Denunciare un furto o una truffa compilando un modulo dal telefono, senza recarsi fisicamente in caserma: è la funzione che i Carabinieri intendono integrare nell’app IO. Ad annunciarla è stato il comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento nel maggio 2026. La denuncia telematica passerebbe attraverso la stessa applicazione che oggi i cittadini usano per pagamenti e documenti, aprendo un canale parallelo alle Stazioni e alle Tenenze.
Il dato che pesa sulla decisione è la mole di lavoro. L’Arma gestisce circa 2,3 milioni di denunce l’anno, ha spiegato Luongo, e una parte di queste potrebbe essere assorbita dalla piattaforma. La motivazione non è solo organizzativa. Secondo le stime fornite dal generale, lo spostamento sul digitale comporterebbe un risparmio di circa 61 milioni di ore di lavoro d’ufficio definito “a basso valore aggiunto”, insieme a 110 milioni di fogli di carta e a una riduzione di circa 110mila tonnellate di CO₂.
La nuova funzione dell’App IO
Qui emerge il dettaglio meno scontato: a essere messa in conto non è la presenza dei militari sul territorio, ma il tempo speso dietro a una scrivania. La digitalizzazione viene presentata come un modo per togliere ore amministrative, non personale.
Anzi, la rete fisica resta esplicitamente intoccata: le Stazioni coprono 7.407 Comuni e rappresentano un punto di riferimento per circa il 57% della popolazione. “La tecnologia non sostituirà il fattore umano, ma ne amplificherà l’efficacia”, è la formula con cui Luongo ha sintetizzato il principio guida.
C’è poi un effetto collaterale che riguarda chi oggi fatica a raggiungere un comando. Per anziani, persone con difficoltà motorie o residenti in aree distanti dalla caserma più vicina, la denuncia via smartphone abbassa una barriera concreta che finora pesava sull’accesso al servizio. Un beneficio che la comunicazione ufficiale colloca in secondo piano rispetto ai numeri sul risparmio, ma che tocca direttamente la fascia di utenti meno digitalizzata.
Sul piano pratico, IO è l’app sviluppata dal Governo e gestita da PagoPA, con cui si accede ai servizi della Pubblica Amministrazione, si ricevono comunicazioni e si custodiscono i documenti dell’IT-Wallet, come la carta d’identità. L’accesso richiede SPID o Carta d’Identità Elettronica. Al momento nessuna sezione è dedicata al dialogo con l’Arma; quando la funzione arriverà, dovrebbe comparire nella voce “Servizi”.
Resta il nodo dei tempi. Il progetto è ancora in fase di sviluppo e potrebbe partire con una sperimentazione, ma una data ufficiale di lancio non è stata comunicata. L’annuncio, per ora, è un’intenzione con dei numeri allegati.
