Videogiochi

Unreal Engine 6 debutta in sordina: perché la mossa di Epic Games non convince tutti

Auto di Rocket League su un campo da gioco con erba realistica, pallone futuristico e loghi RLCS sugli spalti dello stadio.

Durante il Major di Parigi di Rocket League, Epic ha svelato a sorpresa il suo nuovo motore grafico di sesta generazione, ma una breve clip di 30 secondi ha deluso chi si aspettava i miracoli visivi del passato.

A sorpresa generale, Epic Games ha sfruttato il palcoscenico del Rocket League Major, svoltosi lo scorso fine settimana a Parigi, per svelare l’Unreal Engine 6.

Parliamo della sesta iterazione del motore di gioco (game engine) più famoso e utilizzato dell’intera industria videoludica, che muove non solo Fortnite ma anche gran parte delle produzioni moderne.

Si è trattato di una scelta di comunicazione a dir poco singolare, che stacca radicalmente con le strategie sfarzose a cui l’azienda ci aveva abituato in passato, lasciando una buona fetta di appassionati e addetti ai lavori con l’amaro in bocca.

Un debutto lontano dai fasti e dalle tech demo del passato

Epic Games ha storicamente costruito la propria reputazione tecnologica su presentazioni monumentali, concepite per stupire i produttori di hardware e i videogiocatori di tutto il mondo.

Il pubblico ricorda ancora con enorme nostalgia lo spettacolare debutto dell’Unreal Engine 5 su PlayStation 5. In quell’occasione, gli ingegneri di Epic avevano confezionato una vera e propria avventura interattiva fittizia, ambientata tra maestose rovine antiche, per dimostrare la potenza bruta dell’architettura informatica.

Logo stilizzato di Unreal Engine 6 illuminato da un bagliore viola su sfondo scuro.
L’annuncio dell’Unreal Engine 6 è arrivato a sorpresa, ma senza la spettacolarità delle grandi tech demo che avevano accompagnato il debutto dell’UE5. (mistergadget.tech)

Quella dimostrazione tecnica (tech demo) fece sognare l’industria grazie all’introduzione di Lumen, un sistema rivoluzionario per la gestione dell’illuminazione globale dinamica, e di una tecnologia per la geometria virtualizzata capace di renderizzare miliardi di poligoni sullo schermo all’istante senza sacrificare le prestazioni.

Logico, quindi, che la community si aspettasse un impatto visivo altrettanto devastante per il battesimo dell’Unreal Engine 6.

Invece, l’azienda ha preferito mostrare una semplice sequenza di appena 30 secondi tratta da Rocket League che gira sul nuovo motore, una mossa giudicata da molti l’esatto opposto di ciò che si definisce “impressionante”.

I giocatori si aspettavano una vera e propria vetrina tecnologica progettata per le piattaforme del futuro, piuttosto che il semplice aggiornamento grafico di un titolo competitivo ormai storico. Il confronto tra un frenetico gioco di auto e calcio in un’arena chiusa e le spettacolari ambientazioni fotorealistiche mostrate all’alba della scorsa generazione è apparso fin troppo impari.

A peggiorare la ricezione dell’annuncio ci hanno pensato i social network, immediatamente invasi da critiche feroci. Molti utenti hanno fatto notare come l’attuale Unreal Engine 5 soffra ancora di pesanti problemi di ottimizzazione hardware sulle macchine attuali.

I problemi di fluidità, i cali di fotogrammi e i fenomeni di balbettamento visivo (stuttering) riscontrati in produzioni recenti e attesissime, come il prossimo Borderlands 4, dimostrano che l’UE5 non ha ancora mantenuto appieno le sue immense promesse di perfezione visiva. Parlare già della sesta versione, per molti osservatori, è una mossa decisamente prematura.

I miglioramenti tecnici: il diavolo sta nei dettagli di Rocket League

Nonostante la delusione per il formato della presentazione, la scelta di utilizzare Rocket League permette comunque agli analisti di tracciare un primo bilancio sulle reali innovazioni ingegneristiche introdotte per le produzioni future.

Il titolo sviluppato da Psyonix (studio acquisito da Epic nel 2019) utilizza ancora oggi il vetusto Unreal Engine 3: il team di sviluppo si appresta quindi a compiere un salto generazionale immenso, saltando a piè pari decenni di evoluzione del software.

La clip trasmessa durante l’evento parigino mostra una grafica calcolata interamente in tempo reale con una densità di dettagli nettamente superiore agli standard odierni.

Auto sportiva arancione mostrata in un ambiente di rendering con luci calde, riflessi dinamici e carrozzeria dettagliata.
La nuova generazione del motore grafico di Epic promette miglioramenti su illuminazione, materiali e modelli 3D, ma il pubblico attende ancora una vera prova su un titolo AAA nativo. mistergadget.tech)

Un’analisi fotogramma per fotogramma rivela una precisione millimetrica nella gestione del campo da gioco, dove lo spettatore può distinguere chiaramente ogni singolo filo d’erba in modo indipendente.

Gli ingegneri di Epic hanno inoltre perfezionato gli algoritmi di illuminazione globale e la resa dei riflessi dinamici sulle scocche metalliche delle auto da corsa. Anche la modellazione poligonale dei veicoli è stata completamente rivista da zero per offrire un fotorealismo mai visto prima in un contesto multigiocatore di massa.

La visione di Tim Sweeney: convergenza e strumenti unificati

Al di là della cosmesi grafica, il vero nucleo dell’Unreal Engine 6 risiede nella sua architettura strutturale. Il celebre fondatore e CEO di Epic Games, Tim Sweeney, aveva già anticipato in passato che questo nuovo motore grafico avrebbe segnato un punto di svolta per la filosofia dell’azienda.

L’Unreal Engine 6 fonde le solide fondamenta della quinta versione con l’ecosistema di strumenti di Fortnite, nello specifico l’Unreal Editor per Fortnite (UEFN).

L’obiettivo di questa unione è creare un ambiente di sviluppo unificato e interoperabile, facilitando enormemente il flusso di lavoro quotidiano degli sviluppatori di tutto il mondo, che potranno così programmare sfruttando linguaggi moderni come Verse e far comunicare tra loro esperienze virtuali diverse in una sorta di metaverso condiviso.

Tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo il parere del pubblico. I giocatori e l’industria tech rimangono alla finestra: prima di gridare al miracolo e farsi impressionare dalle potenzialità teoriche dell’Unreal Engine 6, tutti si aspettano di vedere il motore alla prova del nove su un titolo tripla A nativo di nuova concezione, e non applicato a un “semplice” restyling di un gioco uscito originariamente nel 2015.

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