Indice
Tra un gameplay free-flow straordinariamente fluido, un massiccio tributo alla cinematografia di Gotham e i limiti storici della formula TT Games, l’Uomo Pipistrello in formato mattoncino firma uno dei titoli più ambiziosi del 2026.
+ La narrazione strutturata come un “Best Of” dei film storici
+ L’umorismo slapstick e l’ironia tagliente dei titoli LEGO
+ Un mondo aperto denso, stratificato e ricco di attività secondarie
+ La campagna interamente godibile in modalità cooperativa locale.
+ Il doppiaggio in lingua italiana è caratterizzato da una qualità recitativa eccellente.
– Rompicapi ambientali si basano quasi sempre sulle medesime meccaniche di interazione.
– Il frame rate viene ancorato a soli 30 FPS in modalità schermo condiviso, persino su hardware PS5 Pro.
Sembra ieri, eppure oggi sono trascorsi esattamente undici anni dall’uscita di Batman: Arkham Knight, il capitolo che nel 2015 sancì la conclusione della leggendaria trilogia firmata da Rocksteady Studios. Da quel momento, il panorama dei videogiochi dedicati ai supereroi della DC Comics ha vissuto tempi decisamente turbolenti.
Se da un lato la community ha continuato a chiedere a gran voce un vero e proprio sequel delle avventure del Cavaliere Oscuro, dall’altro l’industria ha preso direzioni differenti. Mentre Rocksteady si è purtroppo impantanata nelle sabbie mobili del controverso progetto Live Service di Suicide Squad: Kill the Justice League, e le voci di corridoio insistono su un loro presunto ritorno alle origini con un nuovo titolo a budget elevatissimo, i videogiocatori sono rimasti a bocca asciutta, orfani di quel mix unico di azione, investigazione e atmosfera gotica.
In questo scenario di totale digiuno da parte dei fan, si è inserita una sorpresa tanto inaspettata quanto incredibilmente affascinante. TT Games, lo storico studio britannico celebre per i suoi adattamenti in chiave ironica, ha calato l’asso con LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro.
L’idea alla base della produzione è tanto folle quanto geniale: fondere le acclamate meccaniche di gioco della serie Arkham con la leggerezza tipica dell’universo LEGO, cucendo il tutto attorno a una narrazione che celebra la gloriosa storia cinematografica di Batman. Il risultato è un pacchetto interattivo sorprendente, capace di proporsi come un tassello fondamentale per l’intrattenimento videoludico di questo 2026.
Un “Best Of” cinematografico in formato mattoncino
La struttura narrativa di LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro si distacca nettamente sia dalle canoniche conversioni dirette a cui TT Games ci ha abituati negli anni, sia da una trama completamente inedita.
Gli sceneggiatori hanno optato per una formula ibrida estremamente coraggiosa: il gioco si configura come un colossale viaggio nei ricordi che permette di rivivere i momenti più iconici della mitologia dell’Uomo Pipistrello, legandoli tra loro attraverso un unico e coerente filo conduttore.
L’opera si trasforma fin dalle prime battute in una vera e propria lettera d’amore per i cinefili e per gli appassionati dei fumetti della casa editrice di Burbank. Nel corso dell’avventura ci si ritrova ad affrontare:
- L’addestramento di Bruce Wayne a Nanda Parbat, una sequenza magistralmente ripresa dal film Batman Beginsdi Christopher Nolan.
- La tragica e grottesca scena della “nascita” del Joker, che pesca a piene mani dal capolavoro cartaceo The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland.
- Lo spettacolare e distruttivo inseguimento a bordo della Batmobile, mutuato direttamente dalle atmosfere grunge e fangose di The Batman diretto da Matt Reeves.
- La celebre sequenza del museo, che evoca immediatamente lo stile gotico e barocco del primo e indimenticabile Batman di Tim Burton del 1989.
- Il claustrofobico e teso interrogatorio all’interno del commissariato, una fedele ricostruzione di una delle scene madri di The Dark Knight.
Naturalmente, tutta la drammaticità e l’oscurità intrinseca di queste sequenze viene rimodellata attraverso la lente deformante e parodistica dell’universo LEGO. La violenza viene edulcorata con intelligenza per mantenere il titolo accessibile alle famiglie: l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne avviene rigorosamente fuori campo tramite espedienti visivi leggeri, mentre la famiglia di Robin non perde la vita, ma subisce semplicemente dei buffi infortuni che la costringono a un periodo di degenza.
La trasformazione di Harvey Dent in Due Facce, ad esempio, non è frutto di una tragica esplosione o di una scarnificazione da acido, ma avviene dopo che il personaggio viene colpito ripetutamente da una serie di oggetti bizzarri sullo stesso lato del volto. È praticamente impossibile non lasciarsi scappare una risata di fronte a trovate di questo tipo.
