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Android riconosce le telefonate false e ti avvisa: arriva la protezione contro le truffe deepfake

Google e la nuova funzione anti deepfake

Squilla il telefono. Sul display compare il nome di tua madre. Rispondi, e la voce è identica alla sua: stesso tono, stessa cadenza, stessa inflessione. Peccato che dall’altra parte non ci sia tua madre, ma un truffatore dotato di uno strumento di voice cloning basato sull’intelligenza artificiale, pronto a raccontarti un’emergenza inventata per farti inviare denaro.

Non è fantascienza. È esattamente quello che sta succedendo, e Google ha deciso di fare qualcosa di concreto.

Come funziona il rilevamento delle chiamate false su Android

Google ha introdotto in Android una funzione chiamata fake call detection, presentata come la prima protezione di questo tipo nel settore. L’idea di base è elegante: quando ricevi una chiamata da un contatto, e sia tu che lui utilizzate Phone by Google, i due dispositivi si scambiano un segnale di conferma silenzioso e cifrato in tempo reale per verificare che la chiamata provenga davvero da quel dispositivo.

Questo scambio avviene tramite la tecnologia RCS (Rich Communication Services) con cifratura end-to-end, quindi nessuna informazione privata viene esposta durante il processo.

Se il segnale di conferma non arriva, Android lo interpreta come un segnale d’allarme. Il sistema contatta il dispositivo reale del tuo contatto per un doppio controllo: se quest’ultimo risponde che non sta effettuando nessuna chiamata, sul tuo schermo compare immediatamente un avviso che ti invita a riagganciare.

Meccanismo semplice, efficace e automatico. La funzione è attiva per impostazione predefinita e non richiede nessuna configurazione da parte dell’utente.

Perché questo problema è così urgente

Secondo il rapporto di INTERPOL del marzo 2026 sulle frodi finanziarie globali, le truffe basate sull’impersonificazione sono tra i principali responsabili di perdite superiori ai 400 miliardi di dollari a livello mondiale. Solo negli Stati Uniti, le segnalazioni alla FTC hanno registrato danni da truffe telefoniche per quasi 3 miliardi di dollari nel 2024.

Il motivo per cui queste truffe funzionano così bene è una combinazione di due tecniche che si rafforzano a vicenda. Da un lato i truffatori falsificano il numero chiamante (spoofing), facendo apparire sul display il nome di una persona conosciuta.

Dall’altro impiegano strumenti di deepfake audio per riprodurre la voce di quella persona in modo pressoché indistinguibile dall’originale. Secondo diversi esperti di sicurezza, oggi i deepfake vocali hanno raggiunto un livello di realismo tale da ingannare la grande maggioranza delle persone.

Compatibilità e disponibilità

Il fake call detection è disponibile su dispositivi con Android 12 e versioni successive che utilizzano l’app Phone by Google. Il rilascio è partito questo mese, con i Pixel come prima categoria di dispositivi supportati, e proseguirà progressivamente su tutti gli Android compatibili.

Un dettaglio importante: la protezione funziona solo se entrambi gli interlocutori usano Phone by Google e hanno Google Messages con supporto RCS attivo. Chi utilizza un’app telefono diversa può installare Phone by Google dal Play Store e impostarla come app predefinita.

Google ha scelto di costruire questa funzione su RCS, uno standard aperto, con l’obiettivo dichiarato di permettere ad altri produttori e sviluppatori di adottare la stessa tecnologia. Una scelta che, se raccoglierà adesioni, potrebbe trasformare questa protezione da funzione esclusiva Google a standard di settore.

Le altre novità del “June Drop” Android

Il fake call detection è la notizia più rilevante, ma non è l’unica novità di questo aggiornamento. Google Photos riceve la funzione wardrobe, che cataloga i capi d’abbigliamento che hai indossato nelle foto e permette di provarli virtualmente. È disponibile su Android 10 e versioni successive in una prima fase su Stati Uniti, India e Brasile.

Google Play Books integra invece un assistente AI in grado di fornire informazioni contestuali sui contenuti che stai leggendo e di fare un riepilogo del punto in cui ti trovi nel libro.

Circle to Search si aggiorna per riconoscere e cercare più oggetti contemporaneamente all’interno di una stessa immagine, superando il limite precedente di un elemento alla volta. Quick Share, la funzione di condivisione file di Android, estende invece la compatibilità con AirDrop di Apple a un numero maggiore di dispositivi.

Niente male per un aggiornamento intermedio, in attesa di Android 17 previsto per la seconda metà dell’anno. Ma il fake call detection, da solo, vale già l’aggiornamento: in un momento in cui i deepfake audio si diffondono a una velocità preoccupante, avere un sistema automatico che ti avvisa prima che tu cada in trappola non è un lusso. È una necessità.

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