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Il mercato mondiale degli smartphone è in crisi, ma Apple e Huawei nuotano controcorrente

Apple domina il mercato globale degli smartphone

Il mercato globale degli smartphone continua a calare nel 2026, ma Apple e Huawei crescono grazie a supply chain più solide e domanda più stabile.

Il mercato globale degli smartphone continua a contrarsi, ma Apple e Huawei riescono comunque a crescere. Secondo i dati Counterpoint, le vendite mondiali restano in calo mentre alcuni brand riescono a guadagnare quote grazie a supply chain più solide e strategie più aggressive.

Apple vince mentre tutto crolla: il paradosso del mercato smartphone 2026

Il settore degli smartphone sta attraversando una fase che, ormai, non può più essere definita temporanea. I numeri della ventesima settimana del 2026 mostrano un mercato globale ancora in contrazione, con un calo complessivo dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Eppure, dentro questo scenario negativo, emergono due eccezioni sempre più evidenti: Apple e Huawei.

Entrambi i brand non solo resistono alla flessione generale, ma riescono anche a crescere, rafforzando una dinamica sempre più chiara nel settore: non tutti i produttori stanno affrontando la crisi nello stesso modo.

Apple accelera mentre il mercato frena

Secondo i dati di Counterpoint Research, Apple registra una crescita del 10% anno su anno nella settimana analizzata. Un risultato che spicca ancora di più se confrontato con il contesto generale, caratterizzato da una domanda debole e da un rallentamento diffuso in quasi tutte le regioni chiave.

Il dato arriva in un momento delicato anche per Cupertino. Le pressioni sui costi dei componenti, in particolare sulle memorie, stanno iniziando a farsi sentire lungo tutta la filiera. Tim Cook ha già confermato che l’aumento dei prezzi delle componenti avrà un impatto sull’azienda, anche se non è ancora chiaro in che misura questo si rifletterà sui dispositivi già sul mercato o sulle prossime generazioni.

Nonostante questo, Apple sembra essere riuscita a mantenere una posizione più stabile rispetto ai concorrenti, grazie a una gestione della supply chain più prevedibile e a una domanda che resta relativamente solida nei mercati chiave.

Huawei sorprende, la crescita viene dalla Cina

Il secondo dato che spicca nel report è quello di Huawei, che segna un aumento del 23% su base annua. Un incremento ancora più marcato rispetto ad Apple, anche se fortemente concentrato sul mercato cinese.

Huawei in salita nel mercato degli smartwatch
Huawei in salita nel mercato degli smartwatch (mistergadget.tech)

La crescita del brand è legata a diversi fattori, tra cui una filiera più localizzata e un contesto interno favorevole, oltre a una domanda che, pur non essendo esplosiva, resta più stabile rispetto ad altri mercati globali.

Huawei continua così il suo percorso di consolidamento, sfruttando un ecosistema meno esposto alle dinamiche internazionali che stanno invece penalizzando altri produttori.

Samsung stabile, ma il resto del mercato arretra

Se Apple e Huawei crescono, il resto del panorama racconta una storia diversa. Samsung resta quasi invariata, con un leggero -1% che viene interpretato più come stabilità che come vera contrazione. Il segnale più evidente arriva però dai brand cinesi tradizionali.

Samsung rimane stabile con un 1% di crescita annua
Samsung rimane stabile con un 1% di crescita annua (mistergadget.tech)

OPPO registra un calo del 10%, Xiaomi scende del 17% e vivo arriva a un pesante -19%, in linea con il trend negativo che coinvolge anche il gruppo “altri brand”, anch’esso in forte contrazione.

Il quadro generale è quello di un mercato che non sta semplicemente rallentando, ma si sta progressivamente polarizzando.

OPPO registra un calo del 10%
OPPO registra un calo del 10% (mistergadget.tech)

La memoria è diventata il nuovo collo di bottiglia

Uno degli elementi chiave evidenziati dagli analisti riguarda il costo dei componenti, in particolare delle memorie. La domanda crescente legata ai data center e all’intelligenza artificiale sta assorbendo una quota sempre maggiore della produzione globale di DRAM e NAND, facendo aumentare i prezzi e riducendo la disponibilità per i produttori di smartphone.

Questo fenomeno sta creando una distinzione sempre più netta tra i brand che hanno accesso privilegiato alle forniture e quelli che invece devono affrontare oscillazioni di costo più aggressive.

Il risultato è evidente: chi ha una supply chain più stabile riesce a mantenere strategie di prezzo coerenti, mentre gli altri sono costretti a intervenire su listini e configurazioni.

Prezzi in salita e meno sconti

Secondo gli analisti di Counterpoint, il 2026 sarà un anno segnato da prezzi più alti e minori margini di manovra sulle promozioni. Le aziende stanno già reagendo in modo diverso: alcune aumentano i prezzi, altre modificano i piani di lancio dei dispositivi, altre ancora riducono specifiche tecniche per contenere i costi.

In questo contesto, la capacità di gestire la supply chain diventa un fattore competitivo centrale, forse più importante delle stesse innovazioni di prodotto.

Un mercato sempre più diviso tra pochi vincenti e molti in difficoltà

Il dato più evidente che emerge da questa analisi è la crescente polarizzazione del mercato degli smartphone. Da una parte ci sono Apple e Huawei, capaci di crescere anche in un contesto sfavorevole. Dall’altra un gruppo sempre più ampio di produttori che fatica a mantenere le quote in un mercato in contrazione e con costi in aumento.

Il 2026, più che un anno di innovazione, sembra essere l’anno in cui la supply chain è diventata il vero campo di battaglia.

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