A supportare questa operazione di riscrittura comica troviamo un adattamento italiano e un doppiaggio nella nostra lingua di assoluto spessore, caratterizzato da professionisti che si sono palesemente divertiti nel calcare la mano e nell’enfatizzare le battute.
Questa scelta non solo garantisce un livello di intrattenimento elevato per i veterani, ma assolve a una funzione pedagogica non indifferente: grazie all’accessibilità della lingua italiana e alla comicità slapstick, il gioco permette anche ai bambini di circa 10 anni di interfacciarsi con il mito di Batman senza la necessità di guardare pellicole cinematografiche che, per ovvi motivi di classificazione e toni, non sarebbero adatte alla loro fascia d’età.
Il gameplay della saga di Arkham sotto una nuova luce
Se sul fronte del comparto narrativo il titolo si propone come un compendio del cinema dedicato all’eroe di Gotham, sul piano prettamente interattivo l’operazione nostalgia raddoppia. TT Games ha preso l’intera impalcatura ludica dei Batman di Rocksteady, convertendola di peso all’interno di questo ecosistema cubico e, per certi versi, rendendola persino più fluida e immediata.
Tutti i pilastri fondamentali della serie Arkham rispondono all’appello con una precisione chirurgica:
- Il sistema di combattimento Free-Flow: Il ritmo sincopato fatto di colpi a segno, contrattacchi tempestivi segnalati dalle classiche icone sulla testa dei nemici e combo devastanti è identico a quello originale, ma beneficia di transizioni tra le animazioni ancora più rapide.
- Le fasi di infiltrazione e modalità Predatore: Le sezioni in cui è necessario ripulire le stanze eliminando i nemici uno alla volta, sfruttando i gargoyle, i condotti di ventilazione e i KO silenziosi, sono state riprodotte fedelmente.
- I gadget tecnologici: Dal fidato Batarang al gel esplosivo, passando per il bat-artiglio e il lancia-cavi, ogni strumento dell’arsenale della Wayne Enterprises è presente e si utilizza allo stesso identico modo.
- La mobilità cittadina: La planata tramite l’utilizzo del mantello e la transizione rapida con il grappino per agganciarsi ai cornicioni dei palazzi restituiscono il medesimo, esaltante feedback dei capitoli principali.
La fedeltà della riproduzione è talmente maniacale che alcune animazioni specifiche, come l’applicazione del gel esplosivo sulle pareti friabili o l’intera planimetria del manicomio di Arkham, sono cloni diretti di quanto visto in Arkham Asylum.
Ciononostante, L’Eredità del Cavaliere Oscuro non vuole essere un mero esercizio di copia e incolla, e si prende il lusso di smussare gli angoli più spigolosi della formula originale.
Alcune meccaniche risultano oggi decisamente più godibili rispetto al passato: la guida della Batmobile, ad esempio, abbandona le legnosità e le derive da carro armato viste in Arkham Knight a favore di un sistema arcade immediato e reattivo, mentre la planata tra i grattacieli di Gotham è stata semplificata trasformando l’azione in un vero e proprio volo libero, riducendo la frustrazione legata alla gestione della gravità.
I combattimenti guadagnano una fluidità senza precedenti, con un Batman di plastica che si sposta da un avversario all’altro con una rapidità e una pulizia d’azione che non fanno rimpiangere le controparti fotorealistiche. Trattandosi di un titolo orientato alla massima accessibilità, queste semplificazioni strutturali appaiono non solo comprensibili, ma assolutamente indovinate.
La formula LEGO: quando la tradizione diventa un limite
Tuttavia, l’anima di questa produzione resta indissolubilmente legata al DNA di TT Games, e questo fattore porta con sé sia i pregi storici della serie sia i suoi difetti più radicati.
Chiunque abbia giocato a un titolo del franchise sa esattamente cosa aspettarsi: stanze piene di elementi dello scenario da distruggere per accumulare quanti più mattoncini dorati e d’argento possibili, indicatori da riempire per ottenere lo status di “Eroe Vero” e la necessità costante di ricostruire oggetti partendo da cumuli di blocchi saltellanti per poter proseguire nei livelli.

Ogni personaggio del vastissimo roster sbloccabile possiede abilità e gadget unici, indispensabili per risolvere i piccoli enigmi ambientali sparsi per le mappe. Purtroppo, l’ancoraggio a questa formula fin troppo canonica finisce alla lunga per danneggiare il ritmo complessivo dell’esperienza.
Durante le sessioni di test è emersa una certa ridondanza strutturale: alcuni livelli della campagna principale risultano eccessivamente dilatati a causa di sezioni riempitive superflue, e i rompicapo si adagiano costantemente sulle medesime dinamiche.
La progressione richiede quasi sempre di utilizzare il gadget del personaggio A, attivare un meccanismo, passare al personaggio B per distruggere una parete e infine assemblare un oggetto per aprire la porta successiva. Alla lunga, se affrontato in completa solitudine, questo loop di gioco rischia di generare una precoce sensazione di stanchezza e di già visto.
Gotham City in modalità cooperativa: un open-world titanico
Il discorso cambia radicalmente se si decide di affrontare l’avventura sfruttando la vera e propria colonna portante della produzione: la modalità cooperativa. Come da tradizione per lo studio, LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro è interamente fruibile da due giocatori in locale, dall’inizio alla fine della storia.
Questa impostazione giustifica anche le numerose libertà e modifiche apportate alla trama dei film, riorganizzate affinché il Cavaliere Oscuro sia costantemente affiancato da una spalla, sia essa Robin, Nightwing, Catwoman o un altro membro della Bat-famiglia.
In compagnia di un amico o di un familiare, i difetti legati alla ripetitività delle situazioni svaniscono quasi del tutto, poiché viene eliminata la fastidiosa necessità di dover alternare continuamente i personaggi tramite la pressione di un tasto per risolvere i puzzle a schermo. La cooperazione rende l’azione fluida, dinamica e decisamente divertente.
Purtroppo, lo stesso non si può dire per quanto concerne il versante puramente tecnico della produzione. Nel momento in cui si attiva lo schermo condiviso (split-screen), il gioco subisce un drastico dimezzamento delle prestazioni, ancorando il frame rate a soli 30 fotogrammi al secondo (FPS), una limitazione che si manifesta purtroppo anche sulla più potente PlayStation 5 Pro. Questo dimezzamento della fluidità colpisce sia i livelli al chiuso sia, in maniera ancora più evidente, le sezioni ambientate nell’area di gioco principale.
Un vero peccato, perché il grande punto di forza di questo capitolo risiede proprio nel suo immenso mondo aperto, che fonde l’architettura cittadina di Arkham City e Arkham Knight con la verticalità e i sistemi di navigazione visti nei recenti capitoli di Spider-Man targati Insomniac Games.
La mappa di gioco è suddivisa in quattro macro-isole collegate tra loro che, sebbene non vantino l’estensione territoriale dei titoli open-world più blasonati, colpiscono per l’incredibile densità e generosità dei contenuti proposti.
Gotham City è letteralmente stipata di attività secondarie, sfide e collezionabili, al punto da generare quasi un senso di vertigine per la quantità di icone presenti sulla mappa.
Inoltre, il mondo circostante reagisce dinamicamente ai progressi effettuati nella campagna principale: sconfiggere un supercriminale all’interno della storia principale sbloccherà una serie di ripercussioni ecologiche o strutturali nella città, come ad esempio le piante giganti di Poison Ivy che invaderanno le strade e di cui dovremo occuparci successivamente attraverso compiti specifici.

Se per completare la sola linea narrativa principale sono necessarie circa quindici ore di gioco, per raggiungere il fatidico 100% completando ogni singola attività e collezionando tutti i mattoncini d’oro, la longevità complessiva raddoppia senza troppi problemi, superando abbondantemente le trenta ore totali.
Verdetto
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro centra in pieno l’obiettivo che si era prefissato nelle fasi di pre-produzione, configurandosi come la summa definitiva di tutto ciò che di meglio è stato prodotto attorno alla figura dell’Uomo Pipistrello negli ultimi decenni.
TT Games ha saputo modernizzare il sistema di combattimento della serie Arkham, ha infarcito l’opera di citazioni cinematografiche colte e intelligenti e ha confezionato un mondo aperto vibrante e ricco di attività da svolgere. Ci troviamo senza ombra di dubbio di fronte al progetto LEGO più ambizioso, stratificato e forse qualitativamente riuscito della storia dello studio britannico.
Di contro, l’impossibilità di slegarsi del tutto dai canoni storici e un po’ antiquati del genere di appartenenza rappresenta anche il suo limite principale. La ripetitività strutturale dei livelli e la rigidità dei puzzle ambientali potrebbero annoiare chi deciderà di affrontarlo in modalità giocatore singolo.
Se siete genitori alla ricerca di un titolo eccellente da condividere con i vostri figli, o se siete fan accaniti del protettore di Gotham in cerca di un’avventura leggera ma ricca di fan service, l’acquisto è caldamente consigliato.
Se invece la vostra speranza era quella di trovarvi tra le mani il vero e definitivo erede della tetralogia di Rocksteady, questo capitolo rappresenterà un eccellente e divertentissimo passatempo in attesa che i canali ufficiali svelino i piani futuri per il Cavaliere Oscuro.
