Il punto di ingresso non è il PlayStation Store generico, ma il Catalogo dei Classici, una libreria riservata esclusivamente agli abbonati al piano PlayStation Plus Premium.
Il piano Premium è il livello più alto della struttura a tre tier di PS Plus. Costa 151,99 euro l’anno — contro i 71,99 di Essential e i 125,99 di Extra — e include tutto ciò che offrono i piani inferiori più l’accesso al Catalogo dei Classici, composto da circa 340 titoli tra PS1, PS2, PSP e PS3.
Come giocare ai titoli più belli sulla Playstation
La differenza tecnica tra generazioni non è trascurabile: i giochi PS1, PS2 e PSP vengono scaricati e installati direttamente sulla console, mentre i titoli PS3 sono disponibili solo in streaming, senza possibilità di installazione locale. Per il cloud gaming sono richiesti almeno 5 Mbps di connessione, 15 Mbps per la risoluzione 1080p.
L’emulatore ufficiale con cui girano i classici su PS5 non è neutro: introduce alcune funzionalità aggiuntive rispetto all’hardware originale, tra cui la possibilità di salvare la partita in qualsiasi momento, indipendentemente dai checkpoint previsti dal gioco. Un vantaggio che trasforma l’esperienza di titoli che originariamente non prevedevano alcun salvataggio rapido.
Il Catalogo dei Classici si aggiorna ogni mese, ma con un ritmo più contenuto rispetto al catalogo principale. Sony ha sostanzialmente rallentato a un titolo classico per mese, come dimostrano gli ultimi aggiornamenti: a marzo 2026 è arrivato Tekken: Dark Resurrection, mentre a maggio era stato annunciato in anticipo il classico PS1 Time Crisis.
La selezione dei titoli non è decisa esclusivamente da Sony: anche i publisher terzi possono richiedere l’inclusione dei propri giochi nel catalogo. Lo ha confermato Ziggurat, che detiene i diritti di Battle Engine Aquila — titolo PS2 del 2003 — entrato nel Catalogo dei Classici a maggio 2025 dopo una richiesta diretta dell’editore. Questo meccanismo spiega in parte la disomogeneità della libreria, che alterna titoli di primo piano a recuperi meno attesi.
Esiste però una strada alternativa per chi non vuole o non può investire nell’abbonamento Premium. Una parte dei classici del Catalogo viene resa disponibile anche per l’acquisto separato sul PlayStation Store, senza necessità di abbonamento. Non tutti i titoli seguono questa strada — la selezione è irregolare e imprevedibile — ma quando succede i prezzi sono contenuti: The Legend of Dragoon e Wild Arms 2 erano disponibili a 9,99 euro ciascuno, Harvest Moon: Back to Nature a 5,99 euro.
Il dato più controintuitivo dell’intera struttura è questo: un abbonamento Premium da 151,99 euro annui, che include centinaia di titoli moderni oltre ai classici, può costare meno — per chi gioca molto — di riacquistare una manciata di giochi PS1 o PS2 in versione fisica originale sul mercato dell’usato. Alcune copie originali di titoli come The Legend of Dragoon raggiungono prezzi significativamente più alti sul mercato secondario.
A fine 2025, PS Plus contava circa 47,8 milioni di abbonati in tutto il mondo. Quanti di questi scelgano effettivamente il piano Premium — e non i due livelli inferiori, che non danno accesso ai classici — Sony non lo comunica.
