Indice
Il CEO di Nothing avverte: RAM e storage sono ormai i componenti più costosi degli smartphone a causa della domanda AI e della crisi dei chip.
Il mercato degli smartphone sta attraversando una trasformazione silenziosa ma profonda, e questa volta non riguarda i processori o le fotocamere. Il vero cambiamento, secondo il CEO di Nothing Carl Pei, sta avvenendo su un altro fronte: la memoria.
In un recente intervento pubblicato su X, Pei ha affermato che RAM e storage sono ormai diventati i componenti più costosi nella realizzazione di uno smartphone moderno, superando in molti casi il peso economico del chipset stesso. Una dichiarazione che, se confermata su larga scala, ridisegna le dinamiche interne dell’intero settore mobile.
RAM e storage superano il SoC
Tradizionalmente, il componente più costoso di uno smartphone di fascia media e alta è sempre stato il SoC, cioè il processore che integra CPU, GPU e modem. Tuttavia, la situazione starebbe cambiando rapidamente.
Secondo Carl Pei, nei dispositivi più recenti la combinazione di RAM e memoria interna può arrivare a rappresentare più della metà del costo totale dei materiali (BOM, Bill of Materials). Questo significa che la memoria non è più un elemento secondario, ma il vero fattore determinante nella struttura dei costi.
Il caso citato riguarda uno dei dispositivi di Nothing, dove il prezzo della memoria sarebbe raddoppiato tra la fase di progettazione e il lancio sul mercato. E, cosa ancora più significativa, avrebbe subito un ulteriore incremento dopo la commercializzazione.
La pressione dell’intelligenza artificiale sul mercato dei chip
Alla base di questo aumento c’è un fattore ben preciso: la domanda esplosiva di memoria generata dal settore dell’intelligenza artificiale. I grandi modelli AI richiedono enormi quantità di DRAM e storage ad alte prestazioni, e questo sta mettendo sotto pressione l’intera filiera produttiva.
I fornitori non riescono più a soddisfare la domanda in modo flessibile. Le aziende produttrici di smartphone si trovano quindi in una situazione in cui non possono semplicemente ordinare i componenti necessari, ma devono adattarsi a quote limitate e prezzi più elevati.
Il risultato è un aumento generalizzato dei costi, che non riguarda solo i flagship ma sta iniziando a colpire in modo evidente anche la fascia media.
Smartphone più cari e meno sconti
L’effetto di questa dinamica è già visibile sul mercato. Secondo diverse analisi di settore, molti smartphone lanciati nel 2026 hanno registrato prezzi di partenza più alti rispetto alle generazioni precedenti, con incrementi medi che possono arrivare anche a circa 100 dollari.
In parallelo, sta diminuendo anche la frequenza degli sconti aggressivi che negli ultimi anni avevano caratterizzato il mercato mobile. Le promozioni più consistenti diventano sempre meno sostenibili per i produttori, proprio a causa dell’aumento dei costi di produzione.
Carl Pei sintetizza la situazione in modo piuttosto diretto: aspettare non conviene più come prima, perché il trend dei prezzi è chiaramente in crescita.
L’effetto si estende all’intero hardware
Il fenomeno non si limita ai telefoni. L’aumento dei prezzi della memoria si sta riflettendo anche su altri segmenti, come laptop e dispositivi consumer. In alcuni casi, i rincari risultano già evidenti anche su modelli di fascia media, dove la memoria rappresenta una quota sempre più rilevante del costo finale.
La causa principale resta la stessa: la crescita della domanda di chip per AI e data center, che sta assorbendo una parte sempre più ampia della capacità produttiva globale.
Cosa cambia per il futuro degli smartphone
Se questa tendenza dovesse continuare, il settore potrebbe affrontare un cambiamento strutturale. Gli smartphone potrebbero diventare sempre più dipendenti dalla gestione dei costi della memoria, con conseguenze dirette su configurazioni, strategie di prezzo e cicli di aggiornamento dei prodotti.
In pratica, non sarà più solo il processore a definire la fascia di un dispositivo, ma anche la quantità e la qualità della memoria integrata.
Provocazione o cambiamento in corso?
L’allarme lanciato dal CEO di Nothing non è solo una provocazione, ma il segnale di un cambiamento già in corso. La RAM è diventata una risorsa critica, spinta dalla crescita dell’intelligenza artificiale e dalla pressione della domanda globale. E per gli utenti finali, questo si traduce in una realtà sempre più evidente: gli smartphone continueranno a diventare più potenti, ma anche sempre più costosi.
