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Il clamoroso ritorno di Fortnite su iOS: l’iconico battle royale di Epic Games di nuovo sull’App Store in tutto il mondo

Smartphone mostrato in orizzontale con artwork promozionale di Fortnite, tra personaggi, veicoli e colori vivaci su sfondo chiaro.

Dopo anni di esilio e una sfibrante battaglia legale, il titolo torna disponibile sui dispositivi Apple a livello globale, mentre si accende lo scontro finale sulle commissioni e la trasparenza del mercato mobile.

Una delle telenovele più calde e longeve della storia della tecnologia ha appena vissuto il suo capitolo più importante e inaspettato. Fortnite è ufficialmente tornato disponibile per il download diretto tramite l’App Store di Apple a livello globale.

La svolta, che mette fine a un esilio forzato iniziato nell’ormai lontano agosto del 2020, arriva sulla scia di una clamorosa memoria difensiva presentata da Cupertino alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Nelle scorse ore, i legali della mela morsicata hanno ammesso formalmente davanti ai giudici che “le autorità di regolamentazione di tutto il mondo stanno osservando da vicino questo caso per determinare quale tasso di commissione Apple potrebbe addebitare sugli acquisti coperti nei grandi mercati al di fuori degli Stati Uniti”.

La strategia di Epic Games: far luce sui costi nascosti di Cupertino

La decisione di Epic Games di ridistribuire il proprio titolo di punta attraverso il canale ufficiale di Apple non è una resa, bensì una mossa geopolitica e commerciale studiata nei minimi dettagli. I vertici dello studio di sviluppo si dicono certi che i tribunali federali statunitensi costringeranno presto Apple alla totale trasparenza sulle strutture di costo reali del proprio negozio virtuale.

Secondo la linea difensiva di Epic, una volta che il colosso californiano sarà obbligato a svelare pubblicamente i margini di profitto e i costi effettivi di gestione della sua infrastruttura, i governi dei principali mercati mondiali non tollereranno più quelli che vengono definiti come “costi occulti”.

Nonostante la tregua commerciale che ha riportato il gioco sui display degli iPhone, Epic Games ha confermato che non intende interrompere le azioni legali contro le pratiche anticoncorrenziali dell’App Store, continuando a contestare il blocco dei marketplace di terze parti e l’assenza di una reale concorrenza nei sistemi di pagamento in-app.

Il pressing dei regolatori internazionali: UE, Giappone e Regno Unito

Il contesto normativo in cui avviene questo storico ritorno è profondamente mutato rispetto all’inizio delle controversie. Negli ultimi due anni si è assistito a una fortissima spinta geopolitica per scardinare i monopoli dei negozi digitali.

Persona che tiene in mano un iPhone in orizzontale mentre gioca a Fortnite, con il personaggio visibile sullo schermo in una partita mobile.
Fortnite torna finalmente su iPhone e iPad tramite App Store, riportando il celebre battle royale di Epic Games nell’ecosistema Apple dopo anni di assenza. (mistergadget.tech)

I legislatori hanno approvato severe normative antitrust in diverse aree del mondo:

  • Unione Europea: Con il consolidamento del Digital Markets Act (DMA).
  • Regno Unito: Attraverso il Digital Markets, Competition and Consumers Act.
  • Giappone: Con le nuove disposizioni a tutela della concorrenza nei software per smartphone.

Tuttavia, l’applicazione pratica di queste tutele non è stata immediata. Epic Games accusa apertamente Apple di aver eluso lo spirito di queste leggi nazionali introducendo avvisi deterrenti all’utente (i cosiddetti schermati di “scareware”), commissioni alternative (come la Core Technology Fee) e vincoli burocratici estremamente onerosi.Per questa ragione, il publisher chiede ora agli enti regolatori un intervento ispettivo rigido, affinché sviluppatori e consumatori possano beneficiare di un ecosistema mobile realmente aperto e leale.

L’eccezione dell’Australia: perché lì Fortnite resta al bando

Se l’App Store globale è tornato ad accogliere il battle royale, la mappa geografica della disponibilità presenta ancora una vistosa eccezione: l’Australia. Nel territorio australiano, Epic ha formalmente vinto la causa legale contro Cupertino, ottenendo una sentenza in cui il tribunale locale ha dichiarato illegittimi molti dei termini contrattuali imposti da Apple agli sviluppatori.

Nonostante il verdetto sfavorevole dei giudici australiani, Apple continua ad applicare le medesime condizioni restrittive nel Paese.

Epic Games ha chiarito la propria rigida posizione in merito attraverso una nota ufficiale:

“Epic non può sottoscrivere un accordo di pagamento illegale con Apple. Di conseguenza, a meno che Cupertino non accetti di adottare termini transitori conformi alle leggi locali, il ritorno di Fortnite sui dispositivi iOS australiani rimarrà congelato in attesa di un’ingiunzione formale e definitiva da parte della Corte.”

La battaglia per la libertà del software mobile ha temporaneamente restituito il gioco ai suoi utenti, ma la guerra fredda tra i due colossi della tecnologia è tutt’altro che conclusa.

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