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Non è un Rolex l’orologio di Chiara Ferragni ma un dispositivo tech da 90 euro che fa qualsiasi cosa

Chiara Ferragni orologi 07052026 Mistergadget.tech

C’è un bracciale nero senza display, sottile, che a prima vista potrebbe sembrare un cinturino sportivo qualsiasi. Si chiama Whoop ed è uno dei wearable più usati al mondo tra chi prende sul serio i dati del proprio corpo: monitora in continuo frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, variabilità cardiaca, temperatura cutanea, ossigeno nel sangue e qualità del sonno, 24 ore su 24, anche sotto la doccia.

Il modello attuale è il Whoop 5.0, lanciato a maggio 2025. Non si compra: si sottoscrive. L’azienda fondata a Boston nel 2012 ha costruito l’intero modello di business sull’abbonamento annuale, che include il dispositivo.

Quanto costa il dispositivo delle star

Il piano base si chiama One e costa 199 euro l’anno. Quello intermedio, Peak, arriva a 264 euro e aggiunge Healthspan — una funzione che calcola l’età biologica dell’utente e il ritmo di invecchiamento in base alle abitudini quotidiane. Il piano più completo, Life, costa 399 euro e include anche ECG su richiesta e stime della pressione sanguigna, disponibili però solo in alcuni mercati e non ancora distribuiti ufficialmente in Italia.

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L’orologio di Chiara Ferragni – Foto IG chiaraferragni-Mistergadget.tech

La particolarità di Whoop rispetto a qualsiasi smartwatch è l’assenza totale di schermo. Niente notifiche, niente ora, niente touchscreen. Tutto quello che raccoglie finisce nell’app, che al mattino restituisce tre numeri: Sforzo del giorno precedente, qualità del Sonno e Recupero. Quest’ultimo è il dato centrale — una percentuale che indica quanto il corpo sia pronto ad affrontare un carico di lavoro intenso. Senza un abbonamento attivo, il bracciale smette di raccogliere dati. Non è un accessorio che si può comprare e dimenticare in un cassetto.

Tra gli utenti più noti ci sono Cristiano Ronaldo — che a maggio 2024 è diventato anche investitore dell’azienda — LeBron James, Erling Haaland, Virgil van Dijk, Patrick Mahomes, Tiger Woods, Rory McIlroy. A marzo 2026, Whoop ha chiuso un round da 575 milioni di dollari con una valutazione che sfiora i 10,1 miliardi, dichiarando 2,5 milioni di abbonati attivi e una crescita delle prenotazioni del 103% anno su anno. Il fatturato annualizzato a fine 2025 superava il miliardo di dollari.

Un dettaglio che tende a sfuggire: Whoop raccoglie fino a 100 megabyte di dati fisiologici per utente al giorno, grazie a cinque sensori sempre attivi. È un volume significativamente superiore a quello di qualsiasi smartwatch concorrente, Apple Watch compreso. La granularità è la ragione per cui molti atleti d’élite lo affiancano all’orologio tradizionale invece di sostituirlo — i due dispositivi non si escludono ma misurano cose diverse.

L’osservazione meno scontata è questa: Whoop non si è diffuso tra i VIP attraverso campagne pubblicitarie. La strategia dell’azienda è stata distribuire il prodotto gratuitamente alle migliori squadre sportive e ai singoli atleti d’élite prima ancora di aprire le vendite al pubblico, costruendo un “effetto alone” che poi si è propagato verso il mercato consumer. Ferragni che lo indossa nelle sue storie e nei suoi post replica — consapevolmente o no — lo stesso meccanismo che ha trasformato un bracciale senza schermo in un dispositivo da un miliardo di fatturato.

Il segmento femminile è quello in crescita più rapida tra gli abbonati Whoop, con un’espansione guidata anche dalla funzione Approfondimenti ormonali donna, che integra i dati biometrici con il ciclo mestruale e le fluttuazioni ormonali. Una funzione disponibile dal piano One, non riservata al livello più costoso.

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