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“Donazione” così ti svuotano il conto corrente in un attimo quando sei al Supermercato

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La truffa della finta donazione al Pos è stata segnalata dalla polizia locale delle Giudicarie, corpo che coordina la sicurezza, e si svolge dentro i supermercati, non fuori.

Il dettaglio della location non è secondario. I raccoglitori di fondi legittimi — quelli delle grandi organizzazioni umanitarie — operano tipicamente con postazioni fisse, spesso all’ingresso dei negozi, con materiali identificativi verificabili. I truffatori invece si muovono tra le corsie, sfruttando il contesto dinamico dello shopping e la distrazione tipica di chi sta gestendo un carrello, un bambino, una lista della spesa.

Il meccanismo è semplice quanto efficace. I falsi volontari si presentano con volantini che riproducono loghi di associazioni benefiche note — i marchi sono contraffatti — e propongono una donazione rapida tramite Pos portatile. Quando la vittima acconsente, il dispositivo viene impostato su una cifra molto superiore a quella concordata a voce. A quel punto uno dei complici interviene per distrarre il cliente: basta un secondo di disattenzione perché il pagamento venga autorizzato senza che l’importo reale sul display sia stato letto.

Così ti prelevano 2000 euro: la nuova truffa

Le autorità hanno documentato sottrazioni fino a 2.000 euro in un’unica transazione. Non si tratta di un prelievo frazionato o di addebiti successivi: il denaro sparisce in un’operazione sola, istantanea, con carta di credito o bancomat.

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Così ti prelevano 2000 euro: la nuova truffa-Mistergadget.tech

C’è un aspetto contro-intuitivo in questa truffa: funziona meglio sulle persone più attente alle cause sociali. Chi è abituato a donare, chi ha già interagito con volontari davanti ai supermercati, chi riconosce i loghi delle grandi organizzazioni — è esattamente il profilo più esposto. La familiarità con la pratica abbassa la guardia sul momento cruciale: la lettura del display prima di avvicinare la carta o il telefono al lettore.

La polizia delle Giudicarie consiglia di diffidare da qualsiasi raccolta fondi che avvenga direttamente tra le corsie e di verificare sempre la cifra visualizzata sul Pos prima di autorizzare il pagamento. In caso di avvistamento di persone sospette che chiedono donazioni all’interno del punto vendita, l’indicazione è di avvisare immediatamente il personale del supermercato e chiamare il 112.

Va notato che il Pos usato dai truffatori non è un dispositivo clonato o manomesso in senso tecnico: è semplicemente impostato su un importo diverso da quello dichiarato a voce. Questo significa che la transazione risulta regolare dal punto di vista bancario, il che complica enormemente qualsiasi tentativo di contestazione o rimborso successivo. La banca vede un pagamento autorizzato dal titolare della carta. Dimostrare la frode richiede la denuncia e un’indagine penale.

Il fenomeno si inserisce in una categoria più ampia di truffe legate ai terminali di pagamento — la cosiddetta “truffa del Pos” — che in altre varianti prevede dispositivi nascosti o manomessi per clonare i dati della carta. In questo caso la tecnologia non viene alterata: viene alterata l’attenzione della vittima.

Quante transazioni di questo tipo siano già avvenute senza che la vittima se ne sia accorta nell’immediato — scoprendolo solo giorni dopo sull’estratto conto — non è dato sapere.

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