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Se utilizzi uno di questi smartphone è il caso di fare molta attenzione durante l’estate

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Si è addormentato tenendo il Pixel 10 Pro XL nel letto. Il telefono si è surriscaldato e si è spento da solo, disattivando tutte le sveglie impostate. Il mattino dopo l’uomo è arrivato in ritardo al lavoro ed è stato licenziato. La testimonianza, comparsa su Reddit, ha fatto il giro della rete perché mette in discussione qualcosa che diamo per acquisito: che la sveglia del telefono suoni in ogni caso.

Sui Pixel non è scontato. Superata una certa temperatura interna il sistema non rallenta soltanto, si spegne del tutto. E un dispositivo spento non sveglia nessuno.

Perché bisogna fare attenzione al caldo estivo con lo smartphone

La differenza rispetto alla concorrenza è meno ovvia di quanto sembri. Samsung e Apple, davanti al calore, intervengono per gradi — riducono la potenza di ricarica, abbassano la luminosità, tagliano le prestazioni — così da tenere in piedi le funzioni essenziali il più a lungo possibile. Google, sul Pixel 10 Pro XL, preferisce staccare la spina subito per proteggere l’hardware da danni permanenti. La stessa misura pensata per salvaguardare il dispositivo è quella che lascia a piedi chi lo usa.

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Perché bisogna fare attenzione al caldo estivo con lo smartphone-Mistergadget.tech

Le soglie sono documentate. La funzione “Adaptive Thermal” mostra un primo avviso quando la batteria raggiunge i 49 °C e annuncia lo spegnimento entro una trentina di secondi quando si arriva a 55 °C. Non servono condizioni estreme per toccare quei valori: un’auto parcheggiata con 22 °C esterni può superare i 48 °C all’interno nel giro di un’ora. La fragilità termica, peraltro, accompagna la linea Pixel da quando Google è passata ai propri chip Tensor, criticati fin dalle prime generazioni per dissipazione insufficiente.

Non è un caso isolato. Nella stessa redazione che ha rilanciato la segnalazione c’è chi racconta guasti ricorrenti proprio in Italia, durante le vacanze sul Garda: avviso di temperatura, scocca calda al tatto, e la fotocamera che si chiude riavviando il telefono nel momento sbagliato. Lo scatto perso è un fastidio. La sveglia saltata costa di più.

C’è poi un danno che non si vede. Il calore accelera l’invecchiamento delle batterie agli ioni di litio e ne riduce la capacità nel tempo, a prescindere dagli spegnimenti improvvisi. Ricaricare di notte sul comodino — non sotto il cuscino, non accanto a una finestra esposta — è una precauzione valida per qualsiasi modello, ma sui Pixel pesa di più. Le contromisure restano poche e poco eleganti: un punto fresco dove appoggiare il telefono, nessun uso prolungato della fotocamera sotto il sole, e per chi dipende dalla suoneria mattutina un banale orologio a parte.

Google non ha chiarito se intende ammorbidire il comportamento dei suoi top di gamma o se considera lo spegnimento totale la soluzione definitiva. Nel frattempo la responsabilità di non arrivare in ritardo si è spostata, silenziosamente, dal telefono a chi lo possiede.

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