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Per anni il problema è stato lì, sotto gli occhi di tutti: riconoscere al volo un’app Google dall’altra. Gmail, Drive, Meet, Calendar e Documenti hanno finito per somigliarsi parecchio, stretti dentro gli stessi quattro colori e dentro forme spesso troppo vicine.
Una scelta coerente con l’immagine del marchio, certo. Ma poco comoda quando si lavora con tante schede aperte, launcher pieni o più account da gestire. Ora Google prova a correggere il tiro.
Alla vigilia del Google I/O 2026, in programma il 19 maggio, la società ha iniziato a distribuire nuove icone per diverse app e servizi. L’obiettivo è semplice: renderle più facili da distinguere, senza perdere lo stile Google.
Google ritocca le icone: il cambio si vede già
Il rilascio delle nuove icone Google è già comparso su alcuni account e su diverse app mobile, soprattutto su iPhone. Qualche traccia si vede anche nel selettore delle applicazioni dentro Gmail sul web.
Non tutto, però, è già allineato: aprendo Drive o Calendar, in alcuni casi, si trovano ancora le vecchie icone. È il solito aggiornamento a scaglioni di Google, quindi niente di strano se arriva prima su alcuni dispositivi e solo dopo su altri.
Il cambiamento riguarda servizi usatissimi come Gmail, Drive, Calendar, Meet e, con ogni probabilità, il resto della suite Workspace, anche se Google non ha ancora pubblicato una comunicazione dettagliata app per app. Il punto, però, non è soltanto grafico: dopo il redesign di circa cinque anni fa, molte icone erano diventate più ordinate, ma anche meno riconoscibili a prima vista.
Quando le icone si somigliano troppo, diventano un problema
La vecchia serie di icone aveva un merito: dava a tutto l’ecosistema Google un’immagine coerente. Il guaio è che, quando la coerenza diventa eccessiva, rischia di fare confusione. Documenti, Fogli, Presentazioni, Meet, Calendar e Drive usavano colori, linee e forme così simili da richiedere spesso un secondo sguardo.
Per chi usa ogni tanto questi servizi è solo un fastidio. Per chi ci lavora tutti i giorni, invece, è una piccola perdita di tempo che si ripete di continuo. Le nuove icone sembrano andare nella direzione opposta: più profondità, forme più diverse tra loro e una lettura più immediata.
È un percorso già visto con la nuova icona di Google Maps, tornata più riconoscibile grazie a un pin più forte e meno piatto. Il punto, nel design delle app, resta sempre lo stesso: non basta che un’icona sia bella, deve farsi capire subito. Ne abbiamo parlato spesso anche nelle nostre analisi su Google e i suoi servizi e negli approfondimenti dedicati ad Android.
Alla vigilia del Google I/O 2026 il segnale non passa inosservato
Il momento scelto non sembra casuale. Le nuove icone arrivano proprio alla vigilia del Google I/O 2026, l’evento in cui l’azienda racconta la rotta dei suoi prodotti software, dell’intelligenza artificiale e dell’ecosistema Android.
La scorsa settimana Google ha mostrato anche una nuova versione tridimensionale delle emoji in Android 17, altro indizio di una maggiore attenzione alla profondità e alla chiarezza degli elementi visivi. Le icone aggiornate stanno dentro questa stessa linea: meno piattezza, più volume, più contrasto e un’identità più netta per ogni app.
Questo non vuol dire che Google stia mettendo da parte il Material Design. Piuttosto, sembra una correzione dopo anni in cui molte interfacce hanno cercato una pulizia forse fin troppo spinta. Per gli utenti italiani non ci sono funzioni da aspettare o prezzi da controllare: il cambiamento riguarda app e account, quindi dovrebbe arrivare gradualmente anche in Italia, senza passaggi particolari, a parte eventuali aggiornamenti su iOS e Android.
Un dettaglio grafico che può cambiare la giornata
Le icone non sono una nuova funzione. Non migliorano una videochiamata su Meet e non rendono più rapida la sincronizzazione di Drive. Però sono uno dei punti che vediamo e tocchiamo più spesso. Se un’icona si riconosce prima, l’uso diventa un po’ più scorrevole.
Se una suite di app comunica meglio le differenze tra i servizi, tutto l’ecosistema appare meno confuso. È qui che la scelta di Google pesa più di quanto sembri. Negli ultimi anni molte aziende tecnologiche hanno spinto verso immagini sempre più uniformi, sacrificando a volte il compito principale di un’icona: farsi capire in un istante.
Di questo cambio di rotta convince proprio il ritorno a una distinzione più chiara tra le app. Resta da vedere quanto sarà ampio il redesign e se Google lo presenterà come parte di una revisione più grande dell’esperienza Android e Workspace durante il keynote del 19 maggio.
Se sarà solo una mano di vernice, resterà comunque una correzione utile. Se invece anticipa una nuova fase del design Google, allora queste piccole icone potrebbero dire qualcosa di più grande.