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Nvidia RTX Spark: la svolta ARM che potrebbe risolvere il più grande difetto dei laptop da gaming

Jensen Huang mostra due laptop durante una presentazione Nvidia dedicata alla tecnologia RTX.

Il nuovo SoC con architettura Blackwell promette di abbattere consumi e calore, aprendo la strada a notebook da gioco ultra-sottili e silenziosi, ma la sfida del raffreddamento resta aperta.

Chiunque abbia mai acquistato un computer portatile da gaming conosce fin troppo bene il compromesso storico a cui bisogna scendere: per avere prestazioni elevate, ci si ritrova quasi sempre tra le mani un mattone pesante, provvisto di un alimentatore enorme e con ventole che, a pieno carico, ricordano il rumore di un jet in fase di decollo.

Le cose, però, potrebbero cambiare molto presto. Con il recente annuncio del suo nuovo chip ARM Nvidia RTX Spark, il gigante di Santa Clara non si è limitato a promettere la solita tonnellata di frame al secondo.

I primi dati tecnici trapelati svelano una drastica riduzione dei consumi energetici. Si tratta di una svolta che potrebbe finalmente spalancare le porte a una generazione di macchine da gioco incredibilmente leggere, sottili e, soprattutto, silenziose.

110 Watt sotto il cofano: il segreto di una scocca ultra-thin

Il vero asso nella manica di questo processore risiede nella gestione dell’involucro termico, il famigerato TDP (Thermal Design Power).

Siamo abituati a vedere notebook da gioco che, quando viaggiano a pieno regime, devono dissipare oltre 200W complessivi tra processore e scheda video, con le sole GPU dedicate di fascia alta che toccano tranquillamente i 175W da sole. Per evitare che i componenti si fondano, i produttori sono costretti a inserire complessi sistemi di raffreddamento pieni zeppi di calodotti (heatpipe) in rame e ventole spesse.

L’architettura ARM promette di spezzare questo circolo vizioso. Secondo quanto riportato dai colleghi di Tom’s Hardware, il prossimo e attesissimo Microsoft Surface Laptop Ultra punterà a un TDP di appena 110W per l’intero SoC targato Nvidia.

Render tecnico di un laptop ultra-sottile con componenti interni e chip centrale illuminati da linee digitali.
Il nuovo SoC Nvidia RTX Spark punta a ridurre consumi e calore grazie all’architettura Blackwell, aprendo la strada a design più compatti senza rinunciare alla potenza grafica. (Mistergadget.tech)

Una sfoltita netta ai consumi che elimina la necessità di configurazioni termiche mastodontiche. Di conseguenza, lo chassis del computer può finalmente assottigliarsi, facendo crollare anche il peso complessivo sulla bilancia.

Undervolting: Nvidia lascia le chiavi dell’ottimizzazione in mano ai giocatori

Questo tetto massimo di 110W non sarà comunque un vincolo assoluto e invalicabile per tutti. Alcuni partner storici di Nvidia hanno infatti intenzione di spingere il silicio un po’ più a fondo.

ASUS, ad esempio, prevede di allocare fino a 140W di potenza sulla stessa puce all’interno dei suoi futuri modelli di punta, così da spremere ogni briciolo di potenza extra bilanciando dinamicamente il carico tra CPU e GPU.

La notizia più interessante per gli smanettoni riguarda però l’apertura sul fronte software. Nvidia sembra intenzionata a permettere la modifica manuale delle tensioni dell’architettura Blackwell. Ciò significa che gli utenti potranno utilizzare le classiche utility di terze parti, come il popolarissimo MSI Afterburner, per praticare l’undervolting del chip. Un undervolt ben calibrato rappresenta da sempre la strategia migliore per ridurre le temperature di esercizio e forzare le ventole al silenzio, senza perdere prestazioni nei giochi.

La sfida dei 100°C: si può fare meglio dei MacBook Pro di Apple?

Nonostante l’entusiasmo, resta da superare la durissima prova del fuoco. Rimpicciolire i dissipatori in rame e ridurre la portata d’aria all’interno di un computer portatile è un’operazione rischiosa, anche quando si ha a che fare con un system-on-a-chip (SoC) estremamente efficiente.

Il punto interrogativo più grande ruota attorno alla capacità del sistema di raffreddamento ultrasottile del Surface Laptop Ultra di tenere a bada i bollenti spiriti della RTX Spark durante le sessioni di gioco prolungate.

Laptop nero con la scritta “Accelerated by Nvidia RTX Spark” visualizzata sopra lo schermo.
Con RTX Spark, Nvidia vuole ridefinire il concetto di notebook da gaming: meno ingombro, maggiore efficienza e nuove possibilità di ottimizzazione per gli utenti più esperti. (Mistergadget.tech)

Il mercato d’altronde offre già un termine di paragone importante: persino i MacBook Pro di Apple equipaggiati con i chip M5 Pro e M5 Max sfiorano costantemente i 100°C non appena vengono messi sotto torchio con carichi pesanti.

Se persino il colosso di Cupertino fatica a domare le temperature dei propri chip ARM all’interno di scocche sottili, Nvidia e i suoi partner dovranno dimostrare sul campo che le loro nuove soluzioni di dissipazione termica ridotta sono in grado di reggere lo sforzo sul lungo periodo, evitando il fastidioso fenomeno del thermal throttling (il taglio automatico delle frequenze).

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