Una tonnellata di minerale estratto da una miniera tradizionale contiene tra i 5 e i 10 grammi di oro. Una tonnellata di telefoni cellulari arriva fino a 980 grammi. Il dato, pubblicato nel 2025 su una rivista scientifica peer-reviewed (Sustainability, MDPI), ribalta l’idea di dove si trovi davvero il metallo: non sottoterra, ma nei circuiti che abbiamo smesso di usare.
Le schede a circuito stampato si attestano su valori più bassi, circa 420 grammi per tonnellata, ma uno studio diverso uscito sempre nel 2025 sulla rivista Waste spinge il confronto più in là: in certi casi quelle schede contengono da 40 a 800 volte più oro del minerale grezzo, con punte tra 1.000 e 3.000 grammi per tonnellata. La forbice è ampia perché dipende dall’età e dal tipo di dispositivo.
Quanto oro c’è in ogni smartphone
Qui sta il dettaglio meno intuitivo: più un apparecchio è vecchio, più oro contiene. I produttori hanno ridotto progressivamente i metalli preziosi nei modelli recenti per tagliare i costi. Lo smartphone comprato l’anno scorso vale, in oro, meno del telefono dimenticato nel 2010.
L’oro serve perché conduce l’elettricità senza ossidarsi, garantendo connessioni stabili nel tempo. Si concentra nei connettori, nei pin, nei punti dove passano i segnali.
Sul piano economico il calcolo è netto. Recuperare un chilo di oro dai rifiuti elettronici costa tra 10.000 e 20.000 dollari; estrarlo dalla terra ne costa tra 30.000 e 50.000. È il motivo per cui è nata l’espressione urban mining: la miniera urbana, fatta di oggetti scartati invece che di rocce. La Royal Mint britannica ha avviato un programma per ricavare oro dalle vecchie schede, puntando a centinaia di chili l’anno.
Eppure il sistema gira quasi a vuoto. Ogni anno il mondo produce oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici (Global E-Waste Monitor 2024, Nazioni Unite), e i metalli ne rappresentano circa metà del peso, per un valore stimato di 91 miliardi di dollari di materiali recuperabili. Di tutti i metalli preziosi contenuti in quei rifiuti, ne viene riciclato il 20%. Il resto resta nei cassetti o finisce in discarica.
C’è un numero che rende concreta la scala. Ogni milione di telefoni avviati al riciclo restituisce circa 34 chili di oro, 16.000 chili di rame e 350 chili di argento. Il rame, in peso, vale quasi cinquecento volte l’oro: il metallo che diamo per scontato è quello che esce in quantità maggiore, e raramente entra nel ragionamento di chi parla di “oro nascosto”.
Il telefono nel tuo cassetto pesa poco più di cento grammi. Quanti ne servono per fare una tonnellata.

