Il problema non è lo SPID in sé. Non è neanche l’app di Poste Italiane. Il nodo è più sottile: migliaia di italiani hanno attivato la propria identità digitale con una carta d’identità cartacea, e da agosto 2026 quel documento non sarà più riconosciuto dal sistema. Risultato: accesso bloccato, anche se lo SPID non è mai scaduto.
La scadenza è fissata per agosto 2026. Da quella data, in attuazione di una normativa europea che punta a uniformare i sistemi di identificazione tra i paesi membri e a rafforzarne la sicurezza, le vecchie carte d’identità in formato cartaceo cessano di avere validità come documento di riconoscimento digitale.
Cosa cambia da giugno per lo SPID
Chi non ha ancora aggiornato i propri dati su PosteID — sostituendo il vecchio documento con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) — si troverà fuori dai servizi della pubblica amministrazione, senza preavviso pratico nel momento in cui proverà ad accedere.
La procedura per mettersi in regola è rapida. Basta entrare nel proprio profilo su posteid.poste.it o sull’app PosteID, andare nella sezione “Profilo”, selezionare “Gestisci ID personale” e aggiornare il documento. Il sistema accetta non solo la CIE ma anche patente, passaporto e — dettaglio meno noto — carta d’identità estera o passaporto estero. Chi è straniero e ha un PosteID attivo, dunque, non è escluso dall’operazione.
Vale la pena sottolineare una cosa controcorrente: lo SPID tecnico non ha nulla che non funzioni. Non ci sono bug, aggiornamenti forzati, né modifiche all’app. Il sistema funzionerà esattamente come prima — per chi avrà il documento giusto caricato. Il titolo che circola online, con l’app PosteID che “cambierà” o “si aggiornerà”, è in buona parte fuorviante. Cambia il contesto normativo, non la tecnologia.
La coincidenza temporale con la progressiva trasformazione della CIE in strumento parallelo allo SPID aggiunge un layer. Da qualche tempo la Carta d’Identità Elettronica può essere usata direttamente per accedere ai servizi della PA, senza bisogno di un’identità digitale separata. Lo SPID resta, ma il suo ruolo esclusivo si è già eroso. Chi aggiorna i propri dati su PosteID carica, di fatto, lo stesso documento che potrebbe usare per autenticarsi in modo autonomo, senza passare dall’app di Poste.
Non è chiaro quanti utenti abbiano ancora una carta d’identità cartacea associata al proprio PosteID. Non esistono dati pubblici disaggregati su questo punto. Le attivazioni SPID tramite Poste Italiane si contano in decine di milioni — è il provider più diffuso in Italia — e una parte rilevante di quelle avvenute prima della diffusione della CIE potrebbe riguardare proprio documenti fisici ormai superati. Il tempo c’è ancora, ma agosto arriva senza avvisare due volte.
