videogioco su licenza, ma un’estensione canonica della storia di Matrix, ricordata ancora oggi per il suo finale apocalittico. (mistergadget.tech)

Per quattro anni, migliaia di appassionati hanno trascorso innumerevoli ore a potenziare i propri personaggi, hackerare il sistema, unirsi a fazioni (come i fedeli di Zion o gli Agenti delle Macchine) e immergersi totalmente in questo universo cibernetico. Tuttavia, come spesso accade nel mondo spietato dei videogiochi online, il numero di abbonati iniziò a calare drasticamente, rendendo i costi di manutenzione dei server del tutto insostenibili.

Un’apocalisse digitale programmata nei minimi dettagli

Nel corso degli anni, la gestione del gioco era passata nelle mani di Sony Online Entertainment (SOE), divisione specializzata del gigante giapponese. Constatato il fallimento economico del progetto, l’azienda prese la decisione più drastica: staccare la spina al gioco. Ma Sony decise di non farlo in modo banale, spegnendo semplicemente i server e mostrando una fredda schermata di errore. Al contrario, scelse di integrare la chiusura del gioco direttamente nella trama della Matrice.

La notte del 31 luglio 2009 è entrata negli annali. Negli ultimi istanti di vita del gioco, i programmatori manipolarono il codice dell’ambiente virtuale per inscenare la fine del mondo. Il cielo della simulazione divenne improvvisamente rosso sangue e minaccioso, squarciato da lampi e fulmini, mentre degli inquietanti occhi rossi giganti (simbolo delle Macchine) apparvero tra le nuvole, fissando direttamente i giocatori. La community capì immediatamente che l’apocalisse digitale era imminente.

Numerosi giocatori riuniti in una piazza virtuale durante un evento di The Matrix Online.
Prima della chiusura definitiva dei server, la community di The Matrix Online si radunò all’interno del gioco per assistere agli ultimi istanti della Matrice. (mistergadget.tech)

Invece di far disconnettere pacificamente la sua fedele community, il gioco attivò uno script letale su tutti i server contemporaneamente. Accompagnato da un agghiacciante suono di ossa rotte e distorsioni digitali, ogni singolo personaggio giocante venne brutalmente “schiacciato”, ridotto a una palla di pixel e codice accartocciato.

Nello stesso identico momento, in una manciata di secondi, tutti gli avatar collassarono su loro stessi, “morendo” in un’atroce agonia virtuale. Subito dopo, i server di The Matrix Online si spensero per sempre, lasciando i giocatori davanti a uno schermo nero.

Ancora oggi, in un’epoca in cui i giochi “live service” (i giochi come servizio) aprono e chiudono nel giro di pochi mesi nell’indifferenza generale, l’addio di The Matrix Online viene ricordato come una vera e propria lezione di stile. Un atto di rispetto verso l’opera e verso i giocatori, regalando loro un ultimo, indimenticabile brivido prima della fine.

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