Non si tratta di un’interruzione graduale o di una riduzione di funzioni: dall’oggi al domani, l’app diventerà inutilizzabile su tutti i dispositivi che non possono essere aggiornati ad Android 6.
I terminali coinvolti sono essenzialmente quelli commercializzati tra il 2013 e il 2015, quando Android 5 era il sistema operativo di riferimento e molti produttori smisero rapidamente di rilasciare aggiornamenti per i propri modelli. La scelta di non aggiornare all’epoca, spesso unilaterale da parte del costruttore e non dell’utente, determina ora l’esclusione definitiva da WhatsApp.
Addio a WhatsApp su questi modelli di smartphone
L’elenco dei modelli interessati include alcuni dei telefoni più venduti di quegli anni. Samsung Galaxy S4, Galaxy Note 3, Galaxy S5 mini e Galaxy Core Prime figurano tra i dispositivi Samsung che perderanno l’accesso. Sul fronte Sony, l’impatto è ancora più ampio: Xperia Z1, Z1 Compact, Z Ultra, ZL e Xperia M2 sono tutti fuori. Tra i modelli Motorola rientrano Moto X, Moto G e Moto E — quest’ultimo lanciato come dispositivo economico e adottato in larghissima scala. Completano la lista HTC One M7, HTC One Max, LG Nexus 4, LG G2, LG G Pro 2, Huawei Ascend P7 e Asus Zenfone 5 del 2014.
Non si tratta di modelli di nicchia. Galaxy S4 e HTC One M7 sono stati tra i best seller assoluti del segmento Android premium in quegli anni, con decine di milioni di unità vendute globalmente. WhatsApp stesso giustifica questa scelta spiegando che “ogni anno fa il punto sugli apparecchi e i software più datati, che contano il minor numero di utenti e che spesso non dispongono più degli aggiornamenti di sicurezza necessari al funzionamento dell’app”.
Il punto contro-intuitivo di questa vicenda è che la causa dell’esclusione non è l’obsolescenza tecnica del dispositivo in senso assoluto, ma la politica di aggiornamento del produttore. Un Samsung Galaxy S4 del 2013 è fisicamente capace di eseguire Android 6, ma Samsung decise di non distribuire quell’aggiornamento per quel modello. L’utente si ritrova così escluso non per una limitazione hardware reale, ma per una scelta commerciale presa anni fa da un’azienda terza.
WhatsApp ha già percorso questa strada in precedenza. L’applicazione ha progressivamente abbandonato versioni precedenti di Android e iOS nel corso degli anni, con intervalli regolari. Ogni ciclo di esclusione spinge una quota di utenti verso l’acquisto di nuovi dispositivi — un effetto collaterale non irrilevante in un settore dove il ciclo di sostituzione degli smartphone si è allungato sensibilmente.
Per chi possiede uno dei modelli in elenco, l’unica soluzione praticabile è la sostituzione del telefono. Non esistono workaround stabili: installare versioni non ufficiali di WhatsApp su Android 5 espone a rischi di sicurezza significativi e non garantisce il funzionamento nel medio periodo. WhatsApp chiarisce che le app devono girare su sistemi operativi in grado di supportare “le ultime funzioni e le ultime misure di sicurezza”, e Android 5 non soddisfa più questi requisiti.
La data dell’8 settembre lascia circa quattro mesi per valutare le opzioni. Gli smartphone Android di fascia entry-level oggi disponibili sul mercato costano molto meno di quanto costassero i modelli che andranno in pensione al loro lancio — e supportano sistemi operativi aggiornati con cicli di supporto dichiarati fin dall’acquisto.