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Gli smartwatch possono prevedere uno svenimento? Lo studio di Samsung apre nuovi orizzonti

Parte posteriore di uno smartwatch appoggiato su una superficie gialla, con sensori ottici centrali e cinturino sportivo scanalato.

Grazie all’intelligenza artificiale e ai sensori PPG, il tuo orologio potrebbe avvisarti di un malessere imminente con cinque minuti di anticipo, salvandoti da cadute pericolose.

Siamo ormai abituati a considerare i nostri smartwatch come semplici estensioni dello smartphone: un modo rapido per leggere le notifiche di WhatsApp senza tirare fuori il telefono o uno strumento per contare i passi durante la passeggiata domenicale. Tuttavia, la frontiera tra l’accessorio lifestyle e il dispositivo medico di precisione non è mai stata così sottile. Se il monitoraggio del battito cardiaco o della saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2) è ormai una funzione di base, un nuovo traguardo tecnologico sta per cambiare le regole del gioco: la capacità di prevedere uno svenimento prima ancora che accada.

Un laboratorio medico in miniatura al tuo polso

Tutto nasce da uno studio rigoroso pubblicato a maggio 2026 sull’European Heart Journal – Digital Health. Un team di ricercatori ha monitorato 132 pazienti equipaggiati con un Samsung Galaxy Watch 6 per osservare il comportamento biometrico del corpo durante il cosiddetto Head-up Tilt Test (HUT).

Smartwatch rotondo indossato al polso con schermata delle app aperta e interfaccia Wear OS ben visibile sul display touch.
Gli smartwatch moderni non sono più soltanto centri notifiche da polso: grazie a sensori avanzati e AI possono diventare strumenti sempre più utili anche per la prevenzione.(Mistergadget.tech)

Per i non addetti ai lavori, si tratta di una procedura clinica in cui il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che viene poi inclinato progressivamente verso l’alto; questo test serve a provocare artificialmente una sincope vasovagale (il classico “malessere vagale”) per analizzare le reazioni del sistema nervoso. Il cuore di questa prodezza tecnologica risiede nel sensore PPG (fotopletismografia), ovvero quel modulo a luce verde e infrarossa che scansiona i vasi sanguigni sotto la pelle del polso.

L’intelligenza artificiale legge i segnali invisibili

Sfruttando algoritmi avanzati di intelligenza artificiale, lo smartwatch non si limita a contare i battiti, ma analizza la variabilità della frequenza cardiaca (HRV – Heart Rate Variability) con una precisione microscopica. I ricercatori hanno scoperto che nel sistema nervoso autonomo compaiono segnali specifici, invisibili all’occhio umano, circa cinque minuti prima che il cervello decida di “staccare la spina”.

L’analisi dell’AI ha rivelato che non conta solo quanto batte forte il cuore, ma la cosiddetta “rigidità” del ritmo. Poco prima di una sincope, il cuore perde la sua naturale flessibilità ritmica, un fenomeno tecnico definito dagli esperti come perdita di complessità non lineare. È esattamente qui che l’algoritmo di Samsung eccelle: riesce a rilevare un cambiamento così sottile che persino un medico, osservando un monitor in tempo reale, farebbe fatica a identificare senza l’ausilio del software.

Cinque minuti per mettersi al sicuro: una questione di sicurezza

Lo studio dimostra che la finestra di previsione ottimale si attesta sui cinque minuti. Potrebbero sembrare pochi, ma in termini di sicurezza personale sono un’eternità. Ricevere una notifica di “rischio malessere imminente” permette all’utente di:

  • Sedersi o sdraiarsi immediatamente, evitando una caduta violenta.
  • Chiedere aiuto a chi si trova nelle vicinanze.
  • Idratarsi o rinfrescarsi per tentare di mitigare la crisi.
Retro di uno smartwatch sportivo con sensori biometrici a vista, tenuto in mano all’aperto, con cinturino grigio e dettagli colorati.
Sul retro dello smartwatch trovano posto i sensori PPG che analizzano il flusso sanguigno e permettono di rilevare variazioni fisiologiche potenzialmente legate a un malessere imminente.(Mistergadget.tech)

Il vero pericolo di una sincope vasovagale, infatti, non è quasi mai il malessere in sé, ma le lesioni traumatiche che derivano dalla caduta improvvisa. L’algoritmo ha mostrato una precisione dell’84,6% e una sensibilità del 90%, numeri che in ambito clinico indicano un’affidabilità estremamente elevata.

Quale futuro per la prevenzione al polso?

Sebbene lo studio sia stato condotto su Galaxy Watch 6, non è ancora chiaro se Samsung integrerà ufficialmente questa funzione tramite un aggiornamento software o se dovremo aspettare il lancio del futuro Galaxy Watch 9. Ciò che è certo è che la direzione intrapresa è chiara: trasformare i sensori biometrici, come il celebre BioActive Sensor di Samsung, in veri e propri guardiani proattivi della nostra salute.

Questa ricerca sottolinea come la tecnologia indossabile stia passando da una fase di “raccolta dati passiva” a una di “prevenzione attiva”, rendendo lo smartwatch un compagno indispensabile non solo per gli atleti, ma soprattutto per chi soffre di patologie legate alla pressione sanguigna o al sistema nervoso.

